Il diciassettesimo e il diciottesimo Workshop Internazionale di Istocompatibilità

Il diciassettesimo e il diciottesimo Workshop Internazionale di Istocompatibilità


Pacific Grove 2017

Marcelo A. Fernadez Vina e Steve Mack.

Il diciassettesimo Workshop Internazionale di Istocompatibilità (IHW) si è tenuto nel 2017 a Pacific Grove, California (U.S.A.) organizzato da Marcelo A. Fernadez Vina e da Steve Mack. Il workshop si è concentrato sulla genomica HLA e KIR per la definizione delle loro lunghe sequenze utilizzando tecnologie NGS a singola molecola per obiettivi clinici e di ricerca nel campo dell’istocompatibilità.
L’utilizzo di queste tecnolgie ha permesso di risolvere le ambiguità alleliche determinate precedentemente dal sequenziamento classico di Sanger.
Sono stati presentati i risultati ottenuti mediante tecnologia NGS degli aplotipi HLA di 921 soggetti provenienti da 250 famiglie di otto paesi diversi identificando 486 alleli HLA rispettivamente 77 per il locus HLA-A, 115 per HLA-B, 68 per HLA-C, 69 per HLA-DRB1, 10 per HLA-DRB3, 6 per HLA-DRB4, 4 per HLA-DRB5, 44 per HLA-DQA1, 31 per HLA-DQB1, 20 per HLA-DPA1 e 42 per HLA- DPB1 a cui vengono aggiunti nove nuovi alleli con polimorfismi nelle regioni codificanti.

L’approccio di testare campioni di DNA provenienti da più laboratori distribuiti nel mondo è risultato utile per i futuri workshop e sebbene questi dati anche non riflettano le frequenze aplotipiche e alleliche dei paesi a cui appartengono le famiglie, rappresentano una vasta collezione di sottotipi allelici a 3 e 4 digits.

Tra gli altri obiettivi sviluppati sono da menzionare la mappatura degli epitopi sierologici e lo sviluppo di solidi strumenti informatici per HLA e KIR.


Amsterdam 2022

Sebastian Heidt ed Eric Spierings

Il diciottesimo IHW si è tenuto ad Amsterdam (Olanda) organizzato da Sebastian Heidt ed Eric Spierings allo scopo di caratterizzare ulteriormente la natura e l’estensione della diversità allelica HLA e KIR tra le popolazioni umane utilizzando le tecnologie NGS. Sono stati, inoltre, condotti studi nelle famiglie per una migliore definizione degli aplotipi KIR e HLA-DP attraverso l’analisi di segregazione.
Gli altri obiettivi analizzati sono risultati:
a) l’individuazione di biomarcatori come i loci HLA classici (HLA-A, -B, -C, -DRB1 / 3/4/5, -DQB1, -DQA1, -DPA1, -DPB1), gli antigeni MICA e MICB e i polimorfismi genetici delle citochine pro e antinfiammatorie (IL-2, IL-6, IL-10, IL-12, IFNγ, TNFα, TGFβ) in individui anziani non correlati (ottuagenari e nonagenari) ed in famiglie con membri altrettanto longevi;

b) l’associazione HLA e Covid-19;

c)  l’aumento della disponibilità e dell’efficacia del trapianto di cellule ematopoietiche (HCT) da donatori alternativi da quelli attuali per una migliore comprensione della barriera genetica, coinvolgendo diversi Centri di Trapianto;

d) la determinazione delle discrepanze epitopiche tra donatore e ricevente in base ai dati di
tipizzazione HLA molecolare per i loci HLA-A, -B, -C, -DRB1, -DRB3-5, -DQB1, -DQA1, – DPB1 e -DPA1;

e) il confronto tra “allele DSA” rispetto ad “allele non DSA” attraverso l’uso di HLA Matchmaker, EMS-2D, EMS-3D, PIRCHE-II e singoli aminoacidi (AA).

Infine, l’ultimo obiettivo è risultato la componente bioinformatica per lo sviluppo di strumenti software, database e linguaggi di comunicazione al fine di migliorare la ricerca e la diagnostica dell’ HLA e dell’immunogenetica.


articolo:

del prof. Sergio Barocci


 

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