La donna che volle diventare medico: Sophia Jex-Blake

LA DONNA CHE VOLLE FORTISSIMAMENTE DIVENTARE MEDICO: Sophia Jex-Blake

«Not me, but us»

(Sophia Jex-Blake)


sete di conoscenza

Sophia Louisa Jex-Blake (21 January 1840 – 7 January 1912) . Ritratto di Samuel Laurence, 1865.

Sophia Jex-Blake nacque ad Hastings, in Inghilterra il 21 gennaio 1840, figlia di un avvocato in pensione Thomas Jex-Blake, e Mary Cubitt. Frequentò varie scuole private nel Sud dell’Inghilterra e nel 1858 fu immatricolata al ‘Queen’s College’, una scuola femminile di formazione per insegnanti a Londra. Dopo soli due mesi che si trovava al Queen’s, ricevette l’offerta di fare da tutor in matematica, ruolo che ricoprì fino al 1861. Oltre a questo lavoro, si dedicò anche all’insegnamento della contabilità presso la “Society for the Employment of Women”.
Nel 1861 fu ammessa ad Edimburgo nella ‘Edinburgh Ladies Education Association’.

Elizabeth Garret, che Sophia aveva già conosciuto a Londra, era lì ad introdurre gli insegnamenti medici nell’Università. La Jex-Blake la supportò in questo impegno frustrante, imparando le difficoltà che si presentavano alle aspiranti donne medico specie dopo la stipulazione del “Medical Act” del 1858.


in viaggio per il mondo

targhetta commemorativa di Sophia Jex-Blake (posta dall’Università di Edimburgo)

Nel 1862 Sophia fece un viaggio in Germania per studiare il sistema educativo di quello stato e fu assunta come insegnante al “Gran Ducal Institute for Women” a Mannheim, dove rimase solo un anno per poi tornare a casa.
Nel 1865 Sophia partì alla volta degli Stati Uniti per imparare di più circa il sistema educativo statunitense.

Visitò varie scuole e fu fortemente influenzata dagli sviluppi della co-educazione negli U.S.A. pubblicando difatti in un secondo momento “A Visit to Some American Schools and Colleges”.


un’esperienza formativa

Sede della “Edinburgh University”.

Al “New England Hospital for Women and Children” di Boston incontrò una delle donne pioniere della medicina, Lucy Sewall. L’amicizia tra le due fu importante in quanto avvicinò Sophia al mondo medico: pur non avendo nessun tipo di formazione medica, lavorò in ospedale gestendo la contabilità e la farmacia e imparando numerosi lavori ospedalieri in particolare quelli legati alle malattie delle donne. Fu proprio questa esperienza a far sì che la Jex-Blake intraprendesse la carriera medica.
Fece domanda di assunzione ad Harvard nel 1867 con Susan Dimock, una tirocinante del New England Hospital, ma fu respinta.


la battaglia per diventare un medico

targa commemorativa della battaglia di Sophia Jex-Blake (insieme ad altre sei studentesse) per poter diventare un medico.

L’anno seguente nonostante il desiderio di frequentare il nuovo college medico fondato da Elizabeth Blackwell a New York dovette rientrare in Inghilterra a causa della morte di suo padre. Dal momento che nessuna scuola medica inglese era pronta ad accettare studentesse di sesso femminile, lottò duramente per persuadere la “Edinburgh University” ad ammetterla finalmente nel 1869.

In questo anno la sua composizione “Medicine as a profession for women” comparve nel libro edito da Josephine Butler: “Women’s Work and Women’s Culture“. In esso Sophia discuteva sul fatto che le donne medico erano necessarie per “coloro del loro stesso sesso che ne avessero bisogno”: non smise mai di pensare che il suo ruolo di donna medico era di curare le altre donne e i loro bambini.


contro la misoginia all’interno della Edinburgh University

Il gruppo delle ‘The Edinburgh Seven’ capeggiate da Sophia Jex-Blake.  https://www.headstuff.org/history/terrible-people-from-history/sophia-jex-blake-ground-breaking-doctor-teacher/

Dopo un ripensamento circa l’ammissione di Sophia Jex-Blake, nel 1870 Sophia e altre donne firmarono l’immatricolazione alla Edinburgh University, sebbene fossero loro stesse a finanziare le lezioni che ricevevano separatamente dagli altri studenti. Nonostante i diversi sostenitori, incontrarono molte opposizioni dai docenti, dagli studenti e dalla gente della città. Nel novembre di quello stesso anno il conflitto si trasformò addirittura in rissa perché alle ragazze era negato completare la loro carriera medica. Finalmente la loro lotta (il gruppo, capeggiato da Sophia Jex-Blake fu ribatezzato ‘The Edinburgh Seven‘) arrivò in Parlamento, grazie ad un solidale deputato, Russell Gurney, che propose un disegno di legge che permettesse a tutte le scuole della Gran Bretagna di ammettere le donne e consentire loro di ottenere il certificato di laurea.


Fino alla vittoria

Sophia Jex-Blake

La prima organizzazione a trarre vantaggio della nuova legge fu il “College of Physicians of Ireland“, ma prima che la Jex-Blake si rivolgesse ad essi, passò l’esame all’Università di Berna dove le fu conferita la laurea in Medicina nel 1876. Nel 1877 ebbe ulteriori successi a Dublino, dove ottenne la qualifica di “Diplomata del King’s and Queen’s College dell’Irlanda” il che equivaleva a dire il poter finalmente iscriversi al General Medical Council, diventando la terza donna medico registrata nel paese.
Nel 1874 Sophia ebbe il ruolo di cofondatrice, insieme ad Elizabeth Garrett Anderson, della “London School of Medicine for Women”.

Ad Edimburgo dove aprì una piccola clinica per le donne povere che, nel 1885, con l’aggiunta di alcuni letti, divenne l’Edinburgh Hospital and Dispensary for Women and Children. Sophia rimase un’attiva sostenitrice delle studentesse di Medicina, che erano ancora costrette a frequentare classi separate alla Edinburgh University.


DOTTORESSA E SOSTENITRICE DEI DIRITTI DELLE STUDENTESSE

La sua tenacia e determinazione la portarono nel 1886 a fondare la “Edinburgh School of Medicine for Women“, diretta e gestita interamente da lei. Sophia si impegnò affinché il Leith Hospital accogliesse le sue studentesse al fine di poter dare loro una preparazione completa e, per di più, nel 1888 fu riconosciuta come docente di Ostetricia e Malattie delle donne. L’apertura di due nuovi college a Glasgow portò via una buona parte delle studentesse.
Ma nel 1892 finalmente la Edinburgh University aprì le sue porte alle donne e nel 1894 ad esse fu concesso di laurearsi nella Facoltà di Medicina.
Nei suoi ultimi anni soffrì di numerosi attacchi di cuore che la portarono alla morte il 7 gennaio 1912. Sophia lasciò tutto il suo patrimonio alla compagna Margaret Todd, inclusi tutti i suoi fogli personali grazie a cui la Todd scrisse “The life of Sophia Jex-Blake“, pubblicato nel 1918.


riferimenti:

 

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