Origini della Fluoroscopia

ORIGINI DELLA FLUOROSCOPIA

L’immagine mostra un intervento chirurgico durante la Prima Guerra Mondiale in cui il fluoroscopio viene utilizzato per trovare pallottole all’interno del corpo di soldati feriti. https://en.wikipedia.org/wiki/Fluoroscopy

La fluoroscopia è una tecnica radiologica per ottenere immagini in tempo reale dell’anatomia interna di un paziente, attraverso l’uso di un fluoroscopio. Nella sua forma più semplice, un fluoroscopio è composto di una sorgente di raggi X ed uno schermo fluorescente, tra i quali è posizionato il paziente.
Precursore della fluoroscopia, e delle altre tecniche radiologiche, fu la scoperta dei raggi X, avvenuta l’8 novembre 1895 da parte di Wilhelm Röntgen. Egli scoprì un effetto di fluorescenza in uno schermo di platinocianide di bario, in seguito all’esposizione a radiazioni che poi sarebbero state chiamate raggi X. Qualche mese dopo, in contemporanea con la nascita della radiografia, furono costruiti i primi fluoroscopi. 

Il grande inventore statunitense Thomas Alva Edison (11 febbraio 1847 – 18 ottobre 1931) scoprì successivamente che gli schermi di scheelite producevano immagini più brillanti; a lui è accreditata la progettazione e la produzione del primo fluoroscopio commerciale.

immagini in tempo reale

Thomas A. Edison usa un fluoroscopio per esaminare una mano (https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Edison_using_a_calcium_tungstate_flouroscope._Wellcome_M0015487.jpg)

Inizialmente si pensava che le immagini in tempo reale della fluoroscopia avrebbero completamente prevalso sulle tecniche radiografiche, cosa che non si verificò a causa della superiore qualità, quindi maggiore valenza diagnostica, dei radiogrammi prodotti da queste ultime.
Agli albori delle tecniche radiologiche, gli effetti dannosi dei raggi X non erano ancora noti, di conseguenza non venivano prese adeguate misure di sicurezza come quelle utilizzate oggi. Scienziati e medici subivano spesso danni somatici e ustioni da radiazioni in seguito a esposizioni dirette e prolungate al fascio di raggi X. Emersero anche applicazioni triviali della fluoroscopia, tra i quali il fluoroscopio per le misure delle scarpe, usato nei negozi tra gli anni trenta e gli anni cinquanta.
A causa della debole luce prodotta dagli schermi fluorescenti, i primi esami radiologici si svolgevano in stanze oscurate e i radiologi erano costretti ad abituare gli occhi all’oscurità, perché fossero più sensibili alla luce, prima di eseguire l’esame. Il posizionamento del radiologo dietro lo schermo era soggetto ad alti e pericolosi livelli di dose assorbita.

Il fisiologo tedesco Wilhelm Trendelenburg (16 luglio 1877 – 16 marzo 1946), figlio del celebre chirurgo  Friedrich Trendelenburg, inventò gli occhiali rossi di adattamento nel 1916, per superare il problema dell’adattamento degli occhi all’oscurità, studiato precedentemente da Antoine Louis Gustave Beclere (17 marzo 1856 – 24 febbraio 1939). Gli occhiali permettevano di lavorare normalmente, lasciando passare principalmente la luce rossa che è caratterizzata da lunghezze d’onda relativamente elevate.


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