Caspar Bartholin il giovane e le ghiandole che portano il suo nome

Caspar Bartholin il giovane e le ghiandole che portano il suo nome

Genitali femminili esterni e ghiandole del Bartolini.

Caspar Bartholin, detto il Giovane, (latinizzato: Caspar Bartholin Secundus) fu figlio di Thomas Bartholin, conosciuto particolarmente per le sue scoperte sul sistema linfatico. Caspar Bartholin il Giovane nacque a Copenaghen il 10settembre 1655 e morì l’11giugno 1738.

Suo nonno, il padre di Thomas, era Caspar Bartholin, detto il Vecchio (12febbraio 1585 – 13luglio 1629) fu teologo ed anatomista. Il suo lavoro più celebre, “Anatomicae Institutiones Corporis Humani” (1611) è stato per molti anni un libro di testo standard in materia di anatomia. Egli fu il primo a descrivere il funzionamento del nervo olfattivo.

Anche suo zio, Rasmus Bartholin (1625-1698), il fratello minore di Thomas, fu medico e grammatico; studiò a Padova e fu successivamente professore a Copenaghen, prima come grammatico e poi come medico.


carriera

Caspar Bartholin il Giovane: “De ovariis mulierum et generationis historia epistola anatomica“, 1678.

Caspar Bartholin il Giovane (1655-1738).

Caspar Bartholin iniziò i suoi studi di Medicina nel 1671 all’età di 16 anni. Dal 1674 studiò nei Paesi Bassi, Francia ed Italia. Quando tornò in Danimarca nel 1677, fu nominato docente di Filosofia Naturale all’Università di Copenaghen. L’anno seguente si laureò in Medicina e divenne professore ordinario all’Università di Copenaghen.

Nel 1690 lasciò la carriera accademica per diventare giudice dell’alta corte, diventando procuratore generale nel 1719 e deputato alle finanze nel 1724.


le ghiandole del Bartolini

Ghiandole del Bartolini, cisti ed ascesso.

Nel 1677 descrisse le ghiandole che portano il suo nome. Nella sua epistola anatomica inviata nell’anno successivo a Guglielmo Riva, ‘celebre anatomico di Roma‘, Caspar Bartholin scriveva di essersi interrogato su dove provenisse la ‘quantità così copiosa di umore che sgorga nei genitali femminili durante il coito‘.

Attraverso studi di anatomia comparata e rivedendo le ricerche di anatomisti, precedenti e contemporanei, come Niccolò Stenone e Regnier de Graaf, egli era giunto alla scoperta delle ghiandole che porteranno il suo nome.

In modo particolare, riferiva Caspar Bartholin il giovane nella sua lettera a Guglielmo Riva, de Graaf aveva descritto certi dotti che penetrano nell’uretra, ma tali dotti non gli sembravano sufficienti per tale funzione (“Graafius descrive certi dotti che penetrano nella sostanza dell’uretra, che mi parvero non sufficienti per questa funzione”).

Egli ne individuò altri ‘più aperti’ vicino all’uscita dell’uretra e all’apertura della vagina, che credette anch’essi adatti a questa funzione umorale, tanto più che, a ben guardare, sembrano provenire da entrambi i lati da una certa sostanza ghiandolare, strettamente analoga alle prostate degli uomini.

Tali “glandulae” erano appunto le ghiandole del Bartolini.


riferimenti:

 

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