Dieci anni senza Renato Dulbecco

DIECI ANNI SENZA RENATO DULBECCO

“Frustrato per le costanti reazioni isteriche suscitate dall’argomento, Dulbecco si era addirittura offerto di bere SV40 per dimostrare che non c’era alcun legame con il cancro umano”

[tratto da “Il gene” di Siddhartha Mukherjee, ott 2016, Edizioni Mondadori, pag. 159]


“Quando nel 1958 è stato isolato il virus del polioma, un nuovo virus oncogenico con diverse proprietà, ho colto al volo la nuova opportunità e ho iniziato a lavorarci. In breve tempo il virus del polioma è diventato l’interesse principale del mio laboratorio, a cui si è affiancato, qualche anno dopo, l’SV40, un altro papovavirus. È diventato chiaro abbastanza presto che la biologia molecolare di questi virus poteva essere elaborata e ho deciso di trovare le basi molecolari dell’induzione del cancro. I risultati che io e alcuni giovani brillanti collaboratori abbiamo ottenuto nei successivi quindici anni ci hanno avvicinato a questo traguardo. Esaminerò i passaggi più interessanti del nostro lavoro e poi porrò alcune domande sulla natura del cancro e sulle prospettive di prevenzione e trattamento. Sottolineo l’importanza del mio lavoro per la ricerca sul cancro perché credo che la scienza debba essere utile all’uomo”.

[Renato Dulbecco, Nobel Lecture, 12 dicembre 1975]


Renato Dulbecco

Renato Dulbecco (Catanzaro il 22febbraio 1914 – La Jolla 19febbraio 2012)

In Italia, oggi, probabilmente la maggior parte delle persone lo ricorda come uno dei presentatori del festival della canzone, in realtà egli è stato uno dei grandi della biologia del novecento.
Nato a Catanzaro il 22 febbraio 1914 da madre calabrese e padre ligure, Renato Dulbecco studiò in Medicina e Chirurgia a Torino dove ebbe tra i maestri il grande anatomista Giuseppe Levi (Trieste, 14ottobre 1872 – Torino, 3febbraio 1965) e come compagna di studi Rita Levi-Montalcini.
Dopo la seconda guerra mondiale, Renato decise di dedicarsi alla ricerca di base e si trasferì negli USA nel 1947, in un laboratorio dell’Indiana diretto dal collega torinese Salvador Luria, scappato negli Stati Uniti dalla persecuzioni fasciste qualche anno prima.


Dulbecco negli USA

Renato Dulbecco in una fotografia da giovane.

Quel laboratorio doveva essere un luogo incredibile: tra gli allievi di Luria vi era un giovane studente appena laureato in zoologia; James Watson, destinato a breve a diventare come uno dei due scopritori della struttura a doppia elica del DNA.
Un altro maestro di questo primo periodo statunitense fu il grande biofisico Max Delbrück (Berlino, 4settembre 1906 – Pasadena, 9marzo 1981), presso il cui laboratorio al Caltech Dulbecco si trasferì nel 1949.
Delbrück, Luria, e poi anche Watson e Dulbecco furono esponenti del celebre gruppo di ricerca chiamato il “Gruppo del Fago”, che studiava le trasformazione genetiche in un particolare virus (il Fago appunto) in particolari condizioni, come per esempio sotto esposizione ai raggi X.
Dulbecco espresse il meglio delle sue potenzialità scientifiche al Caltech e, dal 1962, al “Salk Institute” di La Jolla, in California. Qui egli potè lavorare su altri virus, come il virus del polioma ed il Simian virus 40 (SV40), e sulle loro capacità di produrre dei tumori in particolari ambienti.


AL SERVIZIO DELLA GENETICA E DELL’ONCOLOGIA

Dicembre 1975: Renato Dulbecco riceve il Nobel per la Medicina e Fisiologia.

Le ricerche di Dulbecco gli valsero il Premio Nobel per la Medicina e Fisiologia del 1975, condiviso con David Baltimore ed Howard Temin, “per le loro scoperte riguardanti l’interazione tra virus tumorali e materiale genetico della cellula“.
Dulbecco è stato tra i grandi promotori del Progetto Genoma, cioè della mappatura del dna umano, non solo a livello internazionale, ma anche attraverso studi in Italia in collaborazione con il CNR. Egli si impegnò molto, durante gli anni novanta, al “Progetto Genoma Italiano”, ma purtroppo non incontrò l’ambiente fertile che si sarebbe aspettato di incontrare.

Nella sua autobiografia al Nobel, a riguardo scrive in maniera impietosa: “Il progetto italiano ha prodotto qualche risultato, ma è stato ostacolato dall’isolamento dei ricercatori e dalla limitazione delle strutture e dei finanziamenti. Si è concluso dopo cinque anni e non è stato rinnovato”.


RICONOSCIMENTI

Renato Dulbecco si è spento a La Jolla il 19 febbraio 2012. Oltre al premio Nobel, Dulbecco è stato insignito della laurea honoris causa in Scienze dall’Università di Yale; egli fu nominato anche membro dell’Accademia dei Lincei, membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze americana e membro straniero della Royal Society inglese.
Le sue ricerche hanno lasciato grandi contributi al progresso di diversi rami della scienza biomedica, come la genetica, la virologia e l’oncologia.


riferimenti:

 

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