Un grande dell’immunologia: Fritz H. Bach

Un grande dell’immunologia: Fritz H. Bach

Fritz H. Bach (5aprile 1934 – 14agosto 2011)

Fritz Heinz Bach è stato un altro brillante pioniere della ricerca immunologica dei trapianti che con un approccio innovativo unico e altamente creativo ha sviluppato il test della coltura linfocitaria mista o MLC (Mixed Lymphocyte Culture ) per la prevenzione del rigetto nei trapianti.
F.H. Bach nasce a Vienna il 5 Aprile del 1934. In tenera età, essendo di famiglia ebrea, nel novembre del 1938 durante il periodo nazista germanico, fugge insieme al fratello maggiore in Inghilterra grazie all’aiuto di quel paese. I due fratelli dopo essere stati affidati alle cure di una famiglia britannica, si riuniscono ai loro genitori e successivamente tutta la famiglia emigra nel 1949 negli Stati Uniti a Burlington nello stato del Vermont.


fuggito dalle persecuzioni naziste

Una fotografia del dott. Fritz Bach nel 1991.

Dopo aver frequentato l’High School di Burlington, ottiene una borsa di studio presso l’Università di Harvard dove si laurea nel 1955 in Scienze Fisiche e in seguito in Medicina nel 1960 dapprima alla Washington University e poi nuovamente ad Harvard.
Dopo la sua formazione medica, F.H. Bach inizia nel 1961 a lavorare alla New York University.
In quel periodo conosce il Professore Thomas Lewis (25novembre 1913 – 3dicembre 1993) del Dipartimento di Chirurgia del “Beth Israel Deaconess Medical Center“, a quel tempo direttore dell’Immunobiology Research Center che lo ispira nel campo della genetica e dell’immunobiologia per lo studio dei meccanismi coinvolti nel rigetto del trapianto dopo una conferenza che Peter Medawar aveva tenuto nella stessa Università.
Nel 1965 si reca nell’Università del Wisconsin dove vi rimane sino al 1979 dapprima come professore ordinario e a partire dal 1974 come direttore del Centro di ricerca di immunobiologia.


Immunobiologo

E’ proprio in questo periodo che fornisce un contributo importante allo sviluppo dell’immunogenetica dei trapianti attraverso l’invenzione di un test per la compatibilità tissutale tra donatori e riceventi per il trapianto di organi solidi e di midollo osseo chiamato “coltura mista linfocitaria” o MLC tra individui non correlati contribuendo inoltre all’identificazione del locus per gli antigeni HLA-DR di classe II del Maggiore Complesso di Istocompatibilità.
Grazie a questa innovativa tecnica di laboratorio che nel 1968 è avvenuta la prima operazione di successo di trapianto di midollo osseo da parte di Robert Good (21maggio 1922 – 13giugno 2003) tra individui che non erano gemelli identici, test utilizzato anche nel 1975 nei trapianti di organi solidi da cadavere.


l’interesse per gli xenotrapianti

Fritz Heinz Bach

Dal 1980 al 1992 si trasferisce all’Università del Minnesota e dopo 15 anni di concentrazione sui trapianti di organi umani e sul sistema HLA mostra vivo interesse per gli xenotrapianti dove esamina non solo i meccanismi del rigetto vascolare ma anche la serie di ostacoli scientifici che tali trapianti di tessuti ed organi da maiali all’uomo, potevano presentare con la presenza di nuove malattie infettive.
Queste sue osservazioni hanno contribuito, in seguito, a definire nuove linee di indagine perseguite nei laboratori di tutto il mondo.
Dal 1992 si trasferisce al Dipartimento di Chirurgia del “New England Deaconess Hospital” e poi nuovamente alla Harvard Medical School dove diventa responsabile del “Sandoz Center for Immunobiology” studiando il possibile utilizzo del monossido di carbonio per la protezione degli organi da trapiantare e facendo anche alcune ricerche sul ruolo svolto dalla bilirubina e dall’eme ossigenasi nell’induzione della tolleranza e nella sopravvivenza del trapianto.


Riconoscimenti

F. H. Bach si ritira dal lavoro nel 2006, contribuendo complessivamente a circa 800 pubblicazioni scientifiche durante la sua carriera.
Muore il 14 agosto del 2011 negli Stati Uniti nella sua casa di Manchester-by-the- Sea dopo una lunga malattia.
Tra i suoi riconoscimenti sono da annoverare:
1. 1987 membro della “Royal Netherlands Academy of Arts and Sciences
2. 1998 vincitore del “Premio Medawar” della Transplantation
Society
3. 2005 dottore onorario dell’Università di Vienna


articolo del prof. Sergio Barocci


riferimenti:

Bibliografia:
  1. Widmer MB, Bach FH 1972 “Allogeneic and xenogeneic response in mixed leukocyte cultures.” J Exp Med. May 1;135(5):1204-8.
  2. Zarling JM, McKeough M, Bach FH. 1976 “A sensitive micromethod for generating and assaying allogeneically induced cytotoxic human lymphocytes.” Transplantation Jun;21(6):468-76.
  3. Sondel PM, Bach FH 1977 “Immunogenetic complexity of HLA-D.” Transplant Proc. Mar;9(1):401-3.
  4. Bach FH, Sachs DH 1987 “Current concepts: immunology. Transplantation immunology.N Engl J Med. Aug 20;317(8):489-92
  5. Sachs DH, Bach FH. 1990 “Immunology of xenograft rejection.” Hum Immunol. Jun;28(2):245-51.
  6. Bach FH et al. 1995 “Barriers to xenotransplantation“. Nat Med. Sep;1(9):869-73.
  7. Bach FH. 1998 “Xenotransplantation: problems and prospects.”, Annu Rev Med. 49:301-10
  8. Robson SC, Schulte am Esch J 2nd, Bach FH. 1999 “Factors in xenograft rejection” Ann N Y Acad Sci. Jun 18;875:261-76
  9. Bach FH 2006 “Heme oxygenase-1 and transplantation tolerance.” Hum Immunol Jun;67(6):430-2
  10. Lee SS et al. 2007 “Heme oxygenase-1, carbon monoxide, and bilirubin induce tolerance in recipients toward islet allografts by modulating T regulatory cells.” FASEB J Nov;21(13):3450-7
  11. Ollinger R, Wang H, Yamashita K, Wegiel B, Thomas M, Margreiter R, Bach FH 2007 “Therapeutic applications of bilirubin and biliverdin in transplantation.” Antioxid Redox
    Signal. Dec;9(12):2175-85


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