Breve recensione del libro “L’imperatore del male”

L’IMPERATORE DEL MALE. UNA BIOGRAFIA DEL CANCRO

Avevo consigliato presa visione di questo libro ancor prima di leggerlo personalmente poichè l’approccio storico all’argomento mi sembrava davvero affascinante. Premio Pulitzer nel 2011 per la saggistica, l’opera è stata scritta dal medico e divulgatore statunitense nato in India nel 1970 Siddhartha Mukherjee.

Ora, letto e sottolineato, ne consiglio la lettura con ancora maggior forza. “L’Imperatore del Male. Una biografia del Cancro” è più del racconto di tutti i tentativi che l’Umanità ha messo in campo per conoscere e combattere questa terribile malattia. Esso non è solo la storia del progresso delle conoscenze scientifiche che si sono accumulate in questa disciplina, in particolar modo, negli ultimi due secoli; e neanche la storia di una comunità scientifica che cerca di correre solo per dare l’impressione di stare al passo con la Malattia, ma è anche una raccolta di storie di tanti anonimi malati che si sono fermati per far andare avanti gli altri.
C’è Medicina in questo libro, ma c’è anche Politica, e soprattutto l’orgoglio dello scrittore di appartenere, sebbene con un nome che non pare da sé stesso trasmetterlo, alla grande famiglia del popolo Americano.
Perchè, la storia della lotta al cancro, espressa in forma di una vera e propria crociata, messa in marcia con la fine dell’ultimo grande conflitto bellico, sembra riflettere in tutta la sua potenza evocativa la storia del grande Impero Statunitense: coraggio, forza ed ostinata sensazione di stare sempre e comunque dalla parte del giusto sono i caratteri psicologici distintivi che questa Nazione ha espresso nella ricerca della “Cura” al Cancro. È un po’ come quell’immagine dei soldati feriti in battaglia che spingono le loro ultime forze per tenere alta la bandiera … la bandiera della lotta al cancro comunque negli USA più che altrove, da Farber in poi.
Se dovessi cercare un’analogia altrettanto forte tra una disciplina medica ed un epoca storica mi viene da pensare all’artistico legame tra l’Anatomia ed il Rinascimento Italiano.
Sidney Farber ha aperto le porte del grande padiglione dell’oncologia gettando una prima speranza di sopravvivenza di fronte a questa sentenza di morte, così come Leonardo da Vinci ha acceso un primo mozzicone di candela per rischiarare le forme di corpi morti al solo scopo di dare speranze all’Arte ed alla Vita.
Perchè leggere dunque questo libro? Semplicemente perchè leggere il Romanzo della Storia non vuol dire leggere una storia romanzata.


di Concetto De Luca (22 gen. 2015)


 

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