Serapione di Alessandria


Serapione di Alessandria 


Serapione di Alessandria è considerato, insieme a Filino di Cos, uno dei fondatori della Setta Empirica Alessandrina.
Adalberto Pazzini 
[1] racconta che, fiorito intorno all’anno 220 ac, fu l’altro che ebbe fama di aver fondato la scuola empirica.
Egli cercò, tuttavia di conciliare la tradizione ippocratica con l’empirismo, e tentò la compilazione di una specie di formulario.
Mead lo crede partigiano di 
Erasistrato, perchè trovò il suo nome in una medaglia di Smirne, e perchè si sa che là gli erasistratei fiorirono. Con altrettanta ragione si potrebbe reputarlo dialettico, perchè l’imperatrice Eudocia cita un retore di questo nome, nativo di Elia nella Palestina, se il fondatore di questa città non fosse vissuto più tardi [2].
Serapione scrisse contro 
Ippocrate con molta veemenza e si occupò quasi esclusivamente nelle ricerche di rimedi [3].
Di Serapione di Alessandria, oltre alle molte “gemme farmaceutiche” e ai corpulenti antidoti di cui 
GalenoCelso ed Ezio fanno riferimento, sono ricordate in Celio Aureliano le due sue opere: il libri “Curationum”, ed i libri “ad Sectas”. Celio Aureliano lo biasima di aver ordinati medicamenti troppo acri nell’angina, e trascurato la dieta.
Nella sua terapia non mancano esempi di rimedi stravaganti: contro le epilessie, Serapione, oltre il castoreo, avrebbe ordinato cervello di cammello, presame di vitello marino, sterco di coccodrillo, cuore di lepre, sangue di testuggine marina e testicoli di cinghiale, di capro o gallo 
[4]. Alcuni scrittori posteriori accennano simili composizioni ed antidoti che portano il nome di questo medico [5].
Il giudizio finale su di lui da parte del Puccinotti 
[6] è severo: Serapione di Alessandria rappresentò completamente il nuovo carattere dell’Empirismo, cui aveva dato un impulso Eraclide di Taranto. La dialettica e la polemica, tanto in costui che in Menodoto e Glaucia, divennero “turpi enormezze”, e la esagerazione terapeutica fu forte, che sotto costoro avvenne

“la fatale vittoria della farmacopea orientale sulla greca”,

e le loro differenze rispetto a questa scuola si eclissarono per sempre. Rientrarono allora le “specifiche autorità di cervello di cammello, del presame di vitello marino, dello sterco di coccodrillo, del cuore di lepre, del sangue di testuggine, e dei testicoli di capro, di gallo e di cinghiale”. Da questo pantano di fantasticherie sbucavano le famose Triache, e le celebrità mediche di due “imbecilli regnanti” Attalo Filometore e Mitridate Eupatore, e di “Cleopatras lussuriosa”, “nell’interpretare sogni, nell’uccidere malfattori per sperimentare veleni, e nel rivoltare sottosopra la innocente botanica per trovarvi il rimedio da non morire mai”. “L’Ambrosia” di Zopiro fu inventata per non far morire mai uno dei Tolomei. 



Riportiamo, in conclusione, alcune terapie attribuite a Serapione [7]: 

  • Gli epilettici devono pennellarsi il collo con aceto di vino ed il corpo con olio essenziale di rosa
  • Rimedi contro l’epilessia:

cervella di camaleonte
cuori di lepre
sangue di tartaruga
testicoli di cinghiale

  • Clisteri per follia e tetano
  • Si sa inoltre che Serapione richiedeva frequentemente per i suoi trattamenti escrementi di coccodrillo. La sterilità femminile veniva da lui attribuita ad una errata temperatura dell’utero.



FONTI:

[1] Adalberto Pazzini: Storia dell’Arte Sanitaria, Minerva Medica, pag. 188
[2] Steph., de urbibus, pag. 62
[3] Galeno; de subfigur. Empir. cap 13. p. 68
[4] Cael. Aurel.; chronic. 1, I, cap. 4, p. 322
[5] Celso I, V, c. 28, sect. 17, pag. 281; e Aetii tetrabil., II serm II, c. 96
[6] Francesco Puccinotti: “Storia della Medicina”, 1850, Vol. 1, Libro IV, cap. IX
[7] http://it.wikipedia.org/wiki/Serapione_di_Alessandria_(medico)


Articolo di Concetto De Luca (23/3/2014) 

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