Il movimento del sangue arterioso secondo il giovane Vesalio

IL MOVIMENTO DEL SANGUE ARTERIOSO SECONDO IL GRANDE VESALIO

Movimento del sangue arterioso secondo questa tavola anatomica di Andrea Vesalio del 1538: Il cuore reca in latino la scritta: “cor vitalis facultatis fomes et arteriarum principium” (il cuore è la scintilla della facoltà vitale ed il principio delle arterie).

schema galenico di produzione e ‘movimento’ del sangue.

Tavola anatomica del 1538 del grande anatomista Andrea Vesalio (il padre di coloro che sanno di Medicina).
La tavola anatomica in questione mostra il movimento del sangue arterioso. In essa i nomi degli organi principali sono scritti in greco, arabo e latino.
Secondo le indicazioni della fisiologia galenica, vecchie di circa 1.400 anni, il sangue era prodotto dal fegato, in forma venosa, che elaborava il chilo degli alimenti proveniente attraverso la vena porta. All’interno del fegato e nelle vene il sangue conteneva uno ‘spirito naturale‘ la cui funzione era di sostenere il normale ‘metabolismo’ del corpo.


I TRE SPIRITI GALENICI

Particolare della tavola anatomica vesaliana del movimento del sangue arterioso (1538. La arterie carotidi sono chiamata latinamente ‘soporarie’ e ‘apopletice’ La struttura indicata con le lettere A e B, che appare righettata in grigio, è la cosiddetta ‘rete mirabilis’ Di essa, la lettera B indica il ‘Plesso reticolare alla base del cervello, la Rete mirabile, in cui lo spirito vitale viene trasformato in animale”. Anteriormente ad esso, indicato con la lettera A vi è il ‘Plesso coriforme’, un ventricolo in cui confluisce il sangue venoso ed arterioso.

Arrivato al cuore attraverso la vena cava, in quest’organo una parte del sangue passava dal ventricolo destro al sinistro attraverso il cosiddetto “setto poroso” e con questo passaggio il sangue si raffinava producendo lo ‘spirito vitale‘ la cui funzione principale era mantenere la temperatura corporea. Un’altra parte del sangue andava dal ventricolo destro ai polmoni attraverso la vena arteriale (la nostra vena polmonare) per liberare il corpo di vapori nocivi.
Ergo, mentre il fegato era il principe della ‘circolazione’ venosa, il cuore lo era di quella arteriosa.
Ma non basta: secondo i principi della fisiologia galenica il sangue subiva una successiva purificazione: giunto al cervello attraverso le arterie carotidee – ‘karosis‘ in greco indica il sonno – ed in fatti queste arterie latinamente si chiamavano ‘soporifere’, dal momento che era antica credenza che il sonno fosse prodotto da un loro momentaneo restringimento – si immetteva nella cosiddetta “rete mirabilis“, ed in essa la purificazione del sangue creava un ulteriore spirito, chiamato ‘spirito naturale‘, la cui funzione era di governare le attività corporee più elevate, comprese quelle sensitive ed intellettuali.


UN CAPOLAVORO ARTISTICO

Le tavole anatomiche di Vesalio rappresentano un vero capolavoro non solo dal punto di vista grafico, ma anche per la qualità descrittiva e le capacità prospettiche. Prima di lui solo Leonardo da Vinci era stato in grado di mettere in rilievo simili capacità grafiche, ma purtroppo le sue bozze rimasero nascoste agli anatomisti per oltre due secoli e pertanto non stimolarono alcun progresso scientifico.
Vesalio non riuscirà mai a creare una proprio sistema fisiologico di funzionamento della struttura corporea umana, ma nel suo capolavoro del 1543 riedito con correzioni nel 1555, il ‘De Humani Corporis Fabrica“, metterà fortemente in crisi la fisiologia galenica contestando l’esistenza di due dei suoi capisaldi: i pori del setto cardiaco e la rete mirabilis.


DEL: dr Concetto De Luca


 

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