Thomas Willis, un pioniere dell’anatomia, della fisiologia e della neurologia

Thomas Willis, un pioniere dell’anatomia, della fisiologia e della neurologia

Thomas Willis (27gennaio 1621 – 11novembre 1675)

Thomas Willis (1621 – 1675) è stato un medico inglese che ha svolto un ruolo importante nella storia dell’anatomia, della neurologia e della psichiatria. Egli si laureò ad Oxford nel 1642 e fu un membro fondatore della Royal Society.

Uno dei numerosi gruppi di lavoro oxfordiani, formati da coloro che erano interessati alla Scienza, crebbe intorno a Willis e Christ Church. Oltre a Robert Hooke (1635-1703), altri membri del gruppo furono Nathaniel Hodges (1629-1688), il filosofo John Locke (1632-1704), Richard Lower (1631-1691), Henry Stubbe (1632–1676) e John Ward. Willis visse in Merton Street, Oxford, dal 1657 al 1667. Nel 1656 e nel 1659 pubblicò due importanti opere mediche, “De Fermentatione” (Sulla Fermentazione) e “De Febribus” (Sulle Febbri).


le opere di willis

Figura 2 del “De Cerebri Anatome” di Thomas Willis. Immagine e descrizione della base cranica con relativa vascolarizzazione di un cervello ovino. E’ evidente la rappresentazione del poligono arterioso cosiddetto ‘di Willis’.

Questi sono stati seguiti dal suo capolavoro del 1664 sul cervello, “Cerebri anatome: cui accessit nervorum descriptio et usus“(Anatomia del cervello: cui si aggiunge la descrizione e la funzione dei nervi), che è stato un record di lavoro sperimentale collaborativo. Dal 1660 fino alla sua morte, fu professore di filosofia naturale di Oxford a Sedleian. Al momento della formazione della Royal Society of London, era nell’elenco dei candidati prioritari del 1660 e divenne un Fellow nel 1661.

Willis è stato un pioniere nella ricerca sull’anatomia del cervello, del sistema nervoso e dei muscoli. La sua scoperta più notevole fu il “Circolo di Willis“, un poligono arterioso alla base del cervello.


un pionere

Innervazione del vago tratta dal ‘Cerebri Anatome’ (1664).

L’anatomia del cervello e dei nervi di Willis, come descritto nel suo  Cerebri anatome del 1664, è minuta ed elaborata. Questo lavoro coniò il termine neurologia e non fu il risultato dei suoi soli sforzi personali; Willis riconobbe il suo debito verso Christopher Wren (1632-1723), che ha fornito disegni, il medico Thomas Millington (1628-1703) e il suo collega anatomista Richard Lower (St. Tudy, 1631 – Londra, 17gennaio 1691).

L’opera abbonda di nuove informazioni e presenta un enorme contrasto rispetto agli sforzi più poveri di informazioni dei suoi predecessori. Con questa Tavola anatomica, tratta dall’opera ‘Cerebri Anatome’ (1664), Thomas Willis, uno dei padri della moderna neurofisiologia, cerca di rappresentare la complessità dell’innervazione oculare, tracheale, cardiaca ed arteriosa originata prevalentemente dal nervo vago.
In essa l’autore mostra le intersezioni e ramificazioni nervose che formano tronchi, rami, anse, plessi, in una complessa rete di linee e lettere in lingua greca oltre che latina.


il padre della neurofisiologia

1663: “Diatribae duae medico-philosophicae – quarum prior agit de fermentatione“. (Frontespizio)

Nel 1667 Willis pubblicò il  Pathologicae cerebri, et nervosi generis specimen, un importante lavoro sulla patologia e sulla neurofisiologia del cervello. In esso sviluppò una nuova teoria della causa dell’epilessia e di altre malattie convulsive e contribuì allo sviluppo della psichiatria.

Nel 1672 egli pubblicò la prima opera in inglese sulla psicologia medica, Two Discourses concerning the Soul of Brutes, which is that of the Vital and Sensitive of Man (Due discorsi sull’anima dei bruti, che è quella vitale e sensibile dell’uomo).

Willis è stato il primo a contare i nervi cranici nell’ordine in cui oggi sono normalmente elencati dagli anatomisti. Notò le linee parallele del mesolobo (corpo calloso), in seguito descritto minuziosamente dall’anatomista francese Félix Vicq-d’Azyr (Valognes, 23aprile 1746 – Parigi, 20giugno 1794). Egli sembra aver riconosciuto la comunicazione della superficie contorta del cervello e quella tra le cavità laterali sotto il fornice.


non solo neurologia

Willis coniò il termine mellito nel diabete mellito. Un vecchio nome per la condizione è “la malattia di Willis”.

Willis descrisse i corpi striati e i talami ottici; le quattro eminenze orbicolari, con il ponte, che per primo chiamò protuberanza annulare; e i corpi mammillari bianchi, dietro l’infundibolo. Nel cervelletto osservò la disposizione arborescente della materia bianca e grigia. Riguardo al poligono che prende il suo nome, egli diede un buon resoconto delle carotidi interne e delle comunicazioni che fanno con i rami dell’arteria basilare.


DIABETE MELLITO

Willis coniò il termine mellito nel diabete mellito. Un vecchio nome per questa condizione è “malattia di Willis“. Egli osservò ciò che era noto da molti secoli altrove, cioè che l’urina è dolce nei soggetti diabetici (glicosuria). Le sue osservazioni sul diabete formarono un capitolo del Pharmaceutice rationalis, Sive Diatriba de medicamentorum operationibus in humano corpore (Farmaceutica razionale, ossia diatriba sulle azioni dei medicamenti nel corpo umano, 1674).


riferimenti:

 

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