Breve storia del New England Journal of Medicine

 Breve storia del New England Journal of Medicine

John Collins Warren (1 agosto 1778 – 4 maggio 1856)

Il New England Journal of Medicine (NEJM) è una rivista medica settimanale pubblicata dalla Massachusetts Medical Society. È tra le più prestigiose riviste mediche sottoposte a peer-reviewed nonché la più antica di continua pubblicazione.

Nel settembre 1811, John Collins Warren, un medico di Boston, insieme a James Jackson, presentò un prospetto formale per istituire il “New England Journal of Medicine and Surgery and Collateral Branches of Science” come una rivista medica e filosofica. Successivamente, il primo numero del “New England Journal of Medicine and Surgery and the Collateral Branches of Medical Science” fu pubblicato il primo gennaio 1812. Il giornale veniva pubblicato trimestralmente.


evoluzione del nejm

Un edizione del Giornale del gennaio 1814.

Warren e Jackson, insieme a diversi altri eminenti medici di Boston, prestavano servizio come redattori che si riunivano mensilmente per “sostenere, leggere e giudicare gli articoli presentati a loro“. Il 29 aprile 1823, un’altra pubblicazione, il “Boston Medical Intelligencer“, apparve sotto la guida di Jerome V. C. Smith. Il “Boston Mediacal Intelligencer” entrò in difficoltà finanziarie già nella primavera del 1827 e gli editori del “New England Journal of Medicine and Surgery and Collateral Branches of Medical Science” lo acquistarono nel febbraio 1828 unendo le due pubblicazioni per formare il “Boston Medical and Surgical Journal“, con pubblicazione settimanale.

La Massachusetts Medical Society acquistò Il “Boston Medical and Surgical Journal” nel 1921 al prezzo di un dollaro e lo ribattezzò nel 1928 in “New England Journal of Medicine“.


Il Logo

Il logo del Giornale raffigura il bastone di Asclepio attraversato da una penna d’oca.

Le date sul logo rappresentano la fondazione dei componenti del “New England Journal of Medicine”:

1812 per il “New England Journal of Medicine and Surgery and Collateral Branches of Medical Science“,  1823 per il “Boston Medical Intelligencer“,  1828 per il “Boston Medical and Surgical Journal” e  1928 per il “New England Journal of Medicine“.


gli articoli più famosi: Bigelow

Henry Jacob Bigelow (11 marzo 1818 – 30 ottobre 1890)

Nel novembre 1846, Henry Jacob Bigelow, un chirurgo di Boston e professore della Harvard University, riportò una svolta nella ricerca sugli anestetici in chirurgia con i primi usi dell’inalazione di etere nel 1846. Ciò permetteva ai pazienti di rimanere sedati durante le operazioni che vanno dall’estrazione dentale all’amputazione.

Un paziente è stato reso completamente insensibile durante un’amputazione della coscia, riprendendo conoscenza dopo un breve intervallo“, scrisse Bigelow. Che continuava: “Altre operazioni gravi sono state eseguite con i pazienti incoscienti“.

Il suo “Insensibility during Surgical Operations Produced by Inhalation” (1846), che descriveva in dettaglio la scoperta dell’anestesia eterica, fu scelta dai lettori del New England Journal of Medicine come “l’articolo più importante nella storia del NEJM” in una commemorazione del 200 ° anniversario della rivista.


gli articoli più famosi: Brown-sequard

Boston Medical and Surgical Journal: prima pagina dell’edizione 17 ottobre 1872

Nell’ottobre del 1872 fu pubblicata una lezione del grande fisiologo Charles-Édouard Brown-Sequard (Port Louis, 8 aprile 1817 – Sceaux, 2 aprile 1894), “The Origin and Signification of the Symptoms of Brain Disease“, che proponeva l’idea allora rivoluzionaria secondo cui un emisfero cerebrale può influenzare entrambi i lati del corpo (“un emisfero può causare movimento in entrambi i lati del corpo e può percepire le sensazioni che arrivano da entrambi i lati“).

Il neurologo continuava descrivendo quella che ora è conosciuta come la sindrome di Brown-Séquard, sindrome neurologica caratterizzata dalla perdita permanente delle funzioni sensitive e motorie (anestesia permanente, atassia e paralisi) causata da una lesione di una sola metà del midollo spinale.


gli articoli più famosi: Wright

serie di immagini fotografiche tratte dall’articolo di Wright.

Nel giugno del 1906, il grande patologo del ” Massachusetts General Hospital”, James Homer Wright (8 aprile 1869 – 3 gennaio 1928), pubblicò un articolo (The Origin and Nature of the Blood Plates) che mostrava il modo in cui egli colorava e studiava il midollo osseo con le descrizioni di quei corpi che oggi sono noti come megacariociti e piastrine.  Questo  l’incipit dell’articolo di Wright: “Uno studio prolungato della morfologia comparata
dei corpuscoli del sangue di una vasta gamma di animali mi ha dimostrato che tutte le teorie finora proposte sull’origine e la natura delle piastrine del sangue sono inattendibili ed erronee. In questo articolo non esporrò le mie ragioni per essere giunto a questa conclusione, ma mi limiterò a una breve dichiarazione delle mie opinioni riguardanti l’origine e la natura di questi organismi e una sintesi dei fatti e delle osservazioni su cui si basano le mie opinioni“.


gli articoli più famosi: farber

Sidney Farber (Buffalo, 30 settembre 1903 – Boston, 30 marzo 1973) nella foto a sinistra.

Nel giugno del 1948, Sidney Farber riportò risultati promettenti nel trattamento della leucemia infantile nell’articolo “Temporary remissions in acute leukemia in children produced by folic acid antagonist, 4-Aminopteroyl-Glutamic Acid (Aminopterin)“. Sulla base di prove aneddotiche che i bambini con leucemia acuta erano peggiorati quando avevano ricevuto acido folico, egli lavorò sul blocco del metabolismo dell’acido folico. Il suo team diede a 16 neonati e bambini con leucemia linfoblastica acuta un inibitore dell’acido folico, l’aminopterina. Dieci di essi mostrarono un miglioramento in base ai parametri clinici ed ematologici dopo tre mesi. Nel suo articolo, Farber consigliava di ricevere i risultati con cautela: “Si sottolinea ancora una volta che queste remissioni sono di carattere temporaneo e che la sostanza è tossica e può essere produttiva di disturbi ancora maggiori di quelli riscontrati finora nei nostri studi“.  Proseguiva Farber:

“Nessuna prova è stata menzionata in questo rapporto che giustificherebbe il suggerimento del termine “cura “della leucemia acuta nei bambini.”


gli articoli più famosi: zoll

Paul Maurice Zoll (July 15, 1911 – January 5, 1999)

Nel novembre del 1952, il cardiologo statunistens Paul Maurice Zoll pubblicò un primo rapporto sulla rianimazione del cuore intitolato “Resuscitation of the heart in ventricular standstill by external electric stimulation“.

Scriveva Zoll: “Lo scopo di questo articolo è quello di descrivere l’uso riuscito in due pazienti di un metodo rapido, semplice, efficace e sicuro per risvegliare il cuore dall’arresto ventricolare attraverso un pacemaker artificiale, esterno ed elettrico. Per la prima volta è stato possibile mantenere in vita un paziente durante asistolia ventricolare della durata di ore o giorni. Questa procedura può rivelarsi preziosa in molte situazioni cliniche. L’arresto cardiaco è un evento grave, generalmente terminale, che raramente risponde alle misure terapeutiche attualmente in uso. Nei pazienti con blocco cardiaco completo può essere transitorio, causando la sindrome di Stokes-Adams.”


gli articoli più famosi: wolff

William Wolff (destra) e Hiromi Shinya (sinistra) (circa 1975) (https://www.researchgate.net/figure/William-Wolff-right-and-Hiromi-Shinya-left-circa-1975-of-Beth-Israel-Hospital-New_fig9_8225170)

Il 15 febbraio 1973, il NEJM pubblicò il primo articolo sulla rimozione di polipi intestinali attraverso l’uso di un colonscopio ed introdusse una procedura di screening per ridurre il rischio di cancro.  Gli autori, William I. Wolff e Hiromi Shinya, medici del “Beth Israel Medical Center” di New York ,riferirono nel loro articolo, intitolato “Polypectomy Via the Fiberoptic Colonoscope — Removal of Neoplasms beyond Reach of the Sigmoidoscope“, di 218 pazienti, dai quali avevano rimosso 303 polipi (con una o più procedure per paziente). L’articolo iniziava con queste parole: “I polipi del colon e le lesioni rettosigmoidi, potenzialmente precancerose, hanno finora richiesto laparotomia e colotomia per la rimozione. Di fronte ad un’esperienza di fondo di 1600 colonscopie a fibre ottiche senza complicazioni, è stato avviato un programma di rimozione endoscopica di polipi del colon da tutte le parti del colon. Trecentotre polipi, da 0,5 a 5,0 cm di diametro, sono stati rimossi in sicurezza da questa tecnica. Sanguinamento, controllato dalla terapia trasfusionale, si è verificato in un paziente e sanguinamento minore in altri quattro“.


gli articoli più famosi: prime descrizioni dell’aids

Nel dicembre 1981, due storici articoli (“Pneumocystis carinii pneumonia and mucosal candidiasis in previously healthy homosexual men” di  Michael S. Gottlieb del “Department of Medicine, UCLA School of Medicine, Center for the Health Sciences, Los Angeles” et al.,  e “An outbreak of community-acquired Pneumocystis carinii pneumonia” di Henry Masur et al.) descrivevano il decorso clinico di decine di pazienti con storia di omosessualità ed abuso di droghe.

Il primo dei due articoli descriveva il decorso clinico di quattro pazienti – riportato per la prima volta nel Rapporto settimanale sulla morbilità e mortalità del CDC (Centers for Disease Control and Prevention) del giugno 1981 – con la malattia che sarebbe diventata nota come AIDS.


gli articoli più famosi: druker

Figura 1 dell’articolo di Druker: risposte ematologiche di sei pazienti alla somministrazione giornaliera di 500 mg di “STI571” (Imatinib).

Nell’aprile 2001, Brian J. Druker (della Division of Hematology and Medical Oncology, Oregon Health Sciences University, Portland)  et al. riportarono, nell’articolo intitolato “Efficacy and safety of a specific inhibitor of the BCR-ABL tyrosine kinase in chronic myeloid leukemia“,  una terapia mirata per la leucemia mieloide cronica. Sulla base della consapevolezza che la BCR-ABL, una tirosina chinasi costitutivamente attivata, causa la LMC, gli autori hanno testato con successo un inibitore di questa tirosina chinasi (Imatinib) in pazienti che avevano fallito la terapia di prima linea. La scoperta ha contribuito a iniziare l’era della progettazione di farmaci antitumorali per colpire specifiche anomalie molecolari.


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