Una leggenda della cardiochirurgia: Michael DeBakey

UNA LEGGENDA DELLA CARDIOCHIRURGIA: MICHAEL DEBAKEY:

“La Storia naturale della Scienza si muove verso lo studio dell’ignoto. Chi ha paura non la studierà e non creerà nessun progresso”.

[M.E. DeBakey, 1908-2008)


Michael Ellis DeBakey

M.E. DeBakey, 1908-2008

Moriva 12 anni fa, il 12luglio 2008 ad Houston, in Texas, Michael Ellis DeBakey, uno dei grandi protagonisti della cardiochirurgia e della chirurgia vascolare del seconda metà del XX secolo.
DeBakey era nato con il nome di Michel Dabaghi a Lake Charles, in Louisiana, da una coppia di immigrati maroniti libanesi il 7settembre 1908. Successivamente i genitori ne americanizzarono il nome. Nel 1932 conseguì la laurea in Medicina presso la “Tulane University School of Medicine“.
Già da subito, il cuore divenne un organo ‘centrale‘ nella sua attività di studio e ricerca. All’eta di 23 anni, mentre era ancora studente all’università di Tulane, inventò la pompa peristaltica, la cui importanza non sarà riconosciuta che circa 20 anni dopo, quando divenne un componente essenziale della macchina cuore-polmone. La sua invenzione provvedeva a fornire un continuo flusso di sangue durante gli interventi chirurgici, per consentire la possibilità di fare operazioni “a cuore aperto“.


Specializzazione in Europa

Egli completò poi il suo periodo di specializzazione in Francia, presso l’Università di Strasburgo, sotto la supervisione del professor René Leriche, ed in Germania, all’Università di Heidelberg, sotto il professor Martin Kirschner. Tornato negli Stati Uniti, passò un altro anno di studio, e poi entrò a lavorare alla facoltà di chirurgia della Tulane dal 1937 al 1948, come specialista in trasfusioni di sangue.
Dal 1942 al 1946 venne chiamato alla armi come membro della Divisione clinica chirurgica, nell’Ufficio di Chirurgia Generale dell’Esercito. DeBakey si fece portatore dell’idea che i dottori dovessero essere sempre nelle vicinanze delle linee di combattimento, prestando così un più efficace soccorso ai soldati, contribuendo così allo sviluppo degli ospedali mobili, i cosiddetti MASH (Mobile Army Surgical Hospital).


IL PRIMO DOPOGUERRA

1955: Michael DeBakey at home sewing a Dacron artificial artery, 1955. (Baylor College of Medicine Archives)

Dopo la guerra diventa uno dei primi a interessarsi in maniera approfondita agli aneurismi, e inizia a operare casi di questo genere fin dal 1949: nel 1950 effettua la prima rimozione di un blocco dell’arteria coronaria. L’approccio di DeBakey in molti casi non è quello del rafforzamento della parete dell’arteria ferita, bensì la rimozione del tratto non sano e la sostituzione con un altro. Vista le necessità di avere a disposizione “pezzi di ricambio” di questo genere fonda la prima banca dei vasi sanguigni (la “Vascular Bank“). In breve tempo diventa uno dei maggiori esperti mondiali sugli aneurismi. DeBakey diventa così uno dei pionieri dell’utilizzo di innesti di Dacron, sostanza chimica recentemente scoperta, per sostituire o riparare i vasi sanguigni. Dal 1958 gli innesti artificiali di DeBakey verranno usati in tutto il mondo per riparare o sostituire vasi sanguigni.


CHIRURGO VASCOLARE

DeBakey fu uno dei primi chirurghi al mondo a effettuare interventi di bypass sull’arteria coronarica, e nel 1953 portò a termine con successo la prima ‘endoarterectomia carotidea‘. Questo intervento, come tantissimi nella sua carriera, viene svolto nella sua nuova casa, il “Methodist Hospital” di Houston. DeBakey si era unito alla “Baylor University College of Medicine” di Houston nel 1948, e vi lavorerà come direttore del Dipartimento di Chirurgia fino al 1993.
Pioniere nell’idea e nello sviluppo di un cuore artificiale, DeBakey fu il primo a utilizzare con successo una pompa cardiaca esterna (una pompa per il bypass del ventricolo sinistro) su una paziente, il 10agosto 1966, per supportare il suo cuore malato. In quell’occasione la pompa artificiale faceva il cinquanta percento del lavoro del cuore della paziente.


cardiochirurgo

Schema della classificazione della dissezione aortica fatta da DeBakey.

Negli anni sessanta il dottor DeBakey e la sua équipe di chirurghi furono tra i primi a registrare su pellicola gli interventi. Un operatore con la cinepresa riprendeva l’operazione dall’alto, inquadrando le varie zone soggette a intervento secondo ciò che gli diceva il ‘capochirurgo‘.

Essendo rinomato come uno dei più grandi cardiochirurghi del mondo, DeBakey si trovò spesso in sala operatoria importanti capi di Stato, celebrità e politici. In particolare fu lui ad operare, sempre a Houston, il duca di Windsor Edoardo VIII, ex re d’Inghilterra, affetto da un grosso aneurisma all’aorta addominale. Fu sempre DeBakey nel 1996 a supervisionare l’innesto di 5 bypass da parte di chirurghi russi sul Presidente della Federazione Russa Boris Yeltsin. Nel 1976 operò anche un allora sconosciuto Massimo Troisi. Altri illustri pazienti furono J. F. Kennedy, Lindon B. Johnson, re Hussein di Giordania, lo Scià di Persia, ed attori famosi come Marlene Dietrich.


PAZIENTI ILLUSTRI

Il 31dicembre 2005, a 97 anni, DeBakey fu colpito da una dissecazione aortica: anni prima era stato tra i pionieri per il trattamento chirurgico di questo problema, creando quella che è adesso chiamata la Procedura DeBakey. Ricoverato al Methodist Hospital di Houston, rifiutò inizialmente di sottoporsi ad un intervento chirurgico; quando però le sue condizioni di salute peggiorarono ulteriormente e DeBakey non era in grado di esprimere il suo parere, il team di chirurghi decise di procedere con l’intervento. Il comitato etico dell’ospedale, con una controversa decisione, approvò. Tra il 9 e il 10 febbraio DeBakey divenne il più vecchio paziente a sottoporsi ad una procedura chirurgica creata da sè stesso. Restò sette ore sotto i ferri, e furono necessari dei lunghi e costosi (più di un milione di dollari il costo) trattamenti post-operatori per rimettere in sesto il paziente. Dopo circa otto mesi, nel settembre 2006, il dottor DeBakey uscì dall’ospedale e ritornò presto a godere di ottima salute, tanto da poter presenziare all’apertura del “Michael E. DeBakey Library and Museum” al Baylor College of Medicine (18 ottobre 2006). Sebbene avesse in precedenza rifiutato di farsi operare, in seguito dichiarò di essere grato al team di chirurghi per la loro decisione di effettuare l’intervento.


riferimenti:

 

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