Il ruolo svolto dai Workshop Internazionali di Istocompatibilità dal 1970 al 1975

Il ruolo svolto dai Workshop Internazionali di Istocompatibilità dal 1970 al 1975

Paul Terasaki al lavoro con una sua allieva nel 1970.

Dalla descrizione del primo antigene leucocitario umano chiamato MAC nel 1958, c’è stata una rapida crescita dell’interesse e della conoscenza della struttura genetica e della funzione biologica dell’MHC che nell’uomo è noto come HLA.
Il rapido progresso che ha portato alla conoscenza dell’ HLA è dovuto in gran parte all’ampia collaborazione di un gruppo internazionale di ricercatori disposti a condividere reagenti e dati non pubblicati. Il modo più efficace per promuovere questa collaborazione si è avuto attraverso l’organizzazione di workshop progettati per riunire i ricercatori e creare l’opportunità di scambiare reagenti per lo studio reciproco.
I primi antigeni HLA sono stati identificati in occasione dei primi tre Workshop e definiti da singoli gruppi che hanno utilizzato i propri reagenti, antisieri e pannelli cellulari localmente. Ciò ha reso necessario uno scambio di reagenti per confrontare gli antisieri allo scopo di standardizzare la definizione degli antigeni e stabilire una nomenclatura comune. Una risorsa inestimabile per stimolare la ricerca immunogenetica e facilitare lo sviluppo di nuove tecnologie e conoscenze per la cura del paziente.


il quarto workshop

Il 4° Workshop di istocompatibilità organizzato da P. Terasaki si è tenuto tre anni dopo il terzo a Los Angeles (USA) nel gennaio del 1970. Esso ha riunito quindici diversi laboratori per testare 116 antisieri altamente selezionati e risultato il primo workshop in cui gli antisieri sono stati scambiati per posta e in cui ogni laboratorio partecipante ha utilizzato un test di microlintotossicità standard.
I risultati ottenuti hanno stabilito l’esistenza di 11 specificità ufficiali HL-A (HL-A1, 2, 3, 5, 7, 8, 9, 10, 11, 12 e 13) e almeno altre otto specificità con designazioni provvisorie (ad esempio, W27). Nel Workshop , E. Thorsby, E. Sandberg e F. Kissmeyer-Nielsen hanno fornito, in aggiunta, le prove di un terzo locus (HLA-C), e l’utilizzo per la prima volta, in formato di laboratori, di una tecnologia (metodo di Boyum) per la separazione di cellule mononucleate dal sangue intero con una miscela di Sodio Metrizoato e Destrano 500 (commercialmente denominata Ficoll).


il quinto workshop

Il 5° workshop di istocompatibilità coordinato da J. Dausset si è tenuto nel maggio del 1972 ad Evian (Francia). L’obiettivo principale era rappresentato da uno studio a livello mondiale del sistema HLA su quarantanove gruppi etnici condotto da 75 diversi laboratori con la selezione di 118 antisieri.
I risultati ottenuti sulle frequenze antigeniche del sistema HLA nelle molte popolazioni studiate, hanno costituito uno studio antropologico di portata mondiale, tanto che alcuni di questi dati sono ancora, oggi, utilizzati, come confronti statistici di popolazione. Nel workshop sono state altre nuove designazioni HLA, ciascuna delle quali con nomenclatura provvisoria : w16, w21, w23, w24, w25, w26, w29, w30, w31 e w32.


il sesto workshop

Gradiente di densità con un Ficoll-Paque PLUS (schema).

Il 6° Workshop sull’Istocompatibilità, organizzato da F. Kissmeyer-Nielsen e tenutosi ad Arhus, (Danimarca), nel giugno-luglio del 1975, aveva come obiettivi principali:

a) un’indagine sui determinanti e la genetica del MLR (successivamente chiamato locus HLA-D)

b) una migliore identificazione e caratterizzazione delle specificità appartenenti ai tre loci HL-A precedentemente definiti e successivamente denominati HLA-A, B e C.

Il workshop è stato il primo, grazie a F. Bach e a B. Bain, a inserire l’uso di cellule omozigoti della regione D (HTC) tramite la Reazione linfocitaria mista o MLC (Mixed lymphocyte culture) per studiare i determinanti del locus HLA-D.
Sono stati scambiati tra i laboratori partecipanti un totale di 62 HTC e 178 antisieri selezionati
Sulla base dei risultati ottenuti il comitato per la nomenclatura dell’OMS ha nominato i primi sei determinanti del locus HLA-D ma anche i primi cinque antigeni del locus HLA-C.
Nella successiva conferenza sono stati discussi numerosi rapporti sugli antigeni HLA espressi sulle cellule B ma non sulle cellule T. Questi antigeni sono stati definiti “Ia-like” o “antigeni delle cellule B associati alla regione D” la cui descrizione ha spianato la strada alla futura descrizione e caratterizzazione del locus HLA-DR e della serie DR di antigeni leucocitari.
Dopo il workshop, sono state designate dal Comitato per la nomenclatura dell’OMS altre 15 nuove specificità HLA che comprendevano anche i primi antigeni definiti nel locus HLA-C (Cw1-Cw5).
In Danimarca, incominciava così la seconda parte della storia dell’HLA nel corso della quale altri nuovi geni stavano per essere descritti.


tratto da post su Facebook del prof. Sergio Barocci


Bibliografia:

 

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