Polibo

Polibo 


Polibo fu uno dei pupilli di Ippocrate, ed anche suo genero.
Egli visse nell’isola di Cos nel IV secolo ac. Con i sui cognati, Tessalo e Dracone, egli fu uno dei fondatori della scuola Dogmatica di medicina.
Secondo Galeno, egli seguì in maniera completa le opinioni e la pratica di Ippocrate, ma l’accuratezza di tale asserzione è stata messa in dubbio.
Egli è stato indicato, sia da antichi che moderni studiosi, come l’autore di molte opere del 
Corpus Hippocraticum.
Probabilmente i suoi lavori includono 
De Natura Hominis (Sulla Natura dell’Uomo), De GenituraDe Natura PueriDe Salubri Victus RationeDe Affectionibus e De Internis Affectionibus.
Clemente di Alessandria gli attribuisce il trattato 
De Octimestri Partu, e Pseudo-Plutarco lo cita come autore del De Septimestri Partu.
Il De Natura Hominis è il primo testo conosciuto che propone il sistema dei quattro umori costituito da sangue, flegma, bile gialla e bile nera. Galeno considerava il De Natura Hominis un lavoro dello stesso Ippocrate.
Polibo è citato molte volte da Galeno, principalmente in correlazione con diversi lavori della Raccolta Ippocratica. Egli viene menzionato anche da Celso, Celio Aureliano e Plinio.

Littrè suddivide tutti gli scritti del Corpus in 11 classi e di ogni opera raccoglie i commenti espressi dai critici nel corso dei tempi:
I CLASSE: Scritti che sono veramente di Ippocrate.
II CLASSE: Scritti di Polibo. La serie di scritti che manifestamente non appartengono ad Ippocrate è aperta dalle opere del suo genero Polibo, Il “Trattato sulla natura dell’uomo, e forse quello sul “Regime delle persone sane.


  • Sulla Natura dell’Uomo: Aristotele (Storia degli animali, libro III, cap. 3) cita un lungo frammento sulle vene che egli attribuisce a Polibo in termini espliciti. Tutto questo lungo pezzo si ritrova testualmente nel trattato Sulla Natura dell’uomo. Ciò è assolutamente incontestabile. Tuttavia, Galeno ha cercato, con un’insistenza del tutto particolare di far prevalere l’opinione che quest’opera appartenesse ad Ippocrate, opinione, del resto, fortemente contestata, come apprendiamo da lui medesimo, da altri critici. Egli arriva a dire che l’anatomia delle vene, che si trova nel libro Sulla Natura dell’uomo, non è né di Ippocrate né di Polibo. Tra Aristotele e Galeno, Littrè preferisce credere ad Aristotele.

  • Sul 
    Regime delle persone sane: questo trattato fu riunito, come apprendiamo da Galeno, nella maggior parte delle antiche edizioni, al trattato sulla Natura dell’Uomo, e, in questo caso, portava il nome sulla Natura dell’Uomo e sul Regime. È probabile che quest’opera appartenesse a Polibo che è colui che compose il libro sulla Natura dell’Uomo. Tuttavia, l’opera, nell’antichità, fu attribuita a diversi autori: Eurifonte, Faone, Filistione. Aristone, ed altri ancora.

  • Tratto da Wikipedia (articolo in inglese su Polibo)

  • Ippocrate. Opere Complete (Pubblicato da Emile Littrè in 10 volumi dal 1839 al 1861)

scritto da dott. Concetto De Luca (30/1/2013) 


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