Giacomo Rizzolatti ed i neuroni a specchio

GIACOMO RIZZOLATTI ED IL “BRAIN PRIZE” grazie ad i neuroni specchio

“Noi abbiamo scoperto che lo stesso neurone, la cui stimolazione provoca dolore, si attiva anche quando vedo un’altra persona percepire dolore.

Quindi non è che io capisco il dolore, ma lo esperisco e lo sento come mio. Questo è il punto centrale dei neuroni specchio.

Si trovano in moltissime parti del cervello. Noi all’inizio pensavamo che fossero nel sistema motorio, ed abbiamo parlato di sistema mirror  o sistema specchio. Adesso sappiamo che è un meccanismo. Si trova ad esempio nell’area del ridere; se tu stimoli quell’area il malato ride”.

[Giacomo Rizzolatti]


Giacomo Rizzolatti è nato a Kiev il 28 aprile 1937.

Giacomo Rizzolatti è una star della scienza. La sua scoperta dei neuroni specchio, che ha posto le basi fisiologiche della comprensione di meccanismi psicologici come l’empatia, appassiona ricercatori e professionisti di ogni campo.
A Copenaghen la principessa Mary di Danimarca ha consegnato il “Brain Prize”, premio nato solo nel 2011 ma già autorevole.
Quest’anno (2014) il premio è stato assegnato a scienziati che si sono distinti nella ricerca sui meccanismi superiori del cervello e per l’impegno nello studio dei disturbi cognitivi e comportamentali. Insieme a Rizzolatti saranno premiati il francese Stanislas Dehaene, e l’inglese Trevor Robbins.

«Il Brain Prize è stato istituito da una ditta farmaceutica, la Lundbeck, con molti mezzi a disposizione. È specializzata in psicofarmaci per malattie del sistema nervoso; anche per questo si interessa di neuroscienze cognitive, campo che peraltro è abbastanza trascurato dal Premio Nobel, non per cattiveria o partigianeria, ma perché l’Accademia svedese è formata prevalentemente da esperti in fisiologia cellulare che capiscono meglio l’importanza di una ricerca nel loro campo».

ha affermato Rizzolatti in un’intervista al Corriere della Sera in maggio 2014.


I NEURONI SPECCHIO

funzionamento dei cosiddetti “neuroni a specchio”: vedere l’azione e compiere l’azione attiva lo stesso circuito neuronale ed i neuroni specchio.

I neuroni specchio sono una classe di neuroni che si attivano quando un individuo (o animale) compie un’azione e quando l’individuo osserva la stessa azione compiuta da un altro soggetto.
Attraverso studi di risonanza magnetica,  e precedentemente di PET, si è potuto constatare che i medesimi neuroni attivati dall’esecutore durante l’azione, vengono attivati anche nell’osservatore della medesima azione.

Tra gli anni ’80 e ’90 del secolo scorso un gruppo di ricercatori dell’Università di Parma (coordinato da Giacomo Rizzolatti e composto da Luciano Fadiga, Leonardo Fogassi, Vittorio Gallese e Giuseppe di Pellegrino) ha iniziato a dedicarsi allo studio della corteccia premotoria cerebrale. Gli studiosi avevano collocato degli elettrodi nella corteccia frontale inferiore di un macaco per studiare i neuroni specializzati nel controllo dei movimenti della mano, come il raccogliere o il maneggiare oggetti.


esperimenti

Un cucciolo di macaco imita le espressioni facciali umane. Source – Evolution of Neonatal Imitation. Gross L, PLoS Biology Vol. 4/9/2006, e311 doi:10.1371/journal.pbio.0040311

Durante ogni esperimento era registrato il comportamento dei singoli neuroni nel cervello della scimmia mentre le si permetteva di accedere a frammenti di cibo, in modo da misurare la risposta neuronale a specifici movimenti.
Come molte altre notevoli scoperte, quella dei neuroni specchio fu favorita al caso. L’aneddotica racconta che, mentre uno sperimentatore prendeva una banana in un cesto di frutta preparato per degli esperimenti, alcuni neuroni della scimmia che osservava la scena avevano reagito. Come poteva essere accaduto questo, se la scimmia non si era mossa? Se fino ad allora si pensava che quei neuroni si attivassero soltanto per funzioni motorie?


i NEURONI DELL’EMPATIA

In un primo momento gli sperimentatori pensarono si trattasse di un difetto nelle misure o un guasto nella strumentazione, ma tutto risultò a posto e le reazioni si ripeterono non appena fu ripetuta l’azione di afferrare. Da allora questo lavoro è stato pubblicato, con l’aggiornamento sulla scoperta di neuroni specchio localizzati in entrambe le regioni parietali frontali inferiori del cervello.
Nel 1995, Luciano Fadiga, Leonardo Fogassi, Giovanni Pavesi e Giacomo Rizzolatti dimostrano per la prima volta l’esistenza nell’uomo di un sistema simile a quello trovato nella scimmia. Utilizzando la “stimolazione magnetica transcranica” trovano infatti che la corteccia motoria dell’uomo viene facilitata dall’osservazione di azioni e movimenti altrui. Più recentemente, altre prove ottenute tramite fMRI ( tecnica di Risonanza Magnetica funzionale), TMS (Stimolazione Magnetica Transcranica), EEG (elettroencefalogramma) e test comportamentali hanno confermato che nel cervello umano esistono sistemi simili e molto sviluppati. Sono state identificate con precisione le regioni che rispondono all’azione/osservazione. Data l’analogia genetica fra primati (compreso l’uomo), non è affatto sorprendente che queste regioni cerebrali siano strettamente analoghe in essi.


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