Il genio solitario di Leonardo da Vinci

IL GENIO SOLITARIO DI LEONARDO DA VINCI

Descrizione del “Folio 35” figure 154 e 155: i nervi olfattivi e quelli ottici:Le lettere a, b, c, d indicano i nervi che ‘pigliano gli odori’. Le lettere e ed n indicano i nervi ottici i quali ‘sono situati sotto i nervi detti charonchole, ma i nervi ottici alla virtù visita e le charonchole alla virtù dell’odorato.’

Leonardo nacque a Vinci, presso Empoli, nel 1452. Morì in Francia, ad Amboise, il 2 maggio 1519, assistito da Francesco Melzi, suo allievo, che ebbe in eredità scritti, disegni e strumenti del maestro.
Leonardo studiò Anatomia con il suo amico Marco Antonio della Torre, e con lui collaborò in parecchie dissezioni al tavolo anatomico. Ma poco tempo durò tale proficua collaborazione, essendo morto il della Torre nel 1511.
Leonardo eseguì un numero considerevole di autopsie, per quei tempi, avendoci egli affermato di averne eseguito non meno di trenta. Probabilmente i suoi studi anatomici ebbero inizio il 2 aprile 1489. In tale data, infatti nel ‘Foglio B 42‘ si trova scritto ‘De Figura Humana‘, e nei Quaderni 1 e 2 accenna per la prima volta all’ordine del libro.


il progetto anatomico di leonardo

Nel foglio 18 dei “Quaderni di anatomia”, per la prima volta nella storia della medicina, Leonardo rappresenta correttamente la posizione del feto nell’utero. Ma l’apporto innovativo di Leonardo non finisce qui: per la prima volta, l’utero appare con un sola cavità, contrariamente alla teoria, risalente ad Ippocrate e fino ad allora rimasta immutata, secondo cui l’organo aveva due cavità. E sempre per la prima volta sono disegnate con esattezza l’arteria uterina e il sistema vascolare della cervice e della vagina. C’è però un errore: la placenta, raffigurata con delle formazioni bottoniformi interne alla parete uterina (i cosiddetti “cotiledoni”), è chiaramente quella di una mucca. L’errore è probabilmente motivato dalla difficoltà nel reperire cadaveri di donne da dissezionare.

Ma quale libro? E’ noto che Leonardo, grandioso come tutti i suoi progetti, avesse in mente di scrivere un grande trattato di anatomia diviso in 120 parti, libri o capitoli che fossero. Di questa opera imponente non sono rimaste altro che disegni con note esplicative.
Forse Leonardo, senza volerlo, fece ugualmente il suo grande libro; ma esso non fu dato agli studiosi perché ne traessero gli opportuni insegnamenti. Il suo trattato di anatomia esiste, ed è sparso nei ‘codici leonardiani‘ che sono stati riuniti e collegati.
I meravigliosi disegni di Leonardo sono passati inosservati o quasi ai suoi contemporanei. E quando tornarono all’universale ammirazione, l’anatomia era già tanto progredita da far considerare quei capolavori di scienza e di arte come monumenti e documenti di un grande genio del passato.
E’ difficile anche inseguire le fortunose vicende che incontrarono i fogli ed i codici vinciani. I disegni concernenti l’anatomia sono contenuti in 119 fogli che vennero pubblicati, a cura di quattro studiosi norvegesi, con il titolo di ‘Quaderni di Anatomia‘ (1911-1916) in sei volumi, con traduzione in inglese e tedesco.


una grande opera

Antecedente a questi, dal 1898 al 1901 erano stati pubblicati da Teodoro Sabachnikoff, con trascrizioni ed annotazioni di Giovanni Piumati, alcuni disegni di anatomia (Fogli A e Fogli B).
I disegni concernenti l’anatomia sono, nei fogli vinciani, oltre un migliaio. Rappresentano muscoli, ossa ed organi interni (cuore, vasi, nervi, polmoni, utero gravidico, cervello, ecc.).
Nel cuore, Leonardo mise in evidenza l’endocardio, le corde tendinee, le trabecole intraventricolari, il fascio moderatore del ventricolo destro che si chiama, appunto, corda di Leonardo, oltre all’evenienza nell’adulto del cosiddetto foro di Botallo (osservazione che Leonardo riportò prima del Botallo). Egli studiò anche le valvole atrioventricolari e semilunari.


anatomia e funzione

Negli organi del sistema respiratorio, disegnò bene l’albero bronchiale e l’insieme dei polmoni, dimostrando che i bronchi terminano a fondo cieco e che l’aria non può passare nel direttamente nel cuore. Descrisse, sia pure in appunti, la formazione degli anelli tracheali, la loro azione, nonché quella dei muscoli laringei nella fonazione.
Leonardo si occupò anche del cervello, che sezionò in tagli seriali e disegnò nella sua base con le origini apparenti dei principali nervi cranici. Descrisse i ventricoli cerebrali, ricavandone la forma per meglio studiarli.
Nell’osteologia è interessante la raffigurazione che fa dello scheletro della faccia, disegnando “l’armatura della mascella”, che prende il nome di ‘antro di Higmoro‘.
A proposito degli organi genitali femminili, è tra i disegni più noti quello che rappresenta l’utero gravido con i suoi strati, contenente il feto già perfettamente formato, nella sua normale posizione. Vide pure e disegnò correttamente le tube uterine che hanno il nome del Falloppio (di cui già l’alessandrino Erofilo aveva fatto menzione).


le tecniche di leonardo

particolare di una tavola leonardesca che raffigura l’atto del coito.

Le tecniche utilizzate da Leonardo per creare i suoi reperti anatomici erano davvero stupefacenti per i suoi tempi: oltre alla già citata tecnica dei tagli seriali, egli iniettava nei vasi sanguigni sostanze solidificanti onde poterle meglio metterle in evidenza e materia solidificabile (cera) nelle cavità cardiache così come nei ventricoli cerebrali.
Egli inventò un metodo per eseguire le sezioni dell’occhio, tecnica che precede di parecchi secoli la nostra inclusione: infatti, per lo studio di quest’organo, proponeva di bollirlo nella chiara dell’uovo la quale, coagulandosi, includeva nella massa l’organo in esame, permettendone appunto la sezione.


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