Un pioniere del MHC: Baruj Benacerraf

UN PIONIERE DEL COMPLESSO MAGGIORE DI ISTOCOMPATIBILITA’

Baruj Benacerraf (29 ottobre 1920 – 2 agosto 2011)

Il complesso maggiore di istocompatibilità o, in inglese, ‘Major Histocompatibility Complex‘ (MHC) è un gruppo di geni polimorfici. I più conosciuti codificano per proteine espresse sulla membrana cellulare le quali hanno la funzione di farsi riconoscere da parte dei linfociti T.
I prodotti genici tipici del complesso MHC sono proteine che, in cellule tissutali nucleate infettate, legano molecole tipiche del patogeno e le espongono sulla membrana. Prendono così funzione di antigeni che rendono visibili le cellule infette ai recettori dei linfociti T.
Mentre i prodotti dei geni MHC-I sono antigeni direttamente implicati nel fenomeno del rigetto, quelli che derivano dall’MHC-II sono attivi nei fenomeni di cooperazione cellulare che si verificano nell’ambito della risposta immunitaria.
Nell’uomo l’MHC prende il nome di ‘Human Leukocyte Antigen‘ (HLA). Tale sistema di istocompatibilità è formato da molecole collocate sulla superficie cellulare che agiscono come antigeni: a contatto col sistema immunitario di un soggetto, generano una risposta immunitaria poiché riconosciute come estranee. Il sistema dell’HLA è alla base del rigetto nel trapianto.


BREVE STORIA

Figura tratta dal discorso di ringraziamento per il ricevimento del Premio Nobel della Medicina nel 1980 da parte di Baruj Benacerraf.

Le prime descrizioni dell’MHC furono fatte dall’immunologo britannico Peter Gorer nel 1936. I geni MHC furono identificati per la prima volta nei ceppi di topi consanguinei. Il genetista statunitense Clarence Little trapiantò tumori in diversi ceppi e ha riscontrò il rigetto dei tumori trapiantati in base ai ceppi dell’ospite rispetto al donatore. Un altro genetista stutunitense, George Snell, allevò selettivamente due ceppi di topi, ottenendo un nuovo ceppo quasi identico a uno dei ceppi progenitori, differendo però in modo cruciale per l’istocompatibilità, cioè compatibilità dei tessuti al trapianto. Egli identificò quindi ha identificato un locus MHC.
Più tardi, l’immunologo francese Jean Dausset dimostrò l’esistenza dei geni MHC nell’uomo e descrisse il primo antigene leucocitario umano, la proteina che ora chiamiamo HLA-A2.
Alcuni anni dopo, Baruj Benacerraf dimostrò che i geni MHC polimorfici non solo determinano la costituzione unica degli antigeni di un individuo, ma regolano anche l’interazione tra le varie cellule del sistema immunitario.
Questi tre scienziati (Snell, Dausset e Benacerraf) hanno ricevuto il Premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina nel 1980 per le loro scoperte riguardanti “strutture geneticamente determinate sulla superficie cellulare che regolano le reazioni immunologiche“.


BENACERRAF

Baruj Benacerraf nacque a Caracas 1 secolo fa, il 29 ottobre 1920, da genitori ebrei marocchini. Benacerraf si trasferì a Parigi dal Venezuela con la sua famiglia nel 1925. Dopo essere tornato in Venezuela, emigrò negli Stati Uniti nel 1940. Conseguì la laurea in Medicina e Chirurgia presso il ‘Medical College of Virginia‘, l’unica scuola in cui è stato accettato a causa del suo background ebraico. Benacerraf ha lavorato e studiato durante la sua carriera tra la Francia e gli USA come immunologo (principalmente alla New York University). Il suo interesse si era rivolto, fin da quando era studente a questa branca della medicina, ed in particolare al meccanismo dell’ipersensibilità.


RIFERIMENTI:

 

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