La fortuna di Luigi Galvani

LA “FORTUNA” DI LUIGI GALVANI

Il corso del lavoro è progredito nel modo seguente. Io ho dissezionato una rana e l’ho preparata. Avendo per la testa altre cose, ho messo la rana sullo stesso tavolo in cui si trovava una macchina elettrica ma completamente separata ed ad una certa distanza rispetto al conduttore di tale apparecchio.
Quando uno dei miei assistenti applicò per caso la punta di uno scalpello ai nervi interni crurali, all’improvviso si videro tutti i muscoli delle estremità contrarsi come se avessero delle violente contrazioni toniche. …
Di fronte a ciò mi entusiasmai subito e volli ripetere l’esperimento per chiarire l’oscuro fenomeno e renderlo noto. Al quel punto, io stesso applicai la punta dello scalpello prima ad uno e dopo all’altro nervo crurale mentre allo stesso tempo uno degli assistenti produceva una scintilla; il fenomeno si ripeté esattamente nella stessa maniera di prima. Contrazioni violente furono indotte nei muscoli individuali delle estremità ed il preparato animale reagì come se venisse colpito dal tetano ad ogni scarica elettrica.”

Luigi Galvani, 1791

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