Il grande atlante della malattie cardiache congenite di Maude Abbott

IL GRANDE ATLANTE DELLE MALATTIE CARDIACHE CONGENITE DI MAUDE ABBOTT

una pagina del grande Atlante di Maude Abbott con tavole anatomiche

La canadese Maude Abbott (1869-1940), allieva del grande medico William Osler, produsse nel 1936 il suo libro più importante, ‘Atlas of Congenital Cardiac Disease‘, uno delle opere fondamentali della cardiologia moderna.
L’atlante esaminava i 1000 casi studiati personalmente da lei ed includeva un’analisi dello sviluppo e dell’anatomia comparativa di cuori di rettili, anfibi e mammiferi. Kathleen Smith cita Abbott mentre dice che l’atlante “uscì come preliminario ad un volume ancora più grande che era in corso di preparazione”. Sfortunatamente, la morte nel 1940 impedì alla Abbott di realizzare tale progetto.


UNA SPINTA AL PROGRESSO DELLA CARDIOCHIRURGIA

Maude Abbott (St. Andrews East, 18 marzo 1869 – Montréal, 2 settembre 1940)

La classificazione di Abbott delle varie anomalie menzionate fornì una spinta verso l’approccio fisiopatologico. Questo permise ai chirurghi di escogitare un metodo chirurgico razionale per la correzione delle alterazioni fisiologiche. Ed in questo fatto sta la grandezza della Abbott.

La dottoressa Abbott ha anche contribuito a formare la “Federazione delle donne mediche del Canada” e “l’Associazione internazionale dei musei medici“. Dalla sua morte nel 1940, è stata venerata sia come pioniera della cardiologia sia per il suo ruolo nel gettare le basi affinché molte più donne potessero intraprendere carriere di successo in Medicina.
il suo atlante, di una sessantina di pagine, inizia con una prefazione del dottor Paul. D White che si conclude con le seguenti parole:

“Per molto tempo il mondo medico ha atteso un libro di testo sulla cardiopatia congenita della dottoressa Abbott, i cui contributi in questo campo sono stati finora accessibili solo nelle sue monografie di sistema o nella letteratura periodica.”


il frutto dell’esperienza clinico-patologica della dottoressa Abbott

Nell’introduzione, la dottoressa Abbott si presenta con queste parole:

Questo volume presenta, in una forma un po ‘insolita, una retrospettiva pittorica dell’esperienza personale dell’autore in quello che ora può essere considerato un campo specializzato della ricerca clinico-patologica.


L’opera (prima parte)

L’atlante è costituita di due parti. In essa foto e disegni vanno a comporre uno splendido mosaico dell’embriogenesi cardiaci e delle sue malattie congenite.

La prima parte, composta di quattro tavole, mostra lo sviluppo del cuore e l’anatomia comparata cardiaca. In queste tavole cuori di rettili e mammiferi sono messi a confronto nel loro sviluppo embriologico; insieme a loro anche pesci ed anfibi. Afferma la dottoressa Abbott:

La comprensione dei fatti elementari dell’embriologia umana e comparativa è essenziale per una comprensione intelligente dei problemi ontogenetici della cardiopatia congenita.

Alla luce della conoscenza delle fasi successive attraverso le quali il cuore dei mammiferi passa nella sua evoluzione dal suo stato tubolare primitivo all’organo a quattro camere completamente diviso che conduce una doppia circolazione, le combinazioni più bizzarre dei difetti possono di solito essere interpretate in modo abbastanza semplice, come dovute alle alterazioni del primo sviluppo seguite da ingegnosi adattamenti strutturali della crescita.


L’opera (parte seconda – primo gruppo)

La seconda parte è più complessa. Essa tratta della classificazione clinica della malattia cardiaca congenita ed è suddivisa a sua volta in tre gruppi.

Il primo gruppo è formato dalle “comunicazioni non anomale” (gruppo acianotico). Esso è costituito dalle anomalie dell’arco aortico e delle sue branche; dalla coartazione aortica di tipo adulto; dalla valvola aortica bicuspide e dalle valvole aortiche soprannumerarie; da altre anomalie dell’endocardio; dall’ipertrofia cardiaca pediatrica e dal rabdomioma congenito; dalle anomalie del seno coronario.


L’opera (parte seconda – secondo gruppo)

Dalla tavola 15: difetti del setto interventricolare e del setto aortico.

Il gruppo secondo della parte seconda delle malformazioni cardiache congenite riguarda i casi di shunt artero-venosi con inversione terminale del flusso sanguigno (cianosi tardiva).

Appartengono a questo gruppo il dotto arterioso pervio; i difetti del setto interatriale ed il forame ovale pervio (con casi di ostium secundum, ostium primum, e stenosi mitralica con insufficienza interatriale); i difetti del setto interventricolare e del setto aortico.


L’opera (parte seconda – terzo gruppo)

Il terzo secondo della parte seconda delle malformazioni cardiache congenite riguarda i casi di shunt artero-venosi permanenti e ritardo del flusso (gruppo cianotico). Appartengono a questo gruppo le stenosi polmonari associate ad altri difetti cardiaci (la La sindrome di Eisenmenger, la tetralogia di Fallot, ecc.); le atresie mitraliche, aortiche, tricuspidi e polmonari; i cor triloculare biatriale e biventricolare; il cor biloculare; il tronco arterioso persistente; la completa trasposizione dei grossi vasi con e senza difetto del setto ventricolare; la destrocardia.


tratto da:

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *