Il rene artificiale di Nils Alwall

Il Rene Artificiale di Nils Alwall

Nils Alwall ed il rene artificiale.

La notte tra il tre ed il quattro settembre 1946 un paziente di 47 anni si trova in condizioni di stato comatoso nel reparto di Medicina Interna dell’ospedale dell’Università di Lund. Il suo problema è l’uremia, ed egli soffre anche di silicosi complicata da una polmonite. I suoi reni hanno smesso di funzionare e le sue palpebre sono così rigonfie che egli non riesce ad aprire gli occhi. Sotto anestesia locale, un chirurgo apre due vasi sul polso del paziente ed inserisce una cannula in una vena ed un’altra in un’arteria. Una strana macchina, costruita nel laboratorio del dipartimento di Fisiologia, consiste di un grosso contenitore in vetro con un cilindro in filo di acciaio inossidabile disposto a rete all’interno. Un tubo appiattito in cellophane è avvolto intorno. Il tubo è in realtà una sorta di intelaiatura lungo undici metri.


nasce l’emodialisi

Nils Alwall nelle sue due stanze di dialisi, nella vecchia clinica medica di Lund, nel 1965. (http://www.medicinhistoriskasyd.se/bildspel/Kurkus%20Dialys%20kort%20151103/Dialys_set02.04.08.html)

Quando la macchina viene messa in funzione, il sangue arterioso inizia a scorrere all’interno del tubo e ritorna indietro nella vena. Al passaggio del sangue nell’intelaiatura, una grossa quantità di “prodotti di scarto” abbandona il sangue ed entra nel liquido esterno; in questo modo, il sangue ripulito ritorna al paziente.

Questo scambio di sostanze all’interno dell’intelaiatura è chiamata “dialisi”. Nel corso della notte il paziente riprende coscienza e riesce a riaprire i suoi occhi ed a parlare. Sfortunatamente, egli morrà 24 ore dopo a causa della polmonite. Il device era stato congegnato dal un professore associato di 42 anni, lo svedese Nils Alwall (1904-1986).


Alwall e Kolff

Willem Johan Kolff

Willem Johan Kolff (1911-2009) costruì il primo rene artificiale, tuttavia questo strumento non fu molto utile dal punto di vista clinico, perché non consentiva la rimozione del fluido in eccesso. Alwall modificò un apparato simile a quello di Kolff racchiudendolo all’interno di un contenitore di acciaio inossidabile. Ciò permise  la rimozione dei liquidi, applicando una pressione negativa al contenitore esterno, rendendolo quindi il primo dispositivo veramente pratico per l’emodialisi.

Alwall ispirò anche la creazione della compagnia Gambro,  che ha portato alla costruzione di un dializzatore a bobina (1966) e di un dializzatore di lastre monouso (1967). Alwall è stato anche coinvolto nella fondazione della International Society of Nephrology (1960) e della European Dialysis and Transplant Association (1964).


riferimenti:

 

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