Prassagora di Cos

Prassagora di Cos 



Prassagora fu, insieme con Diocle, l’altro numero del binomio più luminoso della scuola dogmatica. Visse anche egli nel IV secolo, essendo fiorito tra il 340-320 ac. Fu maestro di Erofilo, e si occupò anche egli di anatomia, di fisiologia, ma specialmente di clinica e semeiotica, nelle quali branche si distingue per aver fatto una nuova osservazione: quella del polso. 
Egli distinse un polso normale normale da uno patologico che distingue, a sua volta, in un polso frequente e un polso “tremante”.
Fu anche chirurgo di una certa “audacia”, e terapista. 
Seguì, pure, da vicino, la dottrina ippocratica, e, in alcuni punti, anche Diocle di Caristo (per esempio, nell’uso dei semplici vegetali) dal quale tuttavia, seppe scostarsi, come quando riconobbe nei polmoni la sede della pleurite, e della peripneumonite nei plessi venosi degli stessi. 


Tra i suoi successori si possono ricordare: Lisimaco (che, secondo Galeno, negò l’importanza del cervello); Dieuchede (considerato dallo stesso Galeno come un eccellente anatomista, e che si occupò anche di terapia, in particolar modo del mal di mare); Filotimo (che ebbe la fama di anatomista, e che avrebbe visto le tube uterine, da lui chiamate “kòlpoi”, e che ebbe la fama di saper guarire l’epilessia); e Mmesiteo (che scrisse di dietetica e, a quanto pare, fu autore di un’enciclopedia medica)


Il Puccinotti afferma che Prassagora di Cos sostenne la Medicina Ippocratica con lo stesso zelo di Diocle. Ambedue questi ultimi asclepiadi continuarono gli studi anatomici delle Scuola. Ma, prosegue il Puccinotti, conviene dire che Prassagora ne divenisse assai più benemerito, e per la fama che ne acquistò, e per il numero dei suoi discepoli. Puccinotti considera Prassagora come il primo Asclepiade che abbandonò la forma Ieratica dell’insegnamento medico. Quindi, i suoi lavori e la sua scuola apparvero come nuovi, ed egli fu riguardato come lo scopritore delle arterie delle vene, come il primo che diede il nome di aorta alla grande arteria sinistra del cuore, oltre che l’inventore della dottrina del polso.
Prendendo come buone le affermazioni di Galeno, il Puccinotti dice che “in una fanatica angiologia [Prassagora] inceppò in sul nascere la neurologia, sino a dire che il cervello era un’appendice inutile del midollo spinale”.
Sembra che i suoi libri di Anatomia e Semeiotica esistessero fino ai tempi di Galeno. Da Rufo di Efeso sappiamo che Prassagora suddivise i quattro umori elementari della Scuola di Cos in un’esuberante numero di qualità secondarie come cause delle malattie. 


FONTI

1) Adalberto Pazzini; “Storia dell’Arte Sanitaria”, Minerva Medica (pag. 173)
2) Francesco Puccinotti: “Storia della Medicina”, vol. I, 1850

articolo di Concetto De Luca (17/02/2014)


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