Dieci anni senza Baruch Blumberg

DIECI ANNI SENZA BARUCH BLUMBERG

NEL 1963, nel corso di uno studio sistematico sulle variazioni dei costituenti del siero umano, un anticorpo insolito fu trovato nel siero di un paziente affetto da emofilia che aveva ricevuto numerose trasfusioni. Negli esperimenti iniziali, si è scoperto che l’anticorpo reagiva con il siero di un aborigeno australiano ma non con una varietà di sieri di altre persone incluse nel pannello. È stato quindi chiamato antigene Australia (abbreviato Au)

[Baruch Samuel Blumberg]


Baruch Samuel Blumberg

Baruch Samuel Blumberg

Baruch Samuel Blumberg era nato a New York il 28luglio 1925, il secondo di tre figli. Egli ricevette la sua istruzione elementare presso la Yeshiva di Flatbush, una scuola parrocchiale ebraica, e in tenera età, oltre a una rigorosa educazione secolare, imparò il Testamento ebraico nella lingua originale.
Dopo aver frequentato la Far Rockaway High School, si unì alla Marina degli Stati Uniti nel 1943 e finì il college sotto gli auspici militari. Il padre, che era un avvocato, gli suggerì di frequentare la facoltà di Medicina e nel 1947 Baruch si iscrisse al College of Physicians and Surgeons della “Columbia University“.
Egli fu interno al “Bellevue Hospital” di New York dal 1951 al 1953. Dal 1955 al 1957 fu uno studente laureato presso il Dipartimento di Biochimica dell’Università di Oxford, in Inghilterra.


TRA L’INGHILTERRA E GLI STATI UNITI

Egli fece il suo dottorato di ricerca sulle caratteristiche fisiche e biochimiche dell’acido ialuronico. Il direttore di quel dipartimento era un certo Hans Krebs
Dal 1957 al 1964 Blumberg lavorò presso il National Institutes of Health (NIH). È stato membro del Fox Chase Cancer Center di Filadelfia dal 1964, docente di Medicina e Antropologia all’Università della Pennsylvania dal 1977 e direttore dell’Istituto di Astrobiologia della NASA, presso l’Ames Research Center in California, dal 1999 al 2002.
Baruch S. Blumberg è morto il 5aprile 2011.


L’ANTIGENE AUSTRALIA

particolari dell’Antigene Australia al microscopio elettronico. (tratto da Wikipedia).

Blumberg, oltre che la passione per il mare, aveva quella per l’antropologia genetica. Egli voleva raccogliere, misurare e categorizzare i geni umani e collegare le variazioni genetiche negli esseri umani alla diversa suscettibilità alle malattie.
Un antigene del sangue che lo affascinava in modo particolare risultava presente in molti aborigeni australiani e si trovava di frequente anche in popolazioni asiatiche ed africane, mentre era pressochè assente negli europei e negli americani. Sospettando che questo antigene fosse l’impronta digitale di un antico fattore genetico ereditario per famiglie, Blumberg lo chiamò “Antigene Australia” (Au).
Ma Blumberg si accorse successivamente (1966) di una strana correlazione: gli individui che avevano l’Antigene Australia spesso soffrivano di un’epatite cronica. Egli ipotizzò in breve (1967) che la presenza di Antigene Australia in soggetti talassemici ed emofilici poteva essere causata dall’introduzione di un virus attraverso le trasfusioni cui questi soggetti si sottoponevano, ma inizialmente questa teoria non ebbe credito nel mondo scientifico.


LA SCOPERTA DEL VIRUS DELL’EPATITE B

David Dane (25marzo 1923 – 9aprile 1998).

Ci vollero un paio di anni prima che la sua ipotesi sulle epatiti post-trasfusionali venisse accolta. I test diagnostici permisero di ridurre drasticamente questa piaga.
Blumberg ricevette il Premio Nobel per la Medicina per i suoi studi sul virus dell’Epatite B nel 1976.
Il virus dell’Epatite B appartiene alla famiglia Hepadnaviridae e presenta un genoma a DNA a doppio filamento circolare e un virione icosaedrico rivestito.
Il virologo inglese David Dane fu, con i suoi colleghi Colin Cameron e Moya Briggs, nel 1970, il primo a descrivere il virus responsabile dell’epatite B (HBV).
L’epidemiologo statunitense di origine polacca Wolf Szmuness, nel 1978, progettò e condusse le prove per il primo vaccino rivelatosi efficace contro l’Epatite B.
In un meeting a Barcellona nel luglio del 1990, il dottor P. Pasquini dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma ringraziò Blumberg per aver salvato circa 9.000 vite all’anno in Italia.


RIFERIMENTI:

 

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