LA MEDICINA GRECA PRIMA DI IPPOCRATE


Colpo d’occhio sulla medicina GRECA prima del tempo di Ippocrate


 

La medicina egizia era esercitata dai sacerdoti che appartenevano ad una certa frazione della classe sacerdotale. Il dio della medicina era Esculapio, proveniente come tutti gli dei dell’Olimpo dalle regioni orientali. Nel tempo sono creati templi dedicati ad Esculapio che si sono evoluti in scuole mediche che praticavano la scienza medica, e i le più conosciute a riguardo, nel periodo che precedette immediatamente Ippocrate furono quelle di Cirene, Rodi, Cnido e Cos.
Le prime due si eclissarono rapidamente. La Scuola di Cnido produsse la prima opera (
Sentenze Cnidensi) che si può attribuire con una certa sicurezza ad un asclepiade, e uno dei più importanti libri di Ippocrate è rivolto contro questo libro. Il più antico asclepiade cnidense che si conosce è Eurifonte, contemporaneo di Ippocrate, ma più vecchio di lui. Al tempo di Ippocrate si avevano due edizioni di Sentenze Cnidensi, il che prova il progresso del lavoro dell’autore. Quest’opera, attualmente persa, sopravvisse a lungo, ed anche Galeno la ebbe sotto agli occhi. I cnidiensi dividevano la malattia in diverse categorie: sette tipi di malattie della bile, dodici della vescica, quattro dei reni (più quattro con stranguria), tre tipi di tetano, quattro itteri, tre tisi.
In questo periodo la Scuola di Cos non era considerata allo stesso livello. L’unico medico famoso di quest’isola era 
Apollonide, che lavorò anche alla corte del re di Persia, Artaserse I. Le pubblicazioni di Coo iniziano dopo quelle di Cnido: i malati che andavano a farsi curare nei templi avevano l’abitudine di lasciare qualche frase che esprimeva il loro riconoscimento verso il dio, ed i sacerdoti raccoglievano queste note. Si può pensare che le Prenozioni di Coo siano una raccolta di tali note.

Asclepeio di Kos
Il malato che cercava un qualche sollievo negli 
Asclepioni veniva sottoposto ad alcuni preliminari, che sotto una divisa religiosa, lo obbligavano a digiuni prolungati, purificazioni, abluzioni ed unzioni di ogni sorta. Una volta preparato, il malato entrava nel tempio, ed ivi passava la notte. Qui avveniva l’incubazione. Aristofane, in una sua sua commedia (Pluto), ne da una divertente descrizione. Ma per i malati era una cosa seria. Durante la notte il dio gli appariva e prescriveva loro i rimedi necessari. Il giorno successivo il malato raccontava la sua visione e, di conseguenza, veniva sottoposto al trattamento ordinato.
Gli Asclepioni (o Asclepiei) erano solitamente collocati in una contrada salutare, in un luogo ameno e circondato da un bosco formato, perlomeno a Coo, da alberi di alto fusto. Vi erano Asclepioni a Rodi, Cnido, Cos e Atene (che conteneva al suo interno una fonte termale).
Gli asclepiadi formavano una corporazione che, nei tempi antichi, dava loro il privilegio esclusivo della pratica medica, ma che, durante il tempo di Ippocrate, iniziò a sopportare la concorrenza di altri “colleghi”.

Oltre la medicina sacerdotale si era e si stava formando una nuova scienza basata sui lavori dei primi filosofi. Questi filosofi avevano la natura come obiettivo dei loro studi, inserendo anche nel circolo delle loro speculazioni la conoscenza del mondo animale e delle malattie degli uomini.



La più importante scuola filosofica medica è quella della Magna Grecia
Alcmeone, di Crotone, si dedicò alla dissezione animale. Egli sosteneva che lo stato di salute è mantenuto dall’equilibrio delle qualità, quali caldo, umido, secco, freddo, amore, dolce, mentre la prevalenza di una di queste qualità porta alla malattia.



Secondo il pitagorico 
Filolao, che ha composto un Trattato sulla Natura, esistono 4 organi principali: cervello, cuore, ombelico e parti genitali. Alla testa appartiene l’intelligenza, al cuore l’anima sensibile, a l’ombelico il radicamento e la germinazione, alle parti genitali l’emissione di semenza e la germinazione. Il cervello è il principio dell’uomo, il cuore quello dell’animale, l’ombelico quello dei vegetali e le parti genitali quello di tutte le cose.

Pythagoras and Philolaus (xilografia)



I pitagorici della scuola di Crotone furono probabilmente i primi a praticare la dissezione. Dalla scuola di Crotone proviene il medico 
Democede. Galeno, che da il nome di scuola d’Italia quella che si era formata a Crotone, vi comprende i i lavori provenienti dalla Sicilia e da Agrigento.



Empedocle, che era di questa città, nacque nel 504 ac. Scrisse un poema, Sulla Natura, di cui restano dei frammenti, che conteneva spiegazioni fisiologiche sulla formazione degli animali. Un altro poema, intitolato Discorsi Medici, fu composto da lui. Sfortunatamente, questo scritto non esiste più. Egli si dedicò anche allo studio dell’anatomia e scoprì il labirinto dell’orecchio che considerava l’organo essenziale dell’udito. Egli attribuiva la differenza dei sessi alla predominanza di freddo o caldo dei genitori mentre la rassomiglianza dei figli dei figli l’un con l’altro era legata, per lui, alla maggiore quantità di fluido seminale fornito dal padre o dalla madre. Secondo lui, la diminuzione di calore produce il sonno, l’estinzione causa la morte.



Tra i contemporanei di Empedocle vi fu un medico chiamato 
Acrone, i cui libri sono ormai perduti da molto tempo. Sembra che egli diede maggiore importanza, rispetto agli altri, all’osservazione pura e semplice dei fenomeni. La setta empirica, nata molto tempo dopo Ippocrate, volle ricollegarsi ad Acrone. Secondo la Suda, egli compose in dialetto dorico un libro intitolato Sul Nutrimento Salubre.



Una teoria filosofica, di cui Anassimene di Mileto è l’autore, pone la causa di tutte le cose nell’aria. Questa opinione fu sostenuta da 
Diogene, nato ad Apollonia nell’isola di Creta. Diogene coltivò l’anatomia ed Aristotele conservò un lungo frammento del suo Trattato Sulla Natura, nel quale si trova una descrizione dell’origine e della distribuzione delle vene. Egli conosceva i ventricoli del cuore e poneva nel ventricolo sinistro il principio dell’anima. Secondo Plutarco egli aveva una certa nozione delle arterie. Secondo Diogene, l’aria è la causa dell’intelligenza presso l’uomo: essa raggiunge tutte le parti del corpo attraverso il sangue delle vene. Inoltre, secondo lui, essa è necessaria all’esistenza di tutti gli animali ed anche i pesci la respirano nell’acqua. Tutte queste opinioni sull’aria si ritrovano nel libro ippocratico che porta il titolo Sulle Arie.



Anassagora di Clazomene, che fu il maestro di Pericle, è un filosofo le cui dottrine hanno lasciato delle tracce nel Corpus Hippocraticum; egli supponeva che il feto maschio è posizionato sulla parte destra dell’utero, mentre il feto femmina sulla parte sinistra. Questa opinione venne accettata da Ippocrate negli Aforismi. Secondo Aristotele, Anassagora errava nel sostenere che la bile è la causa delle malattie acute e che questa si riversa, allorchè è in eccesso, sui polmoni, le vene e le pleure.



Secondo Littrè, 
Democrito fu un filosofo universale quasi come Aristotele. Egli rivolse la sua attenzione anche all’anatomia, la fisiologia, la dietetica, le epidemie, la febbre, e forse anche alla rabbia e le malattie convulsive. Egli riconobbe, seppure vagamente come Ippocrate, le pulsazioni arteriose chiamandole battiti di vene. Egli compose diverse opere sulla fisiologia e la medicina: 1) Sulla Natura dell’Uomo o Sulla Carne, 2 libri; 2) Sugli Umori; 3) Sulle Pesti o dei Mali Pestilenziali, 3 libri. Democrito attribuiva le grandi epidemie ad una causa singolare, la distruzione dei corpi celesti e la caduta degli atomi che li compongono e che sono nemici della natura umana. 4) Sulle Cause che toccano gli Animali, 3 libri. Ammieno Marcellino disse che Democrito esaminò con gli anatomisti le interiora di animali sezionati per potere insegnare in quale maniera la posteriorità poteva rimediare ai dolori delle interiora. 5) Il Prognostico; 6) Sulla dieta, o il libro dietetico, o la sentenza medica; 7) Sulla febbre o su quelli che tossiscono a causa di malattia; 8) Un libro sull’Elefantiasi, ed un altro sulle malattie convulsive. Queste opere gli sono state attribuite da Celio Aureliano.



Secondo Littrè, il terzo elemento della medicina greca di questa epoca si trova nei Ginnasi e nei lavori di coloro che diressero queste strutture. Per Littrè, gli Egizi pensavano che gli esercizi in palestra eseguiti quotidianamente procuravano ai giovani una forza che aveva breve durata e che li esponeva alle malattie, mentre al contrario, i Greci si dedicavano con passione alla ginnastica. In queste strutture ci si abituò anche a trattare le fratture e le lussazioni.

antico ginnasio greco


Icco di Taranto diede una particolare attenzione al regime alimentare ed Erodico di Silimbria applicava la ginnastica al trattamento delle malattie. Egli si consacrò particolarmente alle malattie croniche e faceva fare delle lunghe corse ai suoi pazienti.


Dunque, per Littrè, le tre fonti che alimentarono la medicina greca del V secolo ac furono i templi di Esculapiole scuole filosofiche ed i ginnasi.


In particolare, lo studio delle malattie avveniva negli Asclepioni, lo studio dello stato di salute nelle palestre, e lo spirito della generalizzazione nei libri dei filosofi. E su queste fondamenta si sviluppa la medicina di Ippocrate, dei suoi contemporanei e dei suoi discepoli. La medicina sacerdotale sarebbe da collegare a quella egizia, ma mentre in Egitto tutto era separato ed immobile, in Grecia tutto si miscelava e diveniva vivo (Annotazione personale: “questa affermazione del Littrè sembra quasi un’anticipazione della teoria sulle società aperte del filosofo del novecento Karl Popper). D’altro canto, le vecchie teorie cosmologiche entrarono nello studio empirico dei fatti.
Cnido notava i sintomi, dando a ciascuno un grado diverso d’importanza, mentre Cos li esaminava dal punto di vista particolare delle indicazioni che essi danno al progresso della malattia e riguardo allo sforzo della natura. Crotone e Agrigento dissezionavano gli animali. I filosofi introdussero nella medicina vari sistemi creati per assemblare le cose: l’acqua, l’aria, il fuoco e la terra servivano a spiegare la composizione dei corpi così come quella del mondo.
Littrè conclude questa suo excursus affermando che Ippocrate non può essere considerato il fondatore della medicina, ma un suo continuatore.


Émile Littré:
Hippocrate. Oeuvres Completes
(Traduction Nouvelle, avec le texte grec en regard)

VOLUME I: Paris: J.-B. Baillière, 1839

(“riassuntato da dr Concetto De Luca, 25/2/2013) 

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