Jean Dausset, il padre dell’HLA

JEAN DAUSSET, IL PADRE DELL’HLA

Jean Dausset (1916 – 2009)

Nella sua vita dedicata alla ricerca, il suo contributo più significativo è stata l’identificazione degli antigeni leucocitari umani (HLA) e dei geni che li codificano.
Jean Dausset nacque il 19ottobre 1916 a Tolosa, in Francia. Trascorse una parte della sua infanzia a Biarritz e poi all’età di 11 anni si trasferì insieme alla sua famiglia a Parigi. La sua istruzione secondaria si svolse presso il Liceo Michelet dove conseguì il diploma di maturità in matematica.
Successivamente convinto dal padre Henri Dausset, medico radiologo, iniziò la sua formazione preliminare alla facoltà di Medicina all’Università di Parigi ma i suoi piani vennero ben presto interrotti nel 1939, in seguito allo scoppio del 2° conflitto mondiale, dove fu arruolato per servire l’esercito francese, completando nel frattempo la sua formazione medica.


LA GUERRA

Jean Dausset (1916 – 2009)

Durante la seconda guerra mondiale, si unì al Servizio Trasfusionale dell’esercito francese partecipando alle campagne del Nord Africa dove avvenne l’impatto nel campo dell’ematologia, in cui si dedicava a praticare numerose trasfusioni di sangue su soldati feriti, ed è proprio qui che nacque la sua spinta a comprendere le cause delle frequenti reazioni avverse contro le cellule del sangue.
Nel 1944 ritornò a Parigi e incominciò a lavorare nel Centro Trasfusionale presso l’Ospedale Saint – Antoine iniziando il suo primo progetto di ricerca in collaborazione con il Prof. Marcel Bessis (15novembre 1917 – 28marzo 1994) che aveva appena sviluppato lo scambio trasfusionale in neonati e adulti.
Nel 1948 come parte del Piano Marshall, frequentò come tirocinante francese il Children’s Hospital di Boston, lavorando sino al 1949 in uno dei laboratori della Harvard Medical School.


PIONIERE DELL’IMMUNOEMATOLOGIA

Al suo ritorno in Francia, nel 1950, riprese il lavoro di medico presso il Centro Trasfusionale Regionale, specializzandosi in immunoematologia e studiando pazienti leucopenici bisognosi di numerose trasfusioni sanguigne.
Scoprì che il deficit cellulare di questi pazienti derivava dall’azione di anticorpi che attaccavano selettivamente i leucociti estranei attraverso la trasfusione, ipotizzando correttamente che tali reazioni anticorpali fossero stimolate da alcuni antigeni, situati sulla superficie dei globuli bianchi estranei, chiamati successivamente antigeni leucocitari umani o antigeni HLA.
Questi antigeni si sono, poi, rivelati estremamente utili nel determinare se i tessuti di una persona possono essere trapiantati con successo in un altro individuo (un processo, chiamato tipizzazione tessutale).


gli antigeni leucocitari umani

Una delle diapositive mostrate da Dausset nel discorso di ringraziamento per il ricevimento del Premio Nobel.

Dausset, inoltre, dimostrò che questi antigeni erano programmati da un complesso genico altamente variabile, che si rivelò analogo al complesso H-2 nel topo scoperto da George Davis Snell (19dicembre 1903 – 6giugno 1996), complessi entrambi visti come un Sistema Maggiore di Istocompatibilità o MHC la cui funzione doveva essere quella di aiutare il sistema immunitario di tutti i vertebrati a distinguere il self dal non self.
Tra il 1952 e il 1957 dedicò gran parte di quegli anni allo sviluppo di tecniche di leuco e trombo – agglutinazione e di ulteriori modi per confermare la presenza di alcuni anticorpi, descrivendo nel 1958 il primo antigene leucocitario, chiamandolo MAC, un acronimo fatto dalle iniziali dei primi tre donatori, in seguito conosciuto come HLA-A2.


TRAPIANTI DI ORGANI E TESSUTI

Prima pagina di un articolo pubblicato da Dausset nel 1958 sulla rivista “Acta Haematologica”.

Questa scoperta venne pubblicata sulla rivista scientifica Acta Haematologica in cui si sottolineava la possibile importanza di questi gruppi nel trapianto di organi e tessuti.
Tuttavia, oltre alla sua ricerca medica, per migliorare le tecniche di trapianto di organi e i meccanismi coinvolti nella capacità dell’organismo di accettare il nuovo tessuto, Dausset lavorò anche come consulente del governo francese del Gabinetto del Ministero Nazionale della Pubblica Istruzione per riformare le strutture universitarie e mediche risultando determinante nel plasmare una legge che integrava l’educazione scientifica e la medicina portando alla creazione del CHU (Centre Hospitalier Universitaire).
Nonostante queste lotte amministrative, Dausset non abbandonò mai il suo laboratorio. Nel 1963 dopo essere stato nominato Professore di Ematologia gli venne attribuita nel 1965 la direzione del Dipartimento di Immunologia dell’Hopital Saint Louis, dove descrisse il primo sistema di gruppi tissutali Hu-1, in seguito HLA , dopo la scoperta di Snell degli antigeni di istocompatibilità nei topi.


RICONOSCIMENTI

Jean Dausset mentre presenta la sua Nobel Lecture l’8 dicembre 1980.

Nel 1969 fondò il France Transplant, un’organizzazione che coordinava i trapianti in tutta la Francia e con il collega Jean Bernard istituì il Registro Francese dei donatori di midollo osseo non imparentati e nel 1977 ricevette la nomina di capo del Dipartimento di Immunologia presso l’Università di Parigi.
Grazie al suo lavoro pionieristico, nel 1980 Dausset fu insignito del Premio Nobel per la Medicina insieme a Baruj Benacerraf e George Snell, per le loro scoperte riguardanti la caratterizzazione di strutture geneticamente determinate sulla superficie cellulare che regolano le reazioni immunologiche e nel 1984, utilizzando il denaro del premio Nobel fondò un centro per la ricerca sul genoma il “Centre D’étude du Polymorphisme Humain” (CEPH) aprendo così la strada alla scoperta dei geni predisponenti a numerose malattie, diventandone il presidente nel 2003 dopo il pensionamento.


HLA

Diapositiva tratta dalla Nobel Lecture di Dausset che mostra il locus dei geni che codificano le proteine sulla superficie delle cellule responsabili per la regolazione del sistema immunitario nell’uomo (HLA). Questo gruppo di geni risiede nel cromosoma 6.

Jean Dausset è morto il 6 giugno 2009 a Maiorca, in Spagna, all’età di 92 anni, dove ha vissuto per diversi anni anche Snell, deceduto 13 anni prima.
La scoperta del sistema HLA è nata soprattutto dalla sua visione e dalla sua feroce determinazione e sebbene i suoi contributi non fossero nel campo immunologico, ha sempre considerato il sistema HLA molto importante non solo nel controllo delle risposte immunitarie ma anche per analizzare la genetica e i modelli delle migrazioni delle popolazioni.
Oggi, molti anni dopo la sua scoperta, la tipizzazione tessutale che determina la combinazione degli antigeni HLA sulle cellule è diventato uno strumento essenziale per selezionare i donatori per il trapianto di organi e midollo osseo.
Nella sua vita ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti e tra questi sono da ricordare:
a) nel 1970 il “Karl Landsteiner Memorial Award” dall’American Association of Blood Banks; b) nel 1977 il “Robert Koch Prize“; c) nel 1978 il “Premio Wolf” in Medicina; d) nel 1997 la laurea ad Honorem in Medicina e Chirurgia da parte dell’Università di Cagliari.


Articolo del prof. Sergio Barocci


RIFERIMENTI:

 

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