L’arte al servizio dell’anatomia: Gaetano Zumbo

L’ARTE AL SERVIZIO DELL’ANATOMIA: GAETANO ZUMBO

Gaetano Zumbo: Teatrino con il Morbo Gallico, danneggiato.

👉 Gaetano, nato Zummo dal nome della madre, ebbe i natali a Siracusa nel 1656. Egli fu uno dei più grandi ceroplasti di quel secolo.
Abate per necessità, per ottenere la prebenda ecclesiastica, dell’ordine dei Gesuiti, dopo i primi studi a Napoli frequentò la scuola di anatomia a Bologna.


in toscana e liguria

Gaetano Zumbo: Teatrino con il Morbo Gallico (particolare con naso “a sella” di soggetto sifilitico).

👉 Dal 1691 al 1695 Gaetano Zumbo fu al servizio del granduca Cosimo III de’ Medici, dove realizzò alcune delle sue opere più strabilianti sui vari stadi della morte e della decomposizione dei cadaveri umani (chiamate Teatrini), conservate al Museo della Specola di Firenze. A Firenze resta anche una sua testa scorticata di eccezionale realismo. Alcuni suoi lavori furono distrutti dall’alluvione del 1966.
👉 Dalla Toscana si trasferì a Genova, in cui lavorò per quattro anni ad una Natività e una Deposizione dalla Croce, perdute, ma soprattutto si occupò di preparati anatomici assieme al chirurgo francese Guillaume Desnoues.
Desnoues avrebbe fornito le dissezioni, che Zumbo avrebbe ricreato in cera colorata con dettagli sorprendenti. La coppia non funzionò e si sciolse come cera fusa. Dopo la lite Desnoues vantò i lavori come suoi.
👉 Nel 1700 si trasferì a Marsiglia, dove l’Intendente Generale delle Gallerie di Francia gli mise a disposizione un chirurgo per preparare le dissezioni di teste a suo uso.


in francia

Testa anatomica creata da Gaetano Zumbo.

👉 Nel maggio del 1701 giunse a Parigi e qui trasformò il suo cognome in Zumbo.
Vi era stato invitato dalla “Académie Royale des Sciences” per mostrare una sua testa anatomica. Il re Sole, Luigi XIV gli concesse il monopolio delle preparazioni anatomiche e il permesso di svolgere pubbliche lezioni di anatomia.
Ma la morte improvvisa lo colse in quello stesso anno, il 22dicembre, forse a causa della tubercolosi. Egli fu sepolto a Saint-Sulpice, ma la sua tomba fu distrutta durante la rivoluzione francese.
👉 Il marchese de Sade vide i Teatrini di Zumbo in visita a Firenze nel 1775, e li cita nel suo romanzo “Juliette” (1797):

“Così potente è l’impressione prodotta da questo capolavoro che anche mentre lo guardi i tuoi altri sensi sono toccati, gemiti udibili, arriccia il naso come se potessi percepire i cattivi odori della mortalità.”


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