Un pioniere della ricerca applicata all’anatomia ed alla chirurgia: John Hunter

UNA LEGGENDA DELLA CHIRURGIA: JOHN HUNTER

John Hunter(Long Calderwood, 13 febbraio 1728 – Londra, 16 ottobre 1793) by John Jackson.

Nasceva in Scozia Il 13 febbraio 1728 John Hunter, noto per essere stato fautore della necessità di fondare la chirurgia sulla ricerca e sulla sperimentazione. Egli eseguì numerosi importanti studi nei campi della biologia, dell’anatomia, della fisiologia e della patologia.
A lui è attribuita la prima fecondazione artificiale della storia. Studiò malattie come sifilide e blenorragia con un celebre autoesperimento.

In una pagina che cerca di screditare i suoi lavori e la sua figura (non capisco il perchè) ho trovato questo commento che per me è al contrario straordinario, da vero pioniere emerito della Medicina:

La dissezione era una esperienza sensoriale completa per lui: oltre al terribile odore e alla necessità di fare osservazioni dettagliate, Hunter annotava perfino il sapore dei corpi: i succhi gastrici erano “leggermente salati o salmastri” e lo sperma era “un tipo di sostanza insipida; ma quando tenuto in bocca per un po’ di tempo, produce una sensazione di calore simile a quella delle spezie”


tratto da:

ESPERIMENTO DI RIANIMAZIONE CARDIO-POLMONARE ESEGUITO DA JOHN HUNTER

“Venivano utilizzati un paio di doppi mantici, costruiti in modo che, mentre uno spingeva aria fresca nei polmoni, l’altro aspirava l’aria che era stata appena insufflata, senza che le correnti si mischiassero tra loro.
La bocca di questi mantici era fissata nella trachea di un cane e, una volta attivati, l’animale restava perfettamente in vita. Mentre proseguiva questa respirazione artificiale asportai lo sterno del cane ed esposi cuore e polmoni; il cuore continuò ad agire come prima mentre la frequenza della sua azione era considerevolmente aumentata.
A quel punto stoppai il movimento dei mantici ed il cuore divenne gradatamente più debole e meno frequente nella contrazione.
Dopo aver ripristinato l’operazione il cuore iniziò a muoversi nuovamente, all’inizio debolmente e con lunghe pause, ma continuando il respiro artificiale il movimento riprese la frequenza e la forza iniziale.
Ripetei tale processo per dieci volte nello stesso cane, con interruzioni di 5, 8 o 10 minuti. Osservai che per ogni interruzione del lavoro dei mantici il cuore diventava estremamente turgido ed il sangue del lato sinistro diventava scuro come quello del lato destro, diversamente da quanto accadeva mentre i mantici erano in movimento.
Queste situazioni dell’animale mi parevano simili all’annegamento.”


TRATTO DA:
  • Proposal for the recovery of people apparently drowned“, 1776, di John Hunter (1728-1793)

 

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