Francesco Puccinotti 

Francesco Puccinotti 


Francesco Puccinotti (Urbino, 8 agosto 1794 – Firenze, 8 ottobre 1872) è stato un filosofo, medico e storico della medicina italiano.
Dopo aver studiato presso gli Scolopi, nel 1811 venne ammesso nel 
Collegio militare di Pavia. Si trasferì poi a Roma dove si dedicò allo studio della medicina seguendo le lezioni del noto clinico Giuseppe De Mattheys.
Dopo essersi laureato in medicina, praticò la medicina nelle campagne laziali, studiando le febbri di tipo petecchiale che imperversavano in quella zona. Per i suoi studi ottenne la cattedra di 
Anatomia e Fisiologia ad Urbino, per poi insegnare Patologia e Medicina Legale a Macerata fino al 1831 anno in cui, dopo aver preso parte ai moti delle Legazioni, venne allontanato dalla città e gli fu impedito di esercitare la professione medica.
Si spostò quindi nella più liberale Toscana dove, nel 1838 ottenne la cattedra di 
Igiene nell’Università di Pisa. Qui approfondì il suo studio sulla medicina civile e si rese protagonista di molti dibattiti culturali e scientifici presso la locale Università (fu segretario della sezione di medicina ai congressi pisani e fiorentini degli scienziati italiani). Nel 1843 il Granduca Leopoldo II di Toscana lo inserì in una commissione incaricata di studiare l’ipotesi di introdurre sul litorale pisano le risaie dal punto di vista della medicina civile. Espose le sue analisi nel saggio “Sulle risaie in Italia e sulla loro introduzione in Toscana” dello stesso anno: conclusioni che saranno alla base del Regolamento sulla cultura del riso in Toscana del settembre 1849.
Negli ultimi anni trascorsi a Pisa ottenne la cattedra di 
Storia della Medicina, che mantenne anche al suo trasferimento a Firenze. In questi anni conobbe Pietro Siciliani, suo allievo, col quale mantenne un costante rapporto di amicizia e collaborazione. Morì a Firenze nell’ottobre del 1872 e per i suoi meriti fu sepolto nella Basilica di Santa Croce.
Puccinotti fu uno storico della medicina, ma altri sono gli aspetti della sua complessa personalità: fu fisiologo, clinico, medico legale, letterato (fraterna amicizia con 
Giacomo Leopardi), filosofo, sociologo e politico. La sua vita si svolse tra le conquiste napoleoniche e la proclamazione di Roma capitale, periodo di profonde divisioni ideologiche. Non è da trascurare il merito di aver sostenuto la necessità di una protezione medica dei lavoratori e di aver indicato il futuro della medicina nel suo sviluppo igienico e sociale.


Opere: 

  • Storia delle febbri intermittenti perniciose, (Roma, 1822);
  • Il Boezio ed altri scritti filosofici, (Firenze, 1864);
  • Storia della medicina in tre volumi (Firenze, 1850-1866).

Fonte: 

5 pensieri su “Francesco Puccinotti 


  1. […] Il Puccinotti afferma che Prassagora di Cos sostenne la Medicina Ippocratica con lo stesso zelo di Diocle. Ambedue questi ultimi asclepiadi continuarono gli studi anatomici delle Scuola. Ma, prosegue il Puccinotti, conviene dire che Prassagora ne divenisse assai più benemerito, e per la fama che ne acquistò, e per il numero dei suoi discepoli. Puccinotti considera Prassagora come il primo Asclepiade che abbandonò la forma Ieratica dell’insegnamento medico. Quindi, i suoi lavori e la sua scuola apparvero come nuovi, ed egli fu riguardato come lo scopritore delle arterie delle vene, come il primo che diede il nome di aorta alla grande arteria sinistra del cuore, oltre che l’inventore della dottrina del polso. Prendendo come buone le affermazioni di Galeno, il Puccinotti dice che “in una fanatica angiologia [Prassagora] inceppò in sul nascere la neurologia, sino a dire che il cervello era un’appendice inutile del midollo spinale”. Sembra che i suoi libri di Anatomia e Semeiotica esistessero fino ai tempi di Galeno. Da Rufo di Efeso sappiamo che Prassagora suddivise i quattro umori elementari della Scuola di Cos in un’esuberante numero di qualità secondarie come cause delle malattie.  […]

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