I primi sostenitori della Teoria della Circolazione Sanguigna

I PRIMI SOSTENITORI DELLA teoria della CIRCOLAZIONE SANGUIGNA

Frontespizio del ‘Corporis Humani Disquisitio Anatomica’ (1651)

Fino al milleseicento era opinione comune che il sangue, prodotto dal fegato venisse immesso direttamente o indirettamente (passando ai polmoni) nel cuore e da qui distribuito agli organi periferici come tanti rigagnoli che partono da una sorgente e vengono assorbiti dal terreno.
Con William Harvey (1578-1653) questa idea di movimento del sangue viene letteralmente stravolta: sperimentando sugli animali il fisiologo inglese dimostra che la quantità di sangue distribuita dal cuore (almeno 200 litri al giorno) non può andare completamente dispersa come creduto fino ad allora ed ipotizza la presenza di un sistema circolatorio attraverso il quale il sangue distribuito alla periferia dalle arterie deve necessariamente tornare indietro tramite le vene. La teoria della circolazione sanguigna di Harvey, esposta nella sua ‘Exercitatio anatomica de motu cordis et sanguinis in animalibus‘ del 1628, è corretta, ma egli non può dimostrarla nella sua completezza perché non riesce a trovare il collegamento tra arterie e vene, che è costituito dai capillari (la cui esistenza verrà dimostrata da Marcello Malpighi nel 1661). 


I SOSTENITORI DI WILLIAM HARVEY

Nathaniel Highmore (1613–1685) fu un chirurgo britannico.

La risposta alla tesi della circolazione sanguigna harveyana fu ostile da parte di alcuni e di sostegno da parti di altri. Tra costoro vi fu Nathaniel Highmore (1613-1685), un collaboratore di Harvey che nel 1651 pubblicò un trattato a favore della circolazione (‘Corporis Humani Disquisitio Anatomica‘). Nel frontespizio del suo libro sono rappresentati Ippocrate, Galeno ed Harvey oltre a diverse scene di carattere apparentemente diverso tra loro: un tavolo autoptico, una regina con il teschio in mano, un uomo che pensa, una camera oscura e poi una sorta di campagna irrigata: queste vignette, in realtà affermano il ruolo fondamentale dell’autopsia nella ricerca medica, e poi sviluppano delle analogie in cui il cuore viene rappresentato come un sole intorno al quale girano i pianeti ed una sorgente alla quale l’acqua sempre torna, magari grazie ad una pompa idraulica mossa da una mano misteriosa: la circolazione, insomma, di cui il cuore è sole e sorgente, intorno al quale ruotano orbite di pianeti e canali irrigui.


Riferimenti:

 

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