La parotide, Stenone ed il NEJM

TUMORE PAROTIDEO

Caso Clinico del New England Journal of Medicine: Una donna di 28 anni ha presentato asimmetria tonsillare e una piccola massa non dolente dietro la guancia che andava aumentando di dimensioni lentamente nell’arco dei mesi. L’esame obiettivo ha evidenziato dislocamento della tonsilla sinistra. La Risonanza Magnetica ha rivelato un tumore della ghiandola parotidea sinistra delle misure di 6 x 4 x 5 cm. Il trattamento è consistito in una parotidectomia totale con conservazione del nervo faciale.
http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMicm1310638#.U2YLA3zd-JI.facebook


GHIANDOLA PAROTIDE

E’ una ghiandola a secreto puramente sieroso, la più voluminosa delle ghiandole salivari, e pesa circa 25 – 30 grammi. Presenta forma irregolare e lobulata, è di colore giallo grigiastro e di aspetto simile al tessuto adiposo. Si trova nella loggia parotidea, posizionata nella regione retromandibolare.
Sotto il punto di vista strutturale la parotide è una ghiandola lobulare tubulo-acinosa composta, cioè formata da tante piccole e circoscritte aree parenchimali, i lobuli, da unità secernenti o adenomeri di forma sferoidale, gli acini, e da un sistema di dotti escretori, i tubuli. Il sistema escretore è costituito da un insieme i condotti distinti in intralobulari ed extralobulari; gli intralobulari sono divisi a loro volta in dotti intercalari e dotti striati o salivari, gli extralobulari sono invece raggruppati in condotti interlobulari, interlobari e dotto di Stenone.
http://it.wikipedia.org/wiki/Ghiandola_parotide


Niccolò Stenone

CHI ERA STENONE?

Niccolò Stenone (o Niels Stensen o Nicolaus Steno) fu un naturalista, geologo, anatomista e vescovo cattolico danese, nato nel 1638 e morto nel 1688.
A Copenaghen studiò medicina avendo come precettore il celebre Thomas Bartholin. Negli anni successivi lo troviamo ad Amsterdam (dove scoprì il dotto principale della ghiandola parotide, o “dotto di Stenone”) e a Leida dove ebbe come maestri grandi anatomici quali Franciscus Sylvius. Dopo la laurea in medicina nel 1664, Stenone si trasferiva a Parigi, ospite di Melchisédech Thévenot, noto mecenate attorno al quale si riunivano alcuni dei più grandi nomi della scienza del tempo.
Nel 1666 si trasferiva a Firenze presso la corte del Granduca di Toscana, Ferdinando II de’ Medici. La corte dei Medici era allora il punto di incontro di alcuni dei più importanti scienziati del tempo tra cui Vincenzo Viviani, Francesco Redi, Lorenzo Magalotti e Marcello Malpighi. Fu soprattutto con Viviani e Redi che Stenone strinse profondi rapporti di amicizia. È in Toscana (Firenze ma anche Pisa, Livorno, Carrara, Volterra, isola d’Elba) che Stenone, oltre a proseguire gli studi anatomici, rivolse il suo interesse anche alla geologia e mineralogia. A Livorno lo commosse la processione del Corpus Domini il 24 giugno del 1666; fu poi a Firenze che Stenone, di fede luterana, si convertì al cattolicesimo il 2 novembre del 1667.
Stenone non solo scoprì il dotto parotideo (dotto di Stenone); a lui spetta anche il merito della corretta interpretazione della funzione ghiandolare e della distinzione tra ghiandole secernenti e linfonodi. Dimostrò che il cuore è un muscolo, e non la fonte del calore o la sede dell’anima. Interpretò correttamente le circonvoluzioni cerebrali come sede delle funzioni cognitive superiori, ponendosi in contrasto con le allora dominanti teorie cartesiane. Scoprì la funzione delle ovaie e delle tube uterine.
http://it.wikipedia.org/wiki/Niccolò_Stenone

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