Anatomia del Linfatico: Gasparo Aselli e Co.

ANATOMIA DEL LINFATICO: Gasparo aselli e co.

Uno dei primi ricercatori anatomici del diciassettesimo secolo fu Gasparo Aselli (1581-1626), professore di anatomia a Pisa. Mentre dissezionava un cane che aveva appena consumato un pasto ricco di grassi, egli scoprì i vasi linfatici (1622) ma pensò erroneamente che essi si svuotavano nel fegato. Questi canali furono descritti in un trattato (“De Lactibus“) che, incidentalmente, contiene le prime illustrazioni anatomiche colorate.
Due anni dopo la pubblicazione di Aselli, Simon Pauli (1603-1680), di Copenaghen, diede una pubblica dimostrazione sul sistema linfatico. Questo stesso anno testimoniò la riscoperta del dotto toracico da parte di Jacques Meutel (1599-1670).


Jean Pecquet e tommaso bartolino

Immagine tratta dal “Experimenta Nova Anatomica …” di Jean Pecquet (1651) (http://www.indiana.edu/~liblilly/anatomia/viscera/pecquet.html)

Jean Pecquet (1622-1674) dimostrò nel 1651 che il sistema linfatico, nei cani, terminava nel “receptaculum chyli” (cisterna di Pecquet), e che il chilo degli intestini è trasportato dal dotto toracico alla giunzione tra le vene giugulari e succlavie sinistre.
Thomas Bartholin (Copenaghen, 20 ottobre 1616 – Copenaghen, 4 dicembre 1680) , professore di anatomia in Danimarca e medico reale, seppe della scoperta di Pecquet da una lettera di suo fratello Erasmus. Egli ottenne immediatamente due cadaveri umani e mostrò le scoperte di Pecquet nell’uomo. La descrizione di Bartholin fu pubblicata nel 1652. Nel suo testo, che ci è arrivato in diverse edizioni, Bartholin affermò che la maggior parte dei vasi linfatici si svuotano nel dotto toracico e una piccola parte va al fegato. Egli era preoccupato di questa affermazione (Pecquet aveva asserito che tutti i vasi si svuotavano nel dotto toracico) e decise di fare ulteriori studi sul linfatico. I risultati di questi nuovi lavori furono pubblicati nella sua più importante opera nel 1653, nella quale egli chiamava i vasi con il termine linfatico.


la controversia tra Bartholin, Pecquet e rudbeck

Ritratto di Olaus Rudbeck, anche chimato Olof Rudbeck il Vecchio (12 dicembre 1630 – 17 settembre 1702) fatto nel 1696 da Martin Mijtens il Vecchio.

Una serie di controversi pamphlet tra Bartholin e Pecquet fu il risultato diretto della pubblicazione di questo lavoro. La presenza, a quel tempo, di un terzo reclamatore dell’onore della scoperta del sistema linfatico non alleviò la situazione.
Olof Rudbeck di Uppsala, il brillante figlio di un vescovo, si accorse, nel 1650, di un fluido biancastro che fluiva dalla vena cava superiore di un bovino macellato. Nel rintracciare la fonte del fluido, egli osservò il dotto toracico. Rudbeck studiò con attenzione il problema durante l’anno successivo e, senza conoscere il lavoro di Pecquet e Bartholin, confermò i risultati di entrambi, e, in aggiunta, riconobbe la presenza del sistema linfatico nei visceri. Egli chiarì in maniera parziale la conoscenza dei canali del fegato e concluse che il fegato non era un organo che produceva sangue. Dopo aver legato i dotti biliari egli osservò che i canali linfatici provenivano, e non giungevano, dal fegato. Il lavoro di Rudbeck fu pubblicato in una monografia nel 1653. Egli aveva mostrato il sistema linfatico alla regina Cristina nell’aprile 1652, ma non prima dell’agosto 1653 venne a conoscenza del lavoro di Bartholin. A sua volta, Bartholin non seppe di Rudbeck prima del Febbraio 1654.


tratto da

History of Medicine“, di C. Mettler, cap. 2


 

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