Ruggero Ceppellini, un grande genetista italiano

Ruggero Ceppellini, un grande genetista italiano

Ruggero Ceppellini (1917-1988)

Ruggero Ceppellini è stato uno dei genetisti più geniali e originali degli anni ’60 del secolo scorso. I suoi straordinari contributi alla genetica dei gruppi sanguigni, agli allotipi delle Immunoglobuline, allo sviluppo del sistema HLA e della sua nomenclatura e l’introduzione del termine “aplotipo“, hanno incarnato lo studio dell’immunogenetica.
Ruggero Ceppellini nasce a Milano il 19gennaio del 1917.

Dopo aver frequentato il Liceo Giovanni Berchet di Milano e aver conseguito la maturità all’età di diciotto anni nel 1935, si iscrive alla Facoltà di Medicina ma riesce a completare gli studi solo alla fine della 2° guerra mondiale, dove viene fatto prigioniero degli inglesi e utilizzato come interprete.


EMATOLOGO E GENETISTA

Ruggero Ceppellini.

Dopo aver conseguito la laurea, R. Ceppellini lavora come ematologo alla Banca del sangue e al Laboratorio di Immunologia dell’Università Statale di Milano sino al 1952, occupandosi in particolare degli antigeni del sistema Rh.

Successivamente, si trasferisce all’Istituto di Genetica dove collabora non solo con il genetista Luigi Luca Cavalli-Sforza (Genova, 25gennaio 1922 – Belluno, 31agosto 2018) che gli fa ottenere un incarico all’Istituto Sieroterapico Milanese ma anche con Claudio Barigozzi (Milano 1909 – Lecco 5agosto 1996), docente alla Statale di Milano dal 1948, che lo inizia alla carriera accademica in Genetica Umana.


IMMUNOGENETICA

Durante quel periodo, unendo la sua esperienza di ematologo con lo studio dei geni, contribuisce allo sviluppo dell’immunogenetica, che all’epoca è definita come “l’arte di studiare geneticamente determinati polimorfismi con tecniche immunologiche” mentre ora si interpreta meglio come “lo studio del controllo genetico di componenti del sistema immunitario”.
Nel 1954 pubblica alcuni importanti lavori, tra cui una ricerca sulla genetica delle popolazioni dove estende il concetto di linkage cioè di geni associati alla genetica umana. Grazie a quegli studi viene invitato a lavorare nell’Institute for the Study of Human Variation della Columbia University di New York sotto l’influenza del genetista statunitense Leslie Clarence Dunn (1893-1974).


tra l’italia e gli stati uniti

Copia introduzione di un articolo intitolato ‘Genetics of Leukocyte Antigens: a family study of segregation and linkage‘.

Rientrato in Italia, nel 1958 diventa docente di Genetica Umana all’Università di Torino e in quell’Istituto contribuisce a fondare l’immunogenetica dei trapianti.
A partire dagli anni ’60 entra a far parte del gruppo di immunologi insediato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) per riscrivere la nomenclatura delle immunoglobuline e nel 1962, insieme alla Dott.ssa Maria Gomirato Sandrucci, descrive i primi casi italiani di focomelia legati al farmaco talidomide, la cui teratogenicità non era stata testata adeguatamente e il farmaco viene ritirato successivamente dal commercio nello stesso anno.
La sua fama diventa così tale che dagli U.S.A. giungono nel suo laboratorio dal 1966 al 1968, alcuni ricercatori tra cui Barry Kahan che diventerà, in seguito, direttore della Divisione di Immunologia e Trapianti dell’Università del Texas e autore della scoperta del Fingolimod (FTY720) promettente farmaco immunosoppressivo nella terapia per sclerosi multipla e originariamente proposto, anche, come anti-rigetto, indicato nel decorso del post-trapianto.


fondazione della Società Italiana dei trapianti d’organo

Copertina della rivista “TEMPO MEDICO“, disegnata dal grande fumettista Guido Crepax, del 25 settembre 1963.

Il FTY720 è un farmaco derivato dal myrocin (ISP-1) un metabolita fungino che si lega al recettore 1 della sfingosina -1 fosfato inducendo i linfociti a rimanere nei linfonodi impedendo loro di migrare nel SNC e nel midollo spinale
Nel 1966 R. Ceppellini partecipa alla fondazione della Società Italiana dei Trapianti d’Organo (SITO) e nel 1967 aderisce al gruppo dell’Unione Italiana per la lotta alla Distrofia Muscolare.
Nello stesso anno pubblica una serie di ricerche sulle molecole HLA coinvolte nel fenomeno del rigetto dei trapianti, che lo portano ad essere considerato uno dei principali pionieri in questo campo, organizzando, inoltre, a Torino il 3° Workshop Internazionale sull’Istocompatibilità. E’ proprio durante questo workshop che introduce per la prima volta il termine “ aplotipo” oggi largamente utilizzato dai genetisti di tutto il mondo per indicare un insieme di alleli trasmessi da un gamete su un singolo filamento cromosomiale (ossia ereditati da un solo genitore).


RICONOSCIMENTI

Pur impedito da problemi di salute, continua negli anni ’70 a lavorare in diverse sedi, tra cui l’industria farmaceutica svizzera Hoffman-LaRoche, dove indirizza le sue ricerche sugli allora sconosciuti anticorpi monoclonali, rendendosi conto della loro importanza nell’ applicazione al sistema HLA.
Tra i numerosi premi vinti a livello nazionale ed internazionale, da menzionare è il Premio Antonio Feltrinelli per la Medicina, che gli viene assegnato nel 1984 dall’Accademia dei Lincei.
Candidato più volte al Nobel, muore il 5giugno del 1988 colpito da un carcinoma polmonare, mentre era impegnato in un progetto di ricerca sull’AIDS.


CEPPELLINI LECTURE E MEDICAL AWARD

Ruggero Ceppellini

A livello internazionale Ruggero Ceppellini è ritenuto uno tra i più geniali immunoematologi e immunogenetisti della sua epoca: la dimostrazione che gli antigeni rivelati da reazioni sierologiche erano controllati da un sistema genetico altamente polimorfico rappresenta senza dubbio il suo trionfo.

A lui, infatti, è intitolata la Scuola Superiore di Immunologia di Napoli e all’EFI (European Federation for Immunogenetics) in suo onore e memoria ogni anno viene organizzata la “Ceppellini Lecture”, un incontro con uno scienziato particolarmente meritevole che abbia fornito un importante contributo all’immunogenetica. La prima “Ceppellini Lecture” è stata tenuta nel 1988 dal defunto fondatore di EFI, Jon van Rood.
Dal 2007 inoltre, la Fondazione Internazionale di Ricerca in Medicina Sperimentale di Torino assegna il premio “Ruggero Ceppellini Torino Medical Award” come riconoscimento tangibile a ricercatori che hanno esercitato un ruolo ponte tra la ricerca medica di base e le terapie.


Bibliografia:

Articolo del prof. Sergio Barocci


 

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