La morte della principessa Carlotta di Galles

TRAGEDIE REALI: LA MORTE DELLA PRINCIPESSA CARLOTTA DI GALLES

Carlotta Augusta del Galles (Londra, 7 gennaio 1796 – Esher, 6 novembre 1817)

Carlotta Augusta del Galles, nata a Londra nel 1796 fu l’unica figlia del sovrano britannico Giorgio IV, al tempo ancora principe del Galles, e di Carolina di Brunswick. Se fosse sopravvissuta al nonno, re Giorgio III, ed a suo padre, sarebbe diventata regina del Regno Unito.
Carlotta nel 1816 sposò Leopoldo di Sassonia. Sembrò da subito un matrimonio felice e la principessa rimase incinta ben presto.
Ma la sorte fu maligna. E non solo per lei.
Il 3 novembre 1817 si ‘ruppero le acque’ della principessa. Iniziò il travaglio sotto la supervisione dell’ostetrico reale, sir Richard Croft, ex allievo del grande chirurgo John Hunter. La prima fase del travaglio durò 26 ore. L’ostetrico comprese che si trattava di un parto complicato e ne individuò la causa nel malposizionamento del feto, che, a suo giudizio, si trovava in posizione trasversa.
Ovviamente di eseguire un taglio cesareo non se ne discuteva minimamente: di quei tempi avrebbe significato la morte della principessa.


la triplice tragedia ostetrica

Sir Richard Croft (9 gennaio 1762 – 13 febbraio 1818).

La seconda fase del travaglio durò 24 ore, ma il figlio partorito da Carlotta era nato morto.
Cinque ore dopo il parto morì anche la principessa, probabilmente a causa di un’emorragia post-partum (o un’embolia polmonare). Era il 6 novembre 1817.
Venne eseguita un’autopsia, ordinata dal re, che sollevò l’ostetrico da colpe.
Il 13 febbraio 1818 Richard Croft si suicidò con un colpo di pistola. Vicino al suo corpo fu trovato una copia di un’opera di Shakespeare che riportava la frase “Bel signore, che Dio ti salvi! Dov’è la principessa?
La vicenda della gravidanza della principessa Carlotta è nota come nella storia medica come “la triplice tragedia ostetrica“.
Essa cambiò le vicende reali inglesi portando ad una serie di eventi che produrranno la nascita e l’incoronazione della regina Vittoria (1819-1901).


RIFERIMENTI:

Pubblicato su Facebook dal dott. Concetto De Luca


 

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