Gli illustratori medici contemporanei: intervista a Peter M. Lawrence

intervista a Peter M. Lawrence

Navigando sul web, in questo caso particolare sul social network ‘Twitter‘, si fanno degli incontri davvero eccezionali. Nel caso particolare ho avuto il piacere di conoscere diversi illustratori medici. Costoro sono  degli esseri mitologici, metà artisti metà scienziati, individui che estrapolano le complessità della Natura per inserirle nella bellezza dell’Arte. Costoro sono  i figli di Leonardo da Vinci. Questa è la mia intervista a Peter M. Lawrence (https://twitter.com/PeterMLawrence1), con l’aiuto di Google Translate.

Peter M. Lawrence lavora al “Barrow Neurological Institute“. Andando su Wikipedia, si può leggere che il “Barrow Neurological Institute” è “il più grande istituto di ricerca e trattamento delle malattie neurologiche al mondo ed è costantemente classificato come uno dei migliori centri di formazione neurochirurgica negli Stati Uniti. Fondato nel 1962, il campus principale si trova a 350 W. Thomas Road, Phoenix, Arizona“.

Peter M. Lawrence, “Certified Medical Illustrator“, è nato nel Nebraska, USA nel 1987.


10 domande a peter m. lawrence

D) Hello Peter, puoi descriverci il tuo lavoro e la tua formazione professionale?

R) Sono uno degli illustratori medici che lavorano al “Barrow Neurological Institute“. Fornisco competenze multimediali per l’editoria accademica a supporto di medici specializzandi, medici curanti e ricercatori in neuroscienze, in genere sotto forma di illustrazioni digitali 2D per libri di testo, articoli di riviste o presentazioni.
Ho studiato illustrazione medica al “Medical College of Georgia“, ora chiamato “Augusta University“, corso di laurea in illustrazione medica.

È un programma specializzato, in cui prendi lezioni di medicina come anatomia e dissezione macroscopica umana, neurologia e patologia, oltre all’apprendimento di tecniche di illustrazione medica digitale e tradizionale. Ci sono tre di questi programmi accreditati negli Stati Uniti: “Augusta University“, “Johns Hopkins University” e “University of Illinois Chicago“.

D) Ci descrivi anche le tecniche artistiche che utilizzi per le tue tavole anatomiche?

R) Ho studiato arte tradizionale per la mia formazione universitaria. Ho avuto una passione per l’arte come la pittura a olio, il disegno a carboncino e la stampa. Per i primi anni del mio lavoro di illustrazione, creavo sempre un raffinato disegno a matita, lo scannerizzavo sul computer e aggiungevo colore digitalmente. Ma la tecnologia si è evoluta rapidamente negli ultimi anni e la pittura digitale è diventata più intuitiva: ora inizio e finisco tutte le mie illustrazioni in digitale utilizzando un monitor “Wacom Cintiq“.

Schizzi di P. M. Lawrence.

P. M. Lawrence mentre disegna uno schizzo in sala operatoria.

D) Ti consideri più un artista o uno scienziato? E perché?

R) Questa è una domanda interessante. La maggior parte dei miei colleghi illustratori medici ha una solida formazione scientifica con minori competenze artistiche, o ha preso lezioni di arte nel tempo libero.

Io ero una studente d’arte che ha preso i prerequisiti scientifici necessari per la scuola di specializzazione. Per me la creazione dell’arte è sempre stata più importante del contenuto scientifico stesso; Mi sento più un artista con conoscenze scientifiche, piuttosto che uno scienziato con conoscenze artistiche.

D) Quali sono i tuoi modelli artistici, intesi come maestri, nella storia?

R) Come molti dei miei colleghi, gli schizzi di anatomia e dissezioni di Leonardo da Vinci sono stati una grande fonte di ispirazione per la mia crescita. Max Brödel, considerato il padre dell’illustrazione medica moderna, sviluppò la tecnica della polvere di carbonio. Il suo lavoro è impareggiabile nel suo incredibile dettaglio e realismo.

Alcuni dei miei modelli artistici specializzati in neurochirurgia sono Dorcas Hager Paget (1906-1973, ndr), che ha studiato sotto Brödel, David Peace, che ha lavorato con il famoso neurochirurgo Dr. Albert Rhoton Jr. (18novembre 1932 – 21febbraio 2016; ndr) per tutta la sua carriera, e Peter Roth, illustratore medico per il Dr. Gazi Yaşargil (il neurochirurgo nato in Turchia il 6luglio 1925; ndr).

Tavole anatomo-chirurgiche dell’illustratrice medica Dorcas Hager Paget (trovate sul web)

Tavole anatomo-chirurgiche e foto dell’illustratrice medica Dorcas Hager Paget (trovate sul web)

D) Quale scienziato del passato (medico o chirurgo) avresti voluto essere?

R) Probabilmente direi il dottor Harvey Cushing. Non solo ha dato innumerevoli ed inestimabili contributi al mondo della neurochirurgia, ma è stato anche un artista di talento (e amico intimo di Max Brödel). Spesso abbozzava i disegni dei suoi casi subito dopo averli finiti e in seguito rifiniva i disegni per le pubblicazioni della sua ricerca. Veramente un uomo rinascimentale.

D) Quale artista del presente ti sarebbe piaciuto essere? E quale scienziato del presente (medico-chirurgo) avresti voluto essere?

R) Per quanto riguarda l’Arte, direi l’illustratore medico Russell Drake. È un Tiziano nel mondo dell’illustrazione medica. Le sue illustrazioni a penna e inchiostro sono tra le migliori realizzate. (Russel Drake è stato illustrato medico per oltre 40 anni alla “Mayo Clinic“, ndr)
Per quanto riguarda la Chirurgia, direi forse il dottor Ben Carson (Il neurochirurgo Ben Carson è nato a  Detroit a 18settembre 1951; dal 2017 al 2021 è stato Segretario per le politiche abitative e lo sviluppo urbano degli Stati Uniti d’America nell’amministrazione Trump, ndr). Anche se non sono d’accordo con la sue idee politiche, egli è stato un neurochirurgo incredibile: era uno dei pochi chirurghi in grado di eseguire un’emisferectomia completa su pazienti giovani senza che sperimentassero effetti collaterali spiacevoli o complicazioni dello sviluppo. Veramente stupefacente.

D) Quando disegni ti preoccupi più della bellezza delle tue opere o della comprensibilità delle complessità anatomiche?

R) L’accuratezza anatomica è della massima importanza: non c’è spazio per errori in neurochirurgia. Ma se personalmente non avessi ritenuto che la mia opera d’arte fosse esteticamente interessante o coinvolgente, avrei trovato una professione diversa.

D) Consideri il tuo lavoro come qualcosa che rimarrà per sempre nella storia o come qualcosa che si perderà nelle pieghe del tempo?

R) Penso che l’illustrazione medica, almeno nel senso tradizionale, alla fine sarà sostituita dalla visualizzazione 3D o da tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale, la fotogrammetria o i dati scansionati utilizzando immagini diagnostiche sofisticate come la fMRI (Risonanza Magnetica Funzionale, ndr).

Ma le persone sembrano apprezzare l’arte che sanno essere stata disegnata a mano, quindi forse ci sarà un posto per l’arte medica tradizionale in futuro. Se alla fine della mia vita potrò dire che una delle mie illustrazioni ha aiutato un chirurgo a capire una procedura medica salvavita, o che i miei disegni hanno ispirato qualcuno a creare qualcosa, allora sarò felice.

D) Secondo te, nella “Creazione di Adamo” rappresentata nella Cappella Sistina di Michelangelo, Dio è davvero raffigurato nelle sembianze di un cervello? È stata la mente divina che ha creato l’Uomo o la mente umana che ha creato Dio?

R) Penso che Michelangelo abbia deliberatamente raffigurato Dio sotto le spoglie di un cervello: ci sono troppe somiglianze anatomiche per liquidare la somiglianza come mera coincidenza.

Perché lo ha fatto e cosa significa? Purtroppo sono troppo ignorante per valutare le sue intenzioni.

D) Se tu potessi disegnare un “cervello vitruviano“, come lo immagineresti?

R) Poiché l’uomo vitruviano rappresenta il concetto di Leonardo da Vinci di proporzioni ideali del corpo umano, il mio cervello vitruviano sarebbe diviso in due metà di idealismo: l’emisfero sinistro mostrato mappato con geometria e misurazioni, che rappresenta la perfezione matematica, e l’emisfero destro reso perfettamente con il mezzo tradizionale di penna e inchiostro, che rappresentano la bellezza idilliaca.


Intervista del dott. Concetto De Luca (13 luglio 2021)


 

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