Il progetto di eradicazione dell’anopheles in Sardegna

LA STORIA DELL’ERADICAZIONE DELLA MALARIA IN SARDEGNA RACCONTATA DA UN CAMERAMAN

Il fotografo Wolfgang Suschitzky è nato nel 1912 a Vienna, da famiglia ebrea. Il padre, editore progressista e autorevole esponente socialista, creò nel 1901 la prima libreria socialista.
Lasciata Vienna nei primi anni trenta, dopo un breve periodo in Olanda, nel 1935 si stabilì a Londra dove intraprese la carriera di operatore cinematografico e fotografo, divenendo presto noto per la serie di immagini su ‘Charing Cross Road‘. Altrettanto famosi i ritratti di importanti scrittori, uomini politici e scienziati e alcune sue foto di animali, nonché una serie sui bambini. Quale operatore cinematografico ha lavorato per la ‘Paul Rotha Productions’ la NBC, New York, e altri produttori realizzando circa 100 documentari e numerosi film fiction per il grande cinema. Le sue immagini, presenti nelle principali gallerie fotografiche inglesi, sono conservate, tra gli altri, negli Archivi della città di Amsterdam, nel Haags Gemeentemuseum a L’Aia e alla Texas University ad Austin. Wolf Suschitzky fu anche l’operatore di due film realizzati in occasione della campagna antimalarica “The Sardinian Project” (1948) e “Adventure in Sardinia” (1950), in corso di acquisizione da parte dell’ISRE, che invece già possiede il Fondo costituito dall’intero corpus di fotografie – circa 1.000 – realizzate in Sardegna nel 1948 e nel 1950. Circa 500 immagini riguardano la campagna per l’eradicazione della malaria condotta in Sardegna dall’ERLAAS alla fine degli anni quaranta e finanziata, tra gli altri, dalla Fondazione Rockfeller, mentre la restante parte attiene a luoghi e persone di diverse aree della Sardegna, da Cagliari a Dorgali, da Oristano a Olbia, realizzate dal fotografo per sua autonoma scelta. [1]

[1] TRATTO DA:


THE SARDINIAN PROJECT

Il reportage “The Sardinian Project”, del 1949, racconta la lotta di eradicazione di diverse forme di zanzare anopheles endemiche (labranchiae, algeriensis e clavata) tra il 1946 ed il 1949. L’anopheles è una zanzara il cui ciclo vitale coinvolge l’essere umano in una forma di patologia chiamata malaria. In particolare, il film mostra come i soggetti più fragili siano i bambini, i quali vengono interessanti da importanti splenomegalie. L’ingrossamento della milza (la splenomegalia, appunto) nei bambini era una gravissima complicanza della malaria che poteva evolvere in una rottura di quest’organo con conseguente morte per emorragia interna. La mortalità da splenomegalia poteva raggiungere anche l’80% dei bambini nelle aree più interessate dalla malattia.
In questo contesto di fine guerra mondiale il governo italiano, insieme a diversi enti internazionali interessati alla lotta contro la malaria, decisero di intraprendere un progetto di eradicazione dell’anopheles che potesse costituire anche un modello sanitario per altre aree del mondo.
Entomologi e scienziati di ogni tipo studiano la zanzara e la sua larva. Lo strumento principale per sconfiggere questo insetto viene individuato in un pesticida chiamato DDT. Il DDT verrà spruzzato in tutta la Sardegna, sia nelle aree meridionali che quelle a nord, nelle coste come nelle regioni interne. Inizialmente, nell’autunno 1947 il DDT viene rivolto contro la zanzara, mentre a primavera dell’anno successivo l’obiettivo sono le larve.
Case, chiese, fattorie, ovili e perfino i nuraghi ricevono la loro dose di DDT. Nei pozzi il DDT viene veicolato in forma di esplosivo. Nelle aree paludose, l’insetticida viene sparso in forma di areosol attraverso l’uso di aeroplani, ma questa modalità sembra essere più dannosa che efficace, producendo lamentele da parte di diversi pescatori per la morte di alcuni tipi di pesci, con scarsi effetti sulle larve. In queste zone, si deve infine ricorrere al disboscamento dei canneti ed alle bonifiche delle paludi in aggiunta alla distribuzione minuziosa del DDT. La battaglia contro l’anopheles non è meno dura nelle aree più montuose; in questi territori vengono impiegate migliaia di operatori per la pulizia dei corsi dei torrenti e perfino arrampicatori per spruzzare il DDT nei costoni più impervi di alcune montagne.
Ebbene alla fine del ’48 la battaglia contro l’anopheles sembra essere completamente vinta in tutta la Sardegna: oltre il 99,5% delle zanzare sono state eradicate nell’arco di circa un anno.
Il video si conclude con alcune domande del commentatore: ci saranno in futuro nuove invasioni da parte di questi vettori malarici? Subirà la popolazione locale effetti collaterali pericolosi in seguito alle ripetute applicazioni di elevate quantità di insetticidi? Sarà l’isola sarda un modello efficace per l’eradicazione della malaria rispetto ad aree continentali più vaste?


[di dott. Concetto De Luca]

vedi: https://www.youtube.com/watch?v=tS98KYjK9Jw


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