Maria delle Donne, una delle prime donne medico italiane

LE PRIME DOTTORESSE IN MEDICINA: MARIA DELLE DONNE

Maria Dalle Donne (1778 – 1842)

Maria Dalle Donne (Roncastaldo, 12 luglio 1778 – Bologna, 9 giugno 1842) è stata un medico e ginecologa italiana. Fu una delle primissime donne laureate in Medicina dei tempi moderni e la seconda donna dopo Laura Bassi ad essere ammessa nel prestigioso Ordine dei Benedettini Accademici Pensionati con il titolo di Accademico, nonché la prima donna docente nella Scuola Ostetrica di Bologna. Della sua formazione ebbe cura uno zio (sacerdote) paterno, don Giacomo Dalle Donne, al quale era stata affidata fin da bambina. Maria Dalle Donne mostrò subito eccezionali capacità di apprendimento, nonché un’intelligenza assai vivace, doti che spinsero don Giacomo a presentare la nipote al suo amico Luigi Rodati, botanico e Medico condotto a Medicina, il quale decise di occuparsi personalmente della sua istruzione nelle lettere italiane e latine nella speranza che potesse diventare una nuova Laura Bassi.


la laurea

Il 19 dicembre 1799, alle ore 13:00, la ventunenne Maria Dalle Donne, accompagnata dalla già nota Clotilde Tambroni, sedette sullo scranno più alto del Teatro Anatomico dell’Archiginnasio di Bologna, riservato al Priore della facoltà medica, da dove commentò magistralmente due tesi assegnatele quattro ore prima e tratte da un testo di Aristotele e da un aforisma di Ippocrate. Successivamente sostenne, con disinvoltura e prontezza, due argomentazioni contro le suddette tesi, presentate dai due professori designati dal Collegio, Giovanni Pistorini e Paolo Veratti (figlio della Bassi). I membri del Collegio ritennero Maria Dalle Donne ben degna del Dottorato in Filosofia e Medicina e, per tale ragione, Mons. Zambeccari, Arcidiacono Cancelliere Maggiore dello Studio, le concesse la facoltà di esercitare la professione medica. Durante il discorso di ringraziamento, la neodottoressa chiese che il suo maestro, Tarsizio Riviera, la decorasse con le insegne dottorali: la corona d’alloro, l’anello dottorale ed i libri, simboli di gloria, dignità e sapienza. Questo evento eccezionale suscitò una così vasta eco che l’unico giornale che veniva stampato, bisettimanalmente, a Bologna e che riportava notizie di carattere politico, dedicò la prima pagina del n. 102 uscito sabato 21 dicembre 1799 all’avvenimento.

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