Storia del monitoraggio del battito cardiaco fetale

monitoraggio del battito cardiaco fetale

fetoscopio tradizionale in legno.

L’auscultazione diretta della frequenza cardiaca fetale (FHR) con l’orecchio esaminatore posizionato sull’addome materno è stato conosciuto per secoli. Il medico francese Marsac sentì battiti cardiaci fetali nel diciassettesimo secolo. Mayor, un chirurgo svizzero, riportò per la prima volta un’auscultazione diretta della frequenza cardiaca fetale nel 1818. Jacques Alexandre Le Jumeau (visconte di Kergaradec) descrisse per la prima volta l’auscultazione del cuore fetale con lo stetoscopio di Laennec o con un feto- scopio di legno nel 1821. Le Jumeau, che non era un ostetrico, riferì di aver sentito battiti cardiaci fetali in 8 gravide.


Auscultazione Fetale

Jacques Alexandre Le Jumeau de Kergaradec (1787-1877)

Le Jumeau suggerì che l’auscultazione fetale poteva essere usata per scoprire una gravidanza e identificare la gestazione gemellare, valutare la posizione del feto ed anche il suo stato di salute. Le Jumeau fu allievo di Renè Laennec, il fondatore dell’auscultazione mediata. Nato due anni prima della Rivoluzione Francese da famiglia nobile in una famiglia di nove figli, Le Jumeau fu allevato dal nonno. All’età di 15 anni visse un’esperienza di quattro anni presso un ospedale militare e poi si trasferì nella capitale e si iscrisse nella facoltà di Medicina. Probabilmente, Le Jumeau conobbe Laennec nel laboratorio di Dupuytren, durante il corso di anatomia patologica. Le Jumeau conseguì la laurea all’età di 22 anni, nel 1809. Quando Laennec inventò il suo stetoscopio (chiamato anche pettoriloquio), egli rimase affascinato dallo strumento; secondo Le Jumeau sarebbe stato possibile auscultare le onde sonore che si muovono nel liquor amniotico.


dal vagito uterino al battito cardiaco fetale

E’ possibile, sebbene non vi siano prove documentali, che Le Jumeau credesse di poter ascoltare il ‘pianto intra-uterino del feto‘. Questo sarebbe il fenomeno del ‘vagito uterino’, che accade in rare occasioni in seguito a rottura delle membrane, quando l’aria entra nell’utero al posto del liquido che ne fuoriesce. Tale fenomeno fu riportato per la prima volta in Europa da Jubus Vincelius nel 1546, ma si dice che fosse noto già ai medici assiri e babilonesi. Le Jumeau sicuramente non sentì mai il vagito uterino, ma le sue ricerche non rimasero comunque inutili. Infatti ecco cosa scrisse un giorno:

Un giorno, mentre esaminavo una paziente a termine, e cercavo di servire i movimenti del feto con lo stetoscopio, mi accorsi improvvisamente di una cosa: sentii il battito simile a quello di un orologio. All’inizio pensai che mi stessi confondendo, ma riuscii a ripetere l’osservazione diverse volte. Contando i battiti scoprii che questi avevano una frequenza tra i 143 ed i 148 volte al minuto, mentre il polso della paziente era solo di 72 volte al minuto.


UN VERO PIONIERE DELL’OSTETRICIA

Dopo tante ricerche ed osservazioni egli fu in grado di auscultare il battito cardiaco fetale. Ma non solo: egli scoprì il ‘soffio placentare’ che descrisse come rumore particolare simile al soffio osservato in certe malattie cardiache e dei grandi vasi, perfettamente sincronizzato con il battito cardiaco materno. Nonostante non fosse un ostetrico e fosse cosciente delle sue carenze professionali in questo campo, egli credeva che le sue scoperte fossero molto importanti ed applicabili all’ostetricia, per esempio nella diagnosi di gravidanza, come indicatore della vita fetale quando i movimenti non sono riscontrabili, nella diagnosi di gravidanza gemellare, nella determinazione della posizione e presentazione del feto, nella diagnosi di gravidanza ectopica.


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