Un pioniere dell’anatomia cardiocircolatoria e neurologica: Raymond Vieussens

Un pioniere dell’anatomia cardiocircolatoria e neurologica: Raymond Vieussens

Ritratto di Raymond Vieussens (circa 1635 -16 agosto 1715)

Raymond Vieussens (circa 1635-16 agosto 1715) fu un anatomista francese. C’è incertezza riguardo all’anno esatto della sua nascita, dal momento che alcune fonti la collocano fino al 1641. Egli studiò Medicina all’Università di Montpellier, dove si laureò nel 1670. Successivamente diventerò capo medico presso l’Hôtel Dieu Saint-Eloi di Montpellier.

Vieussens è ricordato per il suo lavoro pionieristico nel campo della cardiologia e per i suoi studi anatomici sul cervello e sul midollo spinale. Egli considerava il grande anatomista inglese Thomas Willis (1621-1675) come una delle personalità di maggior influenza nella sua carriera. Vieussens è considerato il primo anatomista a fornire descrizioni accurate del ventricolo sinistro e di diversi vasi sanguigni del cuore.


un grande anatomista

Figure anatomiche cardiache prese dal “Traité nouveau de la structure et des causes du mouvement naturel du coeur” di Vieussens (1715).

Egli fu anche stato il primo medico a fornire una descrizione completa della stenosi mitralica, nonché di altri tipi di malattie cardiache e disturbi circolatori. Vieussens fornì una prima descrizione del ‘centro semiovale‘ del cervello, che a volte viene definito “centrum di Vieussens“. Questa struttura è anche conosciuta come “centrum di Vicq d’Azyr“, dal nome del grande anatomista francese Félix Vicq-d’Azyr (1746–1794), che fornì una descrizione successiva più dettagliata. Diverse altre strutture anatomiche prendono il nome da Vieussens, tuttavia sono state in gran parte sostituite dalla nomenclatura clinica. Questi includono la “valvola di Vieussens” (velo midollare superiore), il “ventricolo di Vieussens” (cavità del setto pellucido), “l’ansa di Vieussens” (l’ansa della succlavia), i “gangli di Vieussens” (gangli celiaci), “l’istmo di Vieussens” (il lembo della fossa ovale) e  le “vene di Vieussens” (vene cardiache innominate o brachiocefaliche).


tra cuore e cervello

Frontespizio del ‘Neurographia Universalis’ (1684) di Raymond Vieussens con ritratto dell’autore.

Vieussens fornì anche una prima descrizione delle minuscole aperture delle vene nell’atrio destro del cuore che sono conosciute come “foramina di Vieussens“, o ‘foramina venarum minimarum’, oppure anche “vene minime di Tebesio” dal nome dell’anatomista tedesco Adam Christian Thebesius (1686–1732), Un’altra importante scoperta che prende il suo nome nel campo della cardiologia è la ‘collaterale di Vieussens‘, che è una relazione arteriosa tra la parte prossimale dell’arteria coronaria destra e l’arteria diagonale dell’arteria coronaria discendente sinistra. Questo apporto di sangue collaterale riduce l’ischemia e protegge quella parte del miocardio dalla necrosi completa in certi casi di infarti del miocardio.


le sue opere

Una tavola anatomica tratta dal ‘Neurographia Universalis’

Tra le sue opere scritte ricordiamo “Neurographia universalis“, un’opera giovanile, pubblicata nel 1684, sulla neuroanatomia e nota anche per le sue eccellenti illustrazioni fatte ad incisione in rame; il  “Novum vasorum corporis humani systema“, del 1705, un importante trattato di anatomia e malattie del cuore, oltre al “Traité nouveau de la structure et des causes du mouvement naturel du coeur“, del 1715, anno della sua morte.

Durante la sua vita, Vieussens fu noto per le sue opinioni controverse sulla fisiologia umana. Tuttavia, queste teorie sono in gran parte di natura metafisica e hanno un’importanza minore dal punto di vista scientifico.


contributi alla circolazione coronarica

Raymond Vieussens portò notevoli contributi alla descrizione della circolazione coronarica. La più importante fu probabilmente la sua esposizione della circolazione intramurale. Egli iniettò le arterie e vene coronariche con mercurio e colorante, e notò che tali materiali passavano direttamente nelle camere cardiache attraverso piccole aperture dell’endocardio, confutando così l’asserzione del grande anatomista inglese Richard Lower (1631-1691) secondo cui l’endocardio era un rivestimento impermeabile. Tebesio confermò la presenza di tali aperture nel 1708 (due anni dopo di Vieussens) utilizzando la stessa tecnica di iniezione. Tali aperture si chiamano oggi “vasi di Tebesio”, e l’insieme dei vasi drenati forma la cosiddetta circolazione di Tebesio.


la diatriba tra Vieussens e Tebesio

Flusso ematico nelle vene di Tebesio secondo lo schema di Joseph T. Wearn, 1928.

Vieussens pensava che questi orifizi endocardici fossero collegati alla circolazione arteriosa, mentre Tebesio era dell’idea che essi comunicassero con le vene. Il ruolo svolto dai vasi che Vieussens e Tebesio avevano descritto divenne argomento di numerosi studi fino al XX secolo. Solo nel 1928, il ricercatore statunitense Joseph T. Wearn svelò in maniera affidabile, sempre con tecniche di iniezione in studi necroscopici, come i capillari miocardici defluiscono nelle vene di Tebesio, anche se in certe condizioni l’afflusso di sangue alle vene di Tebesio può avvenire direttamente dal flusso arterioso. Insomma, a quanto pare la diatriba tra Viesseuns e Tebesio in qualche modo continua…


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