Una pioniera della neonatologia: Maria Gomirato Sandrucci

Una pioniera della neonatologia: Maria Gomirato Sandrucci

“Un allarme si diffonde nel pubblico, non solo italiano, ma mondiale. Un eccessivo incremento di prodotti umani teratologici, di neonati mostruosi, viene denunciato dai giornali, dai telegiornali, ma prima di questi da congressi di scienziati clinici, che rimangono obliati. La manifestazione teratologica è denominata focomelia (arti come le foche); ossia le estremità degli arti, mani e piedi sono fissate al tronco, perciò con assenza o marcata riduzione del braccio e avambraccio, e della gamba e della coscia. Alle volte si nota la mancanza completa degli arti (amelia). …

Ora per noi italiani la segnalazione di cinque casi osservati nello spazio di un mese a Torino, fatta dai professori Gomirato Sandrucci e Ceppellini, suscita paure e provoca l’indagine: per l’accertamento della causa, che in verità all’estero era stata già da due anni ricercata e addebitata a un farmaco tranquillante somministrato alle donne gestanti durante i primi due mesi di gravidanza. L’agente causale di tali malformazioni congenite, che hanno provocato drammatici e tragici fatti, è oramai identificato nella talidomide. …”.

Dal resoconto stenografico dell’intervento al Senato della Repubblica italiana del senatore Pasqualino Pasqualicchio nella seduta del 13 settembre 1962.


MARIA GOMIRATO SANDRUCCI

La dottoressa Maria Gomirato Sandrucci in una copertina della rivista ‘TEMPO MEDICO‘ illustrata dal grande vignettista Guido Crepax.

Nata nel 1920, Maria Gomirato Sandrucci è stata una delle prime donne in Italia a ricoprire il ruolo di professore ordinario in una Facoltà di Medicina, con la Cattedra di Clinica Pediatrica presso l’Università di Torino, dal 1966 fino
al 1985.
Era molto interessata ai neonati ‘immaturi‘, come allora erano chiamati i neonati di peso inferiore a 2500 grammi e considerava fondamentale, per questi bambini, l’allattamento al seno o comunque con latte di donna. Fondò nel 1952 la prima banca del latte umano donato in Italia.

Ideò e utilizzò per la prima volta una specifica lampada per la fototerapia nell’ittero neonatale in collaborazione con i suoi allievi (pubblicazioni tra il 1964 e il 1968).
Durante la sua lunga carriera ha promosso lo sviluppo di numerose specialità mediche pediatriche presso l’Ospedale Regina Margherita di Torino, come la cardiologia, la neonatologia e la oncoematologia.


E la luce spegne l’ittero

Nella foto, la dottoressa Maria Gomirato Sandrucci (Torino 1965).

Sandrucci MG, Ansaldi L, Colombo ML: “Effetto della fototerapia nell’ittero neonatale dell’immaturo“.

La luce spegne l’ittero‘: E’ il titolo dell’articolo sulla rivista ‘Tempo Medico‘ n° 50 del Febbraio 1967 p. 34 dedicato all’ittero neonatale e alla fototerapia per ridurlo utilizzata nel reparto della Prof. Maria Gomirato Sandrucci.

L’ittero è la colorazione giallastra della cute, delle sclere e delle mucose dovuta ad un aumento della bilirubina nel sangue, che deriva dalla distruzione dei globuli rossi in eccesso, nel momento della nascita, e dal metabolismo dell’emoglobina che è proprio contenuta nei globuli rossi. Nella maggior parte dei casi questa manifestazione fisiologica è destinata a scomparire nel giro di pochi giorni, alcune volte, però, si potrà rendere necessaria la fototerapia con particolari lampade a determinata lunghezza d’onda e in pochissimi casi anche il cambio totale del volume sanguigno del neonato con la tecnica dell’exanguino-trasfusione.

Nel 1958 Richard J. Cremer e colleghi mostrò come la bilirubina fosse sensibile alla luce e quindi facilmente eliminabile attraverso fegato, circolo entero-epatico e renale. La Prof. Gomirato Sandrucci a Torino, al Centro Immaturi dell’Istituto di Puericultura, sottopose i neonati con elevati valori di bilirubina alla fototerapia, ponendo sopra l’incubatrice un tunnel metallico che erogava luce azzurra attraverso 9 tubi fluorescenti con 2.300 lux totali.


TALIDOMIDE E FOCOMELIA

La Gomirato Sandrucci si occupò dunque di elettrocardiografia infantile e cura dei neonati con ittero.

Maria Gomirato Sandrucci, insieme al genetista Ruggero Ceppellini, fu tra i primi ricercatori a scoprire la correlazione tra talidomide e focomelia. Riprendendo un articolo dal sito cavalierideltao.org, intitolato ‘La Storia della Talidomide‘:

‘I professori Maria Gomirato Sandrucci, direttore dell’Istituto di Puericultura, e Ruggero Ceppellini direttore dell’Istituto di Genetica medica dell’Università di Torino, il 15 giugno 1962 avevano letto all’Accademia di Medicina della stessa città una comunicazione nel corso della quale dichiaravano: “Nella nostra casistica degli anni passati non sono mancati casi di amelia e di focomelia che sono giunti alla nostra osservazione col ritmo di un caso ogni due anni. Data questa rarità siamo stati colpiti dal fatto che in poco più di un mese (dal 7 aprile al 16 maggio di questo anno), siano stati ricoverati presso il Centro Immaturi della nostra Clinica ben cinque neonati amelici e focomelici provenienti da Torino e da fuori Torino.
Sei mesi dopo gli stessi autori pubblicavano una più ampia e dettagliata relazione sugli stessi casi che intanto erano saliti a 7, a conclusione di una documentata ed attenta disamina di tutte le possibili cause che avrebbero potuto spiegare così eccezionale frequenza di una malformazione congenita tanto rara’.

Maria Gomirato Sandrucci è morta nel marzo 2009.


Riferimenti:

Articolo tratto dai post di Domenico Dentico


 

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