Perle cliniche sull’aneurisma dell’aorta addominale

PERLE CLINICHE SULL’ANEURISMA AORTA ADDOMINALE E L’APPROCCIO IN RIPARAZIONE ENDOVASCOLARE

Riparazione endovascolare di Aneurisma Aorta Addominale

Fattori di rischio associati all’Aneurisma dell’Aorta Addominale (AAA) sono età adulta, sesso maschile e familiarità alla patologia.
L’ultasonografia è la metodica primaria usata per lo screening dell’aneurisma dell’aorta addominale. La TC e la Risonanza Magnetica dovrebbero essere riservati alla fase pre-intervento. Nella maggioranza dei casi gli aneurismi non dovrebbero essere trattati profilatticamente almeno che non abbiano un diametro di almeno 5,5 cm. Gli aneurismi sintomatici dovrebbero essere trattati immediatamente.
Al momento sono disponibili due approcci di riparazione: la chirurgia a cielo aperto (disponibile dagli anni cinquanta del novecento) e la riparazione endovascolare (eseguita la prima volta nel 1987).


riparazione endovascolare

AAA

La riparazione endovascolare è un approccio meno invasivo, con l’introduzione intraluminale di un stent rinfoderato attraverso le arterie iliache e femorale; gli stent funzionano come una custodia che passa attraverso il sacco aneurismatico, ancorando l’aorta normale al di sopra dell’aneurisma e le arterie iliache sotto l’aneurisma.
Per essere conforme alla riparazione endovascolare, il paziente deve avere un’anatomia appropriata, incluso avere vasi iliaci di sufficienti dimensioni che permettano l’introduzione del graft ed un colletto aortico che consenta al graft prossimale di essere ancorato senza coprire le arterie renali. Questa tecnica attualmente è eseguita in più del 75% dei pazienti sottoposti ad intervento per AAA.
La riparazione endovascolare conferisce una maggiore sopravvivenza iniziale, rispetto all’intervento di chirurgia a cielo aperto, che scompare dopo i tre anni. Negli 8-10 anni la sopravvivenza, tra le due procedure, è sovrapponibile.


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