Andrea Vesalio, il padre dell’Anatomia moderna

ANDREA VESALIO, IL PADRE DELL’ANATOMIA MODERNA

Andrea Vesalio nacque a Bruxelles nel 1514 e morì a Zante nel 1564. Andreas Vesalius è la forma latinizzata di Andre Wesel. Egli studiò per un certo periodo sotto Jacobus Sylvius a Parigi, ma ben presto rimase insoddisfatto dal suo maestro e ritornò a Lovanio dove continuò gli studi e conseguì il baccalaureato in medicina. Il periodo di Lovanio fu di intensa attività anatomica, quasi frenetica, che lo spingeva in atti illeciti, come quelli di andare a staccare nella piazza in cui si eseguivano le esecuzioni capitali i cadaveri pendenti dalla forca, per portarseli a casa, nascondendoli sotto il proprio letto, onde poterli studiare durante la notte.
In seguito frequentò l’Università di Padova, che al tempo aveva una grande fama nel campo della dissezione anatomica, ricevette il suo dottorato in Medicina da questa istituzione e venne immediatamente nominato lettore di chirurgia con la responsabilità di dare dimostrazioni anatomiche.


le tre fasi della vita di Andrea Vesalio

il frontespizio della ‘Fabrica’ di Vesalio ridisegnato a colori.

La sua vita può essere divisa in 3 fasi: una fase precoce di vita accademica e ricerca; un intermezzo di 20 anni di insensibilità alla vita accademica e una terza fase caratterizzata dal ritorno alla ricerca ed alla vita accademica.
Fu durante la prima fase, alla giovane età di 29 anni, che la sua fama crebbe con la pubblicazione del suo tomo “De Humani Corporis Fabrica libri Septem” (1543). Durante la seconda fase fu il medico di corte di Carlo V e più tardi di suo figlio Filippo II. Durante questo periodo sembrò non mostrare interesse nel proseguimento della vita accademica ma piuttosto godere dei requisiti che provenivano dal ruolo di medico di corte.
Il suo ritorno al primo amore, l’anatomia, fu dettato dalla pubblicazione di un testo scritto da Fallopio, suo ex studente diventato professore di anatomia a Padova.


la ‘fabrica’

frontespizio de la ‘Fabrica’

La ‘Fabrica‘, come il lavoro di Vesalio è generalmente chiamato, è un atlante-compendio di 7 libri. Tale opera venne illustrata da un artista eminente, Jan Calcar, un allievo di Tiziano. Il terzo libro della raccolta è dedicato al sistema vascolare mentre il sesto libro tratta principalmente del cuore ed in misura minore dei polmoni. Sfortunatamente il meno soddisfacente dei sette libri è proprio quello che tratta del sistema vascolare. Sebbene la descrizione del cuore sia abbastanza buona, non è comunque eccezionale ed è ancora influenzato dai concetti errati di Galeno riguardanti la funzione.
La ‘Fabrica’ deve molta della sua eleganza alla chiarezza dell’autore, alle eccellenti incisioni dei disegni, ed all’impressionante servizio di pubblicazione su stampa eseguito a Basilea, in Svizzera. Questo fu veramente un lavoro fatto con amore, con Vesalio che fece da supervisore anche durante la stampa a Basilea. È a causa di questo lavoro che Vesalio fu giustamente chiamato il fondatore dell’anatomia descrittiva.


andrea vesalio ed il rinascimento

tavola anatomica tratta da la ‘Fabrica’ di Vesalio

Il libro di Vesalio ebbe due edizioni. Fu anche l’invenzione della stampa che aiutò ad accelerare la pubblicazione e diffondere la diffusione di molti lavori, incluso anche questo, in un epoca turbolentamente attiva, conosciuta come Rinascimento.
Nella prima edizione si interrogava, in modo un pò titubante, sull’esistenza (sostenuta da Galeno) dei pori settali intraventricolari con queste osservazioni:

“Noi siamo spinti a meravigliarci dei lavori manuali dell’Altissimo, nei quali il sangue trasuda dal ventricolo destro al sinistro attraverso passaggi che sfuggono all’umana visione”. 

Fu nella sua seconda edizione che egli impassibilmente rifiutò i mitici pori di Galeno.

“Io, pertanto, non vedo come la più piccola particella possa essere trasferita dal ventricolo destro a quello sinistro attraverso questo.”


inizio del superamento dell’anatomia e della fisiologia galenica

L’opinione di Vesalio su Galeno era in netto contrasto con quella sostenuta da Jacobus Sylvius, una delle principali autorità di quel tempo, e come menzionato prima, un suo ex insegnante. Fu durante i suoi anni formativi come giovane studente che Vesalio rimase deluso da Sylvius. Questa rottura si sviluppò in una costante ostilità tra ex insegnante e rinomato pupillo, alimentata durante gli anni da ricorrenti e astiosi dibattiti. Sylvius non abbandonò mai la credenza che Galeno fosse infallibile, che il ‘De usu partium‘ di Galeno fosse divino e che nessuna nuova conoscenza dopo Galeno fosse possibile.

Vesalio fu abbastanza accurato anche nella descrizione dell’anatomia macroscopica del pericardio. Vale a dire:

“il cuore intero è coperto con un involucro membranoso al quale non si unisce in nessun punto. Quest’involucro è molto più ampio del cuore e viene reso umido da un umor acquoso….”


un genio entrato nella storia

cuore e ‘sistema circolatorio’ vesaliano.

Il ‘De Fabrica’ continuò ad essere stampato per lungo tempo dopo la morte di Vesalio. La sua ultima ristampa avvenne nel 1782. Molte delle figure originali di Vesalio furono copiate e plagiate. Due dei più noti imitatori furono Ambroise Parè ed Helkiah Cooke. Lo storico della Medicina Singer racconta come Cooke ingiuriasse Vesalio per aver disprezzato Galeno.
Andrea Vesalio manifestò il suo interesse per l’anatomia anche durante la gioventù con una costante dissezione degli animali. L’opera della sua vita, il ‘De Fabrica’, fu il risultato di un lavoro intenso, dedito, costante, racchiuso in 5 brevi anni, che gli valse la fama di stimato anatomista. Egli si approcciò all’anatomia in termini di funzione.


andrea Vesalio, un innovatore

La sua educazione era galenica ma la sua mente era quella di un abile osservatore ed esploratore con la tendenza a riformare i concetti e i metodi vecchi. Il frontespizio del suo libro è una brillante indicazione di come la sua opera fosse popolare e molto seguita. Questo mostra Andrea Vesalio come dissettore, e fu una delle riforme basilari che Vesalio istituì quando era professore a Padova.

Eliminò sia i curiosi che gli ostensori. Tipico prodotto del Rinascimento, Vesalio fu vero artista, umanista e naturalista e naturalmente va incluso tra i giganti della Medicina.


tratto da
  • The History of Cardiology‘, di L. Acierno, 1994. cap. 2
  • Storia dell’Arte Sanitaria“, vol. 1, pagg 752-758 di Adalberto Pazzini.

 

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