Il ruolo svolto dai Workshop internazionali di istocompatibilità: dal 1977 al 1984

IL RUOLO SVOLTO DAI WORKSHOP INTERNAZIONALI DI ISTOCOMPATIBILITÀ: DAL 1977 AL 1984

Il settimo workshop sulla istocompatibilità – Oxford (UK) 1977

Julia Gwynaeth Bodmer (nata Pilkington) con il marito e collega Walter Fred Bodmer. Foto di Norman McBeath, scattata il 22 luglio 1998.

Il 7° Workshop sull’Istocompatibilità venne organizzato a Oxford da Walter Bodmer e dalla moglie Julia Bodmer nel settembre del 1977, dove vennero condotte una serie di indagini:
– lo studio sierologico dei “determinanti Ia” (Immune-associated) presenti sui linfociti B ma non sui linfociti T,
– la relazione tra le specificità Ia e i determinanti Dw definiti dal test MLR e Dw omozigote delle cellule di tipizzazione (HTC),
– la continuazione dello studio delle specificità appartenenti ai loci HLA-A, B e C precedentemente definiti e uno studio di un numero limitato di malattie per definire la loro relazione con le specificità HLA-A, B, Dw e/o Ia.
Il Workshop fu diviso in 20 regioni, ognuna delle quali aveva un proprio funzionario regionale e vide la partecipazione di 150 laboratori che analizzarono 360 antisieri su un pannello di 13.000 linfociti che coprivano tutti i principali gruppi razziali del mondo e 54 cellule omozigoti di tipizzazione HTC .
Alla fine, si giunse alla dimostrazione che questi studi sierologici potevano correlare con quelli cellulari. Venne così messa in evidenza, attraverso prove molto convincenti, l’identificazione di sette differenti antigeni sui linfociti B strettamente correlati ai determinanti HLA -Dw 1 -7 e denominati HLA -DRw1 -7, dove DR corrispondeva a D- Related. In aggiunta, si dimostrò l’esistenza di un secondo locus Ia, chiamato MT da alcuni laboratori e MB da altri.
In tal modo, incominciava a chiarirsi il quadro generale della regione cromosomica HLA.


L’ottavo workshop di istocompatibilità: 1980

Paul Ichiro Terasaki (1929-2016)

L’8° workshop sull’istocompatibilità fu organizzato a Los Angeles (USA) da Paul Terasaki per la seconda volta nel febbraio del 1980. Il Workshop vide la partecipazione di 130 laboratori che avevano testato 720 sieri contro 37.763 cellule diverse.
Questi studi permisero di definire più chiaramente il locus HLA-DR fornendo, inoltre, ulteriori chiarimenti sulle specificità “MB” e “MT” definite nel precedente Workshop e codificate dai geni del locus HLA-DQ.
Si analizzò anche una componente cellulare rappresentata da 115 cellule omozigoti, selezionata per testare le cellule di 2.565 individui e 411 famiglie. Poiché si indagò, durante il Workshop, su un gran numero di famiglie, le tabelle di riferimento dei dati preparate dai risultati, che fornivano frequenze geniche, antigeniche e aplotipiche in 34 diversi gruppi etnici, rimasero il punto di riferimento standard per tutto il decennio successivo.
Venne anche dimostrato il ruolo del matching HLA nella clinica del trapianto renale e si posero, inoltre, le basi per gli studi di associazione tra gli Antigeni HLA e la suscettibilità a malattie come il diabete, l’artrite reumatoide e la sclerosi multipla.


Il nono workshop sulla istocompatibilità: 1984

Il 9° workshop sulla conformità fu organizzato da Ekkehard Albert e Wolfgang Mayr a Monaco e Vienna nel maggio del 1984. Esso vide la partecipazione di 220 laboratori , organizzati in 21 regioni in tutto il mondo, che avevano testato 766 sieri contro cellule derivate da 2.300 famiglie.
La grande novità di questo Workshop fu la presentazione delle prime applicazioni di alcune tecniche di biologia molecolare come l’RFLP o “Restriction Fragment Length Polymorphism“, per studiare il polimorfismo HLA a livello del DNA. In questo contesto, si mise in evidenza la potenza e l’utilità di questa tecnologia nella tipizzazione HLA spianando, così, la strada al suo utilizzo nei workshop successivi.
Sulla base dei dati vennero aggiornate in maniera completa 14 specificità del locus HLA-A e B mentre 19 specificità HLA-A, B, DR e DQ ricevettero designazioni provvisorie dall’OMS (esempio, HLA-Aw66, Bw73, DRw13 e DQw3). Inoltre, venne anche definito formalmente il locus HLA-DQ sostituendo le diverse designazioni locali (DC, MB, MT) che erano state utilizzate per descrivere gli alleli codificati dai geni di questo locus.
Anche le indagini sull’associazione tra HLA e la suscettibilità a 14 diverse malattie continuarono e in aggiunta vennero testati per la prima volta anticorpi monoclonali murini anti-HLA come reagenti per la tipizzazione sierologica e descritto il locus HLA-DP, con sei specificità, basato sulla tipizzazione cellulare attraverso cloni di cellule T.


articolo del prof. Sergio Barocci


Bibliografia:
  • Bodmer WF, Batchelor JR, Bodmer JG, Festenstein H, Morris PJ, eds. “Histocompatibility Testing 1977“. Copenaghen: Munksgaard, 1978.
  • Terasaki PI, ed. “Histocompatibility Testing 1980“. Los Angeles: UCLA Tissue Typing Laboratory, 1980.
  • Albert ED, Baur MP, Mayr WR, eds. “Histocompatibility Testing 1984“. Heidelberg: Springer-Verlag, 1984.

 

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