Breve Biografia di Harvey Cushing

Breve Biografia di Harvey Cushing

“Un medico è obbligato a considerare molto più di un organo malato ed anche molto più dell’intero essere umano; egli deve vedere l’essere umano nel suo mondo”
 H.W.C.

Harvey William Cushing (1869-1939)

Nasceva l’8 aprile 1869 a Cleveland, USA, un pionere della neurochirurgia: Harvey Williams Cushing.
Iscritto all’Università di Yale, ottenne la qualifica di Bachelor of Arts, ovvero medico generico, nel 1891. Nel settembre dello stesso anno si trasferì a Boston, nel lontano Massachusetts, per intraprendere la specializzazione nella rinomata “Harvard Medical School“. Abbandonati gli eccessi della Yale (sport, alcool e fumo) Harvey iniziò con grande entusiasmo ad appassionarsi all’istologia e alla microscopia, e soprattutto alla sala settoria, in cui passava molto tempo delle sue giornate libere.


La ether chart

L’originaria ‘Ether Chart’ di Cushing confrontata con una moderna cartella anestesiologica. https://www.researchgate.net/figure/Ether-chart-and-a-modern-day-anesthetic-record-A-The-original-Harvey-Cushing-Ether_fig2_221741221

Nell’autunno del 1892 il Professor Richardson gli offrì un posto come suo assistente nella preparazione dei pazienti alle operazioni chirurgiche, e alla loro anestesia.

Nel 1894, insieme al suo collega Ernest Codman, Harvey ideò la ‘Ether Chart‘, una delle prime schede anestesiologiche in cui i dottori dovevano registrare le più importanti funzioni vitali del paziente, tra le quali la frequenza cardiaca e respiratoria, la temperatura corporea, i dosaggi dell’anestetico usato (etere o cloroformio), in modo che durante l’intervento chirurgico il paziente fosse continuamente tenuto sotto controllo e monitorato.
Nel 1895, dopo aver conseguito la laurea, Cushing si trasferì al “Johns Hopkins Hospital“, Baltimora, dove resterà per quattro anni, lavorando come assistente del Professor William Stewart Halsted, uno dei più famosi chirurghi statunitensi dell’epoca.

l’esperienza in europa


Cushing mentre opera al “Brigham and Women’s Hospital” https://neurophilosophy.wordpress.com/2008/08/22/harvey_cushing_photo_journal/

Al termine degli anni di “residenza” in chirurgia, agli inizi del Novecento, Harvey si trasferì dapprima in Svizzera, a Berna, dove intraprese degli studi approfonditi sulla pressione arteriosa e intracranica, sotto l’egida protettiva e lo sguardo vigile del Professore T. Kocher. Dalla Svizzera si spostò in Inghilterra a Londra, dove tenne degli incontri con Victor Horsley, e a Liverpool con Sir Sherrington, famoso neurofisiologo pioniere degli esperimenti sulla corteccia motoria dei primati.

Cushing viagiò anche in Italia, a Pavia precisamente, dove ebbe la possibilità di conoscere Scipione Riva-Rocci ed il suo sfigmomanometro. In seguito a questo incontro, egli aggiungerà come parametro ulteriore della ‘Ether chart’ anche la pressione arteriosa. 

il ritorno in America


un disegno neuroanatomico di Harvey Cushing. https://neurophilosophy.wordpress.com/2008/08/22/harvey_cushing_photo_journal/

Harvey tornò a Baltimora ufficialmente nel 1902 quando gli venne offerto il titolo di Professore Associato di Chirurgia. Decise quindi di istituire un corso di anatomia chirurgica affiancato alla costruzione di un laboratorio di anatomia e chirurgia sperimentale che soprannominò ‘Hunterian Lab‘. Fu in questo periodo che Harvey cominciò a intravedere la sua vocazione per il sistema nervoso. Nel corso di un’autopsia a una giovane donna che soffriva di cefalee, rilevò la presenza di una ampia cisti ipofisaria, sintomatologia che riscontrerà in molteplici interventi. Per questo motivo iniziò a tenere un registro dei casi che gli si sottoponevano per redigere due pubblicazioni riguardo alla ghiandola pituitaria e gli adenomi basofili ad essa correlati.
Il periodo più significativo della vita di Cushing è il decennio 1920-1930 durante il quale il chirurgo rivoluzionò l’uso delle vecchie tecniche chirurgiche.


il campione della Neurochirurgia

un altra immagine di Cushing mentre opera. http://whitney.med.yale.edu/images/hcphotos/display/cushing_tensemoment.jpg

Uno dei più grandi problemi della neurochirurgia erano le copiose emorragie che rendevano impraticabili le operazioni. Harvey pose fine a questo problema inventando delle clip d’argento che tamponavano la fuoriuscita del sangue dai vasi, e nel caso ci fossero state emorragie copiose, introdusse l’uso dell’aspiratore chirurgico. Ma ciò che lo fece passare alla storia fu l’invenzione del bisturi elettrico con la funzione coagulatrice-cicatrizzante. In collaborazione col fisico William Bowie, Harvey Cushing mise a punto uno strumento che gli permetteva di operare pazienti affetti da tumori altamente vascolarizzati, che mai nessuno in precedenza era riuscito a operare. In questo periodo la sua fama crebbe con legge esponenziale. Tutti i medici del mondo vollero conoscerlo e numerosi pazienti affetti dalle neuropatologie fino ad allora incurabili vollero suoi consulti privati. In questo periodo si annovera la nascita della fondazione ‘Harvey Cushing Society‘ (1931), alla quale s’iscrissero i più noti neurochirurghi dell’epoca, e di notevole rilevanza fu la presentazione al Congresso Internazionale di Berna di un rapporto da lui redatto sull’incidenza della mortalità in sala operatoria, utilizzando le sue pionieristiche tecniche: l’incidenza si era ridotta dal 90% al 10% con l’introduzione di tali tecniche.
Nel 1933 tornò a Yale con la nomina di Professore di Neurologia e poi come Emerito. Nella sua carriera di medico aveva prodotto all’incirca 300 pubblicazioni, ultima delle quali sui meningiomi. Nella sua amata New Haven, intento a redigere una biografia sulla vita di Vesalio, si spense improvvisamente il 7 ottobre 1939.


tratto da:

 

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