Breve cronistoria dell’Epilessia

BREVE CRONISTORIA DELL’epilessia

In epoca pre-razionalista ippocratica, l’epilessia, chiamata anche male sacro, viene interpretata come una sorta di castigo divino da espiare per le colpe ed impurità del malato. Gli epilettici sono condannati non solo a patire del proprio male ma anche ad una condanna morale della società.

 
Ippocrate (460-370 ac circa) nel suo libro “Sul Morbo Sacro” equipara questa malattia a tutte le altre: in essa non è vi è nulla di divino e l’epilessia è una patologia naturale come le altre. La causa è dovuta ad un eccesso peccante di uno dei quattro umori: il flegma.
 
Da Ippocrate in poi le interpretazioni ed i tentativi di cura si sprecano: da cause sempre di natura divina con tentativi terapeutici sopranaturali (Il vangelo di Marco racconta di come Gesù liberò il corpo impossessato dai demoni di un bambino affetto dai sintomi dell’epilessia), a tentativi più o meno empirici (somministrazione di erbe curative, polvere di crani umani, fegati di avvoltoio, purghe, salassi, e tanti altri intrugli ancora). 

L’immagine è tratta da un quadro conservato nell’Abbazia di Grottaferrata e mostra S. Nilo da Rossano che guarisce un bambino posseduto (dall’epilessia?) mentre tiene in mano una lampada ad olio, simbolo dell’illuminazione divina.


 
Negli anni venti del novecento, lo psichiatra tedesco Hans Berger (1873-1941) sviluppò l’elettroencefalografia (EEG), che si è mostrato in seguito un fondamentale strumento nella diagnosi delle epilessie.
Nella foto: il primo apparato per EEG utilizzato da Berger con il primo tracciato elettroencefalografico (1926).
 
Intorno agli anni cinquanta del XX secolo iniziò la commercializzazione di una serie di prodotti (fenitoina e valproato di sodio “in primis”) che erano stati scoperti e sintetizzati circa mezzo secolo prima ma la cui efficacia, come antiepilettici, era stata testata solo a partire dagli anni trenta di questo secolo.

L’efficacia antiepilettica della fenitoina fu scoperta grazie alla sperimentazione animale attraverso il lavoro di due neurologi statunitensi, il dottori Hiram Houston Merritt (1902-1979) e Tracy Putnam: le cavie trattate con questi farmaci manifestavano una soglia epilettogena più elevata di quelle non trattate farmacologicamente, quando sottoposte a due test “convulsivanti” (il test di risposta all’elettroshock massimale e la somministrazione sottocutanea di pentilenetetrazolo).


BIBLIOGRAFIA: 

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