Esordi della Colonscopia

Esordi della moderna Colonscopia

“Con lo sviluppo del colonscopio a fibre ottiche è ora possibile esaminare direttamente l’intero lume del colon dal cieco all’ano in una percentuale molto elevata di individui.

Ciò che resta da determinare è la sicurezza del metodo e la sua accuratezza quando applicato su larga scala da individui di diversa competenza ed esperienza. Nella nostra unità di endoscopia sono stati eseguiti oltre 2.000 esami colonscopici con morbilità insignificante e senza mortalità. Il nostro esame di routine prevede l’uso di un endoscopio di 106 cm che generalmente raggiunge il colon trasverso. L’endoscopio di 186 cm, che può essere introdotto nel cieco, viene utilizzato quando ci sono indicazioni specifiche. La penetrazione completa è possibile con un livello sorprendentemente alto di successo da parte degli endoscopisti di esperienza”.

[“A New Approach to Colonic Polyps” di William Wollf e Hiromi Shinya, Ann. Surg.; Settembre 1973]


 

I dottori William Wolff (a destra) e Hiromi Shinya (a sinistra), al Beth Israel Medical Center di New York (foto del 1975)

I dottori William Wolff (morto il 20agosto 2011 all’età di 94 anni) e Hiromi Shinya, lavorando al Beth Israel Medical Center di New York furono i primi ad usare un endoscopio flessibile a fibre ottiche nella fine degli anni sessanta del novecento per esaminare il colon in tutta la sua lunghezza.

A quel tempo, scrivono Wolff e Shinya, essi avevano un’estesa esperienza – oltre 1.000 procedure – di interventi con endoscopio per esaminare stomaco ed esofago. Fu dunque una logica estensione, scrissero, usare uno strumento simile – ma costruito in maniera particolare – per studiare il tratto gastrointestinale da un tratto all’altro. Tra il giugno 1969 ed il giugno 1972, essi riportarono sul New England Journal of Medicine (N Engl J Med 1973; 288: 329-332) di aver riportato oltre 1.600 procedure diagnostiche usando il colonscopio “senza morbidità o mortalità”. Subito dopo, il Dr. Wolff e il Dr. Shinya scrissero un report di 499 polipectomie, “A New Approach to Colonic Polyps“, pubblicato negli “Annals of Surgery“.


una nuova metodica

Wolff e Shinya: colonscopio nel cieco (1973).

Immagini endoscopiche e reperti chirurgici tratti dall’articolo di Wolff e Shinya pubblicato nel 1973 sugli “Annali di Chirurgia”.

Il loro progresso più significativo fu uno strumento congegnato da Shinya – “a wire loop snare cautery” – che permetteva ai medici di rimuovere il polipo immediatamente, rendendo una seconda procedura non necessaria.

Entro il giugno 1972 essi riportarono di aver rimosso 303 polipi da 218 pazienti usando lo strumento in una o più procedure per paziente inclusi, in tre casi, cinque polipi in una sessione. La principale complicanza era il sanguinamento, ma questo fu raro e facilmente controllato. Nella discussione al loro articolo pubblicato nel 1973 sugli Annali di Chirurgia, il dott. Moses J. Folkman, medico di Boston, affermava che la tecnica era efficace anche nei bambini.

Stranamente, la sedazione, oggi comune, era usata raramente. Wolff e Shinya scrissero:

“pazienti un po’ apprensivi possono richiedere una lieve sedazione”[1].


Tratto dalla
  • biografia commemorativa del dr William Wolff pubblicata sul New York Times il 1 settembre 2011.
vedi anche:

Lo ‘snare-cautery wire’ di Wolff e Shinya.

 

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