Breve storia dell’Ecstasy

Breve storia dell’Ecstasy

Effetti della MDMA sull’organismo umano.

Si è spesso sostenuto che la MDMA (MetileneDiossiMetamfetAmina) sia stata sintetizzata per la prima volta nel 1891 dal famoso chimico tedesco Fritz Haber (premio Nobel nel 1918 per la Chimica, per aver sintetizzato l’ammoniaca), ma ciò non è vero.
Il brevetto della MDMA, che non è sotto disputa, fu registrato originariamente dalla casa farmaceutica tedesca Merck nel 1912 dopo che questa era stata sintetizzata dal chimico tedesco Anton Kollisch (1888-1916) a Darmstadt qualche anno prima. A quel tempo non era riconosciuta come una droga ma come un intermediario chimico usato nella sintesi di un analogo della “idrastinina“, un farmaco usato per controllare le emorragie.
Nel 1927 il chimico tedesco Max Oberlin (1896-?) usò la MDMA come un mimetico dell’adrenalina poiché il composto ha una struttura chimica simile. Gli studi di Oberlin vennero interrotti per gli eccessivi costi.
L’interesse verso la MDMA riprese nel 1959 allorché venne studiata come possibile stimolante umano per opera del chimico della Merck Wolfgang Fruhstorfer, anche se non è chiaro se il prodotto venne testato sull’uomo.


da possibile farmaco a pericolosa droga

compresse di ecstasy.

La MDMA è stata usata come coadiuvante in psicoterapia nella metà degli anni ’70 in quanto si riteneva che aumentasse la capacità comunicativa del paziente.
Il composto fu classificato come “Class A drug” in Gran Bretagna nel 1977 e come sostanza controllata in “Schedule I” negli USA nel 1985.

I primi studi che fanno riferimento alla chimica, dosaggio, cinetica ed effetti psicotropi sull’uomo da parte della MDMA risalgono al 1978 e sono ad opera del ricercatore statunitense Alexander T. Shulgin (1925-2014) e colleghi. Shulgin riporta che l’unico rapporto tossicologico e comportamentale che coinvolgeva questo composto era uno studio del “Army Chemical Center” condotto negli anni ’50, declassificato nel 1967 e pubblicato nel 1973.


Il report di Shulgin

“Non ci sono notizie sulla sua azione psicofarmacologica nell’uomo, sebbene il composto abbia avuto un utilizzo occasionale ed irregolare nel mercato illecito di droghe di strada. Per questo motivo, se non altro, rientra nell’ambito di competenza dell’Istituto Nazionale per l’abuso delle droghe e una breve descrizione delle proprietà farmacologiche di questo composto nell’uomo sembra essere appropriata. …

All’interno dell’intervallo di dosaggio efficace, 75-150 mg per via orale, gli effetti vengono prima notati molto rapidamente, di solito entro mezz’ora dopo la somministrazione. Nella maggior parte dei soggetti l’apice degli effetti dura da una mezz’ora all’ora. I sintomi dell’intossicazione sono in gran parte dissipati in ulteriori 2 ore tranne una lieve stimolazione simpaticomimetica residua che può persistere per diverse ore aggiuntive. Esistono pochi indicatori fisici di intossicazione e le sequele psicologiche sono praticamente inesistenti. Qualitativamente, la droga sembra evocare uno stato di coscienza alterato facilmente controllato con sfumature emotive e sensuali. Può essere paragonato nei suoi effetti alla marijuana, alla psilocibina priva della componente allucinatoria o a bassi livelli di MDA.”


MDMA, BREVE STORIA DI UNA DROGA

Alexander Theodore “Sasha” Shulgin (Berkeley, 17giugno 1925 – Berkeley, 2giugno 2014) è stato un chimico, biochimico e farmacologo statunitense.

Pur non trovando le sue esperienze con l’MDMA particolarmente potenti, Shulgin rimase colpito dagli effetti disinibitori del farmaco e pensò che potesse essere utile in terapia. Credendo che l’MDMA consentisse ai consumatori di percepire chiaramente il mondo, Shulgin chiamò la droga “finestra“. Shulgin di tanto in tanto utilizzava l’MDMA per relax, riferendosi ad essa come “il mio martini a basso contenuto calorico“, e somministrava il farmaco ad amici, ricercatori e altri che pensava potessero trarne beneficio. Il dott. Shulgin è stato ribattezzato in un articolo del NYT con l’appellativo di ‘dr Ectasy‘. Depressione, sindrome da stress post traumatico, abuso di sostanze, problemi relazionali, sindrome premestruale ed autismo sono tra i vari disturbi psichiatrici che la terapia assistita da MDMA fu utilizzata in quegli anni da psichiatri e medici in generale.


MDMA, una droga

Nei primi anni ’80, quando il mercato ad uso ricreativo si espandeva lentamente, la produzione di MDMA era dominata da un piccolo gruppo di chimici di Boston con una mentalità terapeutica. Avendo iniziato la produzione nel 1976, questo “gruppo di Boston” non riusciva a tenere il passo con la crescente domanda.  Infatti, già dalla seconda metà degli anni settanta, la MDMA iniziò a comparire come droga di moda nei nightclub e discodance statunitensi, e successivamente nei rave party di tutto il mondo. Dopo Boston, la MDMA cominciò ad essere prodotta in laboratori chimici del Texas e successivamente della California.

Il termine “ecstasy” fu coniato in California nel 1984.


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