Un grande dell’istologia: Camillo Golgi

Un grande dell’istologia: Camillo Golgi

Bartolomeo Camillo Emilio Golgi (Córteno, 7 luglio 1843 – Pavia, 21 gennaio 1926)

175 anni fa, il 7 luglio 1843, fa nasceva in Val Camonica, presso il comune di Corteno uno dei più grandi scienziati della storia italiana: Bartolomeo Camillo Emilio Golgi.
Dopo essersi laureato in Medicina e Chirurgia a Pavia nel 1865, Golgi vinse il concorso per un posto di primario chirurgo presso le “Pie Case degli Incurabili” di Abbiategrasso. Presso questo Istituto egli si dedicò ai suoi studi di istologia, lui che era stato allievo del grande Giulio Bizzozero.
Come laboratorio di ricerca utilizzò una piccola cucina rudimentale, con un microscopio e pochi strumenti. Quando Camillo Golgi iniziò a studiare la materia grigia del cervello, le tecniche esistenti utilizzate per colorare le cellule marcavano i diversi tessuti praticamente nella stessa maniera impedendo di ottenere fini informazioni istologiche.
Proprio durante il periodo di Abbiategrasso, Golgi si contraddistinse per la grande attività di ricerca, e in questo senso è essenziale la sua amicizia con Bizzozero, che lo aiutò a mantenere vivo l’interesse per l’istologia e la vicinanza all’Università.


IN UNA CUCINA IL GRANDE PROGRESSO DELL’ISTOLOGIA

Camillo Golgi: ‘fine anatomia dei tessuti nervosi’.

In quella cucina egli allestì un laboratorio di istologia in cui, nel 1873, mise a punto la rivoluzionaria “reazione nera” (il metodo di Golgi). Questo metodo permette di colorare selettivamente le cellule nervose e la loro struttura organizzata attraverso l’impregnazione cromoargentica.
La sua scoperta venne conosciuta e apprezzata nella dovuta misura solo molti anni più tardi, soprattutto per merito del suo principale mentore, il patriarca della biologia ottocentesca Rudolf Albert von Kölliker. Trasferitosi a Pavia, Golgi ottenne le cattedre ordinarie di Istologia e Patologia generale, indi venne nominato rettore dell’Università, incarico che ricoprirà a più riprese.
Nel 1898, dopo essersi dedicato alla politica, Golgi riprese l’attività di ricerca. Più precisamente riprese, sempre con il metodo elaborato 25 anni prima, gli studi sulla cellula.


ISTOLOGIA A TUTTO CAMPO

Microfotografia al microscopio elettronico dell’apparato di Golgi.

Questi lo portarono alla scoperta dell’apparato reticolare interno, poi e per sempre chiamato “apparato di Golgi”, uno dei componenti fondamentali della cellula, cinquanta anni prima dell’invenzione del microscopio elettronico, che la confermerà in pieno.
Nel 1906 Camillo Golgi ricevette, insieme a Ramón y Cajal il Premio Nobel per la Medicina e Fisiologia “in riconoscimento al loro lavoro sulla struttura del sistema nervoso”. Al momento della consegna del Nobel, Golgi non riconosceva la teoria neuronale sinaptica proposta da Cajal (che aveva lavorato con la colorazione cromoargentica inventata da Golgi), ma proponeva che il sistema nervoso fosse un sistema reticolare sinciziale.
Nella sua lunga e indefessa vita di ricercatore, Golgi compì anche altre importanti scoperte. Ad esempio nel campo della malariologia, egli studiò e chiarì le fasi di sviluppo e riproduzione del Plasmodium malariae, formulando la “legge di Golgi“, che consente di trattare e guarire gli infetti al momento giusto con il chinino.
Golgi descrisse anche la precisa anatomia e la funzione delle terminazione nervose dei tendini, detti “corpuscoli del Golgi“, e compì importanti studi sui reni, la corea di Huntington, i bulbi olfattivi, ecc.
Camillo Golgi si spense a Pavia, 21 gennaio 1926.


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