Lo SpettroFotoFluorometro (SPF) e lo sviluppo della Neuropsichiatria:

Lo SpettroFotoFluorometro (SPF) e lo sviluppo della Neuropsichiatria

Negli anni cinquanta del novecento, un dottore del NIH (National Institutes of Health di Bethesda, Maryland, USA), Robert Bowman, sviluppò un strumento chiamato spettrofotofluorometro che permetteva agli scienziati di usare la fluorescenza come mezzo per identificare la quantità delle sostanze nel corpo.

Usando la fluorescenza, i dottori Bernard Brodie (1908-1989) e Sidney Udenfriend (1918-2001) svilupparono un test speciale. Con uno strumento chiamato fluorometro, essi potevano misurare quanto farmaco si trovava nel campione plasmatico del paziente misurando l’intensità del suo scintillio. 


al lavoro con lo spf

Bernard Brodie (1908-1989)

Lavorando con altri al NIH, il dr Bowman sviluppò il primo prototipo del suo spettrofotofluorometro nel 1955. A differenza dei precedenti fluorometri, questo nuovo strumento riusciva a variare la lunghezza d’onda della luce eccitante così come la misura dell’intensità e la lunghezza d’onda della luce fluorescente. Questo strumento poteva essere usato per indagare i composti biologici ed aiutò gli scienziati ad comprendere come usare la fluorescenza per studiare il corpo.
A causa degli eccitanti risultati del prototipo, l’American Instrument Company (AMINCO) si interessò allo sviluppo e commercializzazione del congegno. Il primo AMINCO-Bowman SPF fu esibito nel 1956.

Dal 1957, il dr Julius Axelrod (1912-2004) e il dr Brodie iniziarono ad usare il nuovo SPF nei loro esperimenti di ricerca riguardo alla neurotrasmissione.

“Lo SPF … cambiò la direzione di tutto il campo della neurobiologia”

scrisse il dr Axelrod.
Egli usò lo SPF per tracciare e misurare la quantità di noradrenalina e serotonina nel cervello. Questi neurotrasmettitori erano presenti nel corpo in una quantità così piccola che i precedenti strumenti non erano riusciti a rintracciare. Questa ricerca ha condotto allo sviluppo di farmaci antidepressivi come il Prozac.


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