Brevissima storia della Fibrillazione Ventricolare

BREVISSIMA STORIA DELLA FIBRILLAZIONE VENTRICOLARE

Fibrillazione Ventricolare (immagine tratta da http://www.giornatafibrillazioneatriale.it/fibrillazione-ventricolare/)

La fibrillazione ventricolare è un’aritmia fatale, se non trattata con defibrillazione cardiaca, caratterizzata da un’attivazione rapidissima ed irregolare delle camere inferiori del cuore (ventricoli) che diventa quindi incapace di generare una contrazione valida del muscolo cardiaco.

Vesalio (1514-1564) descrisse dei movimenti “vermicolari” del cuore durante le sue vivisezioni sugli animali. Questi sono stati probabilmente episodi di fibrillazione ventricolare precedenti la morte, che Vesalio descrisse senza concettualizzare in termini di aberrazione o impatto fisiologico.


esperimenti ed elettrocardiogrammi

John Eric Erichsen in una fotografia del 1881.

Una relativamente sofisticata comprensione della natura dell’elettricità animale fu sviluppata durante il diciottesimo secolo grazie agli sforzi di scienziati come Luigi Galvani, Alessandro Volta, Michael Faraday, Joseph Henry, ed altri.

La fibrillazione ventricolare, così come la conosciamo oggi, fu probabilmente descritta per la prima volta dal chirurgo inglese nato in Danimarca John Eric Erichsen (19luglio 1818 – 23settembre 1896) nel 1842. Egli la descrisse dopo aver eseguito legatura coronarica su animali da esperimento in un articolo intitolato “On the Influence of the Coronary
Circulation on the Action of the Heart“.

Erichsen utilizzò suture di seta per legare le arterie coronarie prossimali di due cani anestetizzati e sei conigli. In sette degli animali, la durata media dell’azione ventricolare dopo la legatura fu di 23 minuti e mezzo. Erichsen concluse sulla base dei suoi esperimenti

 

“… che l’arresto della circolazione coronarica produce una rapida cessazione dell’azione del cuore. In secondo luogo, che un aumento della quantità di sangue inviato o mantenuto nella fibra muscolare del cuore, produce un corrispondente aumento dell’attività di quell’organo”.


DALLA SECONDA META’ DELL’OTTOCENTO

 

Edme Felix Alfred Vulpian (Parigi, 5gennaio 1826 – Parigi, 18maggio 1887)

Carl  Friedrich Wilhelm Ludwig  (Witzenhausen, 29dicembre 1816 – Lipsia, 27aprile 1895), l’inventore del chimografo, ed il suo allievo M. Hoffa la indussero con corrente faradica nel 1850. Il loro lavoro fu pubblicato nell’articolo “Einige neue Versuche uber Herzbewegung” (Alcuni nuovi esperimenti sul movimento cardiaco).

Il fisiologo francese Alfred Vulpian l’etichettò come “movimento fibrillare” allorché la descrisse nel 1874.

John Alexander MacWilliam, (31luglio 1857 – 13gennaio 1937), un fisiologo che si era formato sotto Ludwig e che in seguito divenne professore di fisiologia all’Università di Aberdeen, diede un’accurata descrizione dell’aritmia nel 1887. Egli caratterizzato la “contrazione fibrillare” come uno stato in cui

“il muscolo ventricolare è gettato in uno stato di contrazione aritmica irregolare [sic], mentre c’è un forte calo della pressione sanguigna arteriosa. I ventricoli si dilatano con il sangue, mentre il rapido tremore ed il movimento delle loro pareti sono insufficienti per espellerne il loro contenuto; l’azione muscolare partecipa della natura di una rapida contrazione scoordinata del tessuto muscolare.’

Come possiamo notare, John A. MacWilliam riuscì a dare una descrizione più dettagliata e valida dal punto di vista fisiologico di quella di Erichsen allorchè affermò:

“La contrazione fibrillare aritmica è indubbiamente un fenomeno che dipende da cambiamenti all’interno della sostanza ventricolare; può verificarsi in modo del tutto indipendente da qualsiasi relazione meccanica dei ventricoli con il resto del cuore e da qualsiasi relazione nervosa dei ventricoli con il resto del cuore o ai nervi extracardiaci.”‘

August Hoffmann pubblicò i primi elettrocardiogrammi con fibrillazione ventricolare nell’uomo nel 1912.


riferimenti:

articolo del dr. Concetto De Luca (alcuni parti tradotte con il supporto di “Google Translate“)


 

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