La ‘Fly Room’, una stanza in cui i geni trovarono casa

LA “FLY ROOM”, UNA STANZA IN CUI I GENI TROVARONO CASA

La ‘Fly Room’ alla Columbia University.

Nella “Fly Room (La Stanza dei Moscerini), alla Columbia University di New York, il genetista e biologo statunitense Thomas Hunt Morgan e colleghi studiarono, dal 1908 in poi, sulla Drosophila Melanogaster (il moscerino della frutta) le leggi dell’ereditarietà di Mendel e scoprirono che tali caratteri genetici erano contenuti all’interno di quei corpi colorabili che erano stati chiamati cromosomi.
In un suo articolo pubblicato su Science nel 1911, Morgan concluse che i caratteri genetici erano contenuti all’interno dei cromosomi, e che alcuni caratteri ereditari erano collegati ai cromosomi sessuali. 


l’esperimento di Morgan

Thomas Hunt Morgan (22 settembre 1866 – 4 dicembre 1945) https://www.genetics.org/content/181/3/841

Morgan e colleghi scelsero appunto il moscerino della frutta come oggetto dei loro studi in quanto esso presentava soltanto quattro paia di cromosomi e la loro riproduzione è notevolmente rapida. Il primo passo di questo esperimento fu individuare la caratteristica peculiare della Drosophila: grandi occhi di un rosso brillante. Iniziarono l’esperimento effettivo incrociando gli stessi moscerini fra loro e, un giorno, dopo varie generazioni, comparve un moscerino che presentava occhi bianchi. Il soggetto, classificato come “mutante”, venne fatto incrociare con una femmina con occhi rossi e, di conseguenza, tutta la generazione F1 nacque con gli occhi rossi.

Dunque il fenotipo “occhi bianchi” sembrava essere recessivo. Morgan poi incrociò tra loro i moscerini della generazione F1, tuttavia nella generazione F2 i dati furono diversi dalle aspettative, in quanto non si manifestò il rapporto atteso (3:1) tra i fenotipi dominante e recessivo. Inoltre tutti gli individui con gli occhi bianchi erano maschi.


LA SCOPERTA DEI CROMOSOMI SESSUALI

Sulla base degli esperimenti effettuati venne formulata la seguente ipotesi:

“il gene codificante per il colore degli occhi è presente solo sul cromosoma sessuale femminile X e che il locus White (presente solo nel cromosoma Y) inibisce la produzione dei pigmenti degli occhi”.

Venne pertanto dimostrato che certi caratteri ereditari dipendono dal sesso, cioè che i geni che li determinano si trovano sui cromosomi sessuali.
Un suo allievo, Alfred Sturtevant, nel 1913 sviluppò la prima mappa genetica.


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