Theodor Boveri e la teoria cromosomica del cancro

THEODOR BOVERI E LA TEORIA CROMOSOMICA DEL CANCRO

Il cancro (chiamato karcinoma da Ippocrate) ed in qualche modo identificato come un eccesso di bile nera da parte di Galeno, inizia a diventare un’entità nosologica a sè stante tra la fine dell’ottocento ed i primi decenni dell’ottocento.
In particolare, riguardo alla sua genesi, tre ipotesi prendono sempre più corpo:

  •  la teoria genetica, secondo cui il cancro è la conseguenza di un’aberrazione interna alle informazioni del corredo cromosomico.
  • la teoria infettiva, secondo cui il cancro è determinato da agenti biologici esterni come i virus ed i batteri.
  • la teoria espositiva, secondo cui cancro è correlato all’esposizione di fattori esogeni dannosi come radiazioni, fumo, ecc.

Mentre queste teorie battagliavano tra loro, negli anni ’40 e ’50 del novecento, nasceva per conto suo, figlia del semplice empirismo farmacologico l’oncologia clinica.


THEODOR BOVERI

Theodor Heinrich Boveri (12 ottobre 1862 – 15 ottobre 1915)

Il tedesco Theodor Boveri , allievo del grande Rudolf Virchow (13 ottobre 1821 – Berlino, 5 settembre 1902) , si dedicò allo studio delle uova di ricci di mare che raccoglieva sulle spiagge battute dal vento vicino a Napoli.

Boveri notò che l’uovo si divide e fornisce metà del suo materiale nucleare a quelli che definì “due corpi polari”. In questo modo ogni cromosoma risulta diviso a metà e poi ricompletato con mezzo cromosoma di provenienza spermatica che si aggiunge alla fecondazione. Nel 1888 coniò il concetto di centrosoma e ne dimostrò la sua funzione nello sviluppo dell’uovo fecondato. Nel 1900 motivò con il biologo statunitense Walter Sutton (5 aprile 1877 – 10 novembre 1916)  la teoria cromosomica dell’ereditarietà. In conclusione dei questi studi egli capì che dal punto di vista morfologico i cromosomi sono “elementi organizzati autonomamente nella cellula” e passano da questa alle cellule figlie e da un individuo alla sua discendenza.


boveri ed i tumori

Theodor Boveri dimostrò che la fertilizzazione multipla – che egli riuscì ad ottenere, nonostante la stretta monogamia delle uova dei ricci di mare – portava rapidamente al caos cromosomico.
I cromosomi, concluse Boveri, dovevano portare informazioni vitali per lo sviluppo e la crescita corretta delle cellule.
Questa conclusione gli permise di fare un’ipotesi audace sulla radicale anomalia delle cellule tumorali: visto che le cellule tumorali mostravano sorprendenti aberrazioni nei cromosomi, queste aberrazioni potevano essere la causa della crescita patologica caratteristica del cancro.


tratto da:

  • L’Imperatore del Male. Una Biografia del Cancro“, di S. Mukherjee.
  • Roy Porter, “Dizionario Biografico della Storia della Medicina e delle Scienze Naturali“, Tomo A-E, Franco Maria Ricci Editore, Milano 1985,

 

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